Incontro con...
Silvana Gargiulo

ATTRICE — Sul palco della Compagnia Dimitri, la Svizzera l’ha accolta a braccia aperte, andando oltre le apparenze e i pregiudizi estetici. Diversi gli spettacoli in vista.

S’incammina lentamente con l'incedere elegante, ha l’aspetto trasognato malinconico ed assente e non si sa da dove vien, né dove va, chi mai sarà…». È Silvana Gargiulo, attrice tragicomica, che dai suoi esordi negli anni novanta porta ancora in scena il suo vecchio frack. Napoletana d’origine, 44 anni, figlia d’arte, arriva da Milano a Verscio nel 1995; si stabilisce nelle Centovalli. Il suo bagaglio culturale: liceo artistico, scuole di teatro classico e di animazione pedagogica teatrale, studi di pianoforte e tanta voglia di sviluppare ulteriormente il suo potenziale. Il suo bagaglio umano: grande cuore, porte sbarrate in campo professionale in un’Italia superficiale, capacità di adattamento acquisita in una famiglia di sette figli emigrata per necessità nella metropoli lombarda. «Ero senza una lira quando giunsi nel tranquillo paesino di Verscio in una giornata piovigginosa, lasciando alle spalle il caos della città. Un contrasto che si rivelerà comunque di buon auspicio. Effettivamente, il contrasto come effetto scenico diventerà ed è il mio cavallo di battaglia. A Verscio venni accolta con calore, aiutata e incoraggiata dagli operatori della Scuola di Teatro Dimitri; superai gli esami di ammissione alla Scuola e mi diplomai nel 1998».

Se la chiave di lettura del successo di Silvana Gargiulo si basa principalmente sulla sua capacità di giocare sui contrasti, il suo percorso artistico è stato ingiustamente penalizzato da giovanissima proprio a causa di un elemento che caratterizza il contrasto, le sue misure corporee, la sua rotondità. «Mi presentavo ai vari casting in Italia per selezioni di attori-attrici, ma non mi davano neppure la possibilità di esibirmi, di mettermi alla prova. Risposta di routine: no grazie, non abbiamo bisogno. Per loro ero fuori misura. I modelli di una certa TV, padrona dell’estetica, ammazzavano sul nascere ogni atto creativo che non rientrava negli schemi. Penso non sia cambiato molto dagli anni novanta a oggi».

Leggera come una piuma sul palco – e chi l’ha vista al lavoro sa che non è cinica menzogna – capace di acrobazie, di danza, di musica, di sottile e pregnante gestualità e di raffinato umorismo, Silvana trasmette quella cultura partenopea vasta che spazia con disinvoltura dalla comicità ai drammi. «Sebbene la comicità parta storicamente dal centro Italia a scendere, fin da bambina ero affascinata dal geniale Mel Brooks. Però l’America l’ho trovata a Verscio e da Verscio in poi mi si è aperto un piccolo mondo, soprattutto con spettacoli in Svizzera».

Da allora, Silvana riscuote via via consensi e apprezzamenti di critica e di pubblico. Sarà clown principale al circo Monti, per la regia di Ueli Bichsel, uno fra i clown  più importanti nel panorama europeo. E sarà lo stesso Bichsel a volerla al suo fianco sul palcoscenico per un nuovo spettacolo tragicomico. Era il 2004. Non si sono più separati. Il loro connubio artistico si riaffaccia pure nel film «Liebe & Zufall», una nuova pellicola di Fredi Murer, attualmente nei cinema  svizzeri, dove Silvana Gargiulo è una fra gli interpreti principali.

L’avventura cinematografica
«È stata un’esperienza straordinaria lavorare sul set di Murer, regista già insignito, tra l’altro, del Pardo d’Oro a Locarno nel 1978, con il film “Höhenfeuer”. “Liebe & Zufall” è tratto da una storia vera, scritta dalla madre del regista. È un film nel filone drammatico, in cui interpreto il ruolo di una donna venuta dal Sud, la quale di giorno fa la  governante, mentre di sera si trasforma in artista di teatro. Il mio personaggio è comunque tragicomico. Le parti drammatiche le posso fare, ma non è la mia casa. La tragicomicità può invece varcare le due soglie con ironia. La sento più mia». Dal palcoscenico al ciak si gira, una toccata e fuga o l’inizio di una nuova carriera? «Le prospettive sono buone nelle due direzioni, anche se sentire sulla pelle il pubblico che si diverte e ride è una bellissima sensazione che ti dà solo il teatro». Riposto il frack, sul palco della vita, Silvana si definisce una persona tendenzialmente triste, che ha accettato la sua rotondità corporea come strumento di lavoro da offrire al pubblico. Dubita che se si svegliasse magra – e le dispiacerebbe – avrebbe il successo che ha, dettato anche da una  gestione dello spazio tipica di chi è in carne, dalla lentezza, dalla tranquillità, da poche ma essenziali mossette di un bel viso pieno. La sua parola magica: meno fai più forte sei sul palco. Il suo futuro è comunque già presente, con il nuovo spettacolo «Famiglia Dimitri», la cui prima è oggi (2 dicembre) a Stoccarda, mentre dal 28 dicembre al 1° gennaio 2015 al teatro di Verscio. Poi in tournée primaverile. Una rappresentazione trigenerazionale del focolare dimitriano, una festa in casa con il grande maestro Dimitri, le sue figlie Masha e Nina, Samuel (figlio di Nina) e Silvana Gargiulo, che Dimitri stesso ha definito «donna clown adottata».



LE DATE DI SILVANA

1995 Arriva in Ticino da Milano. Inizia la Scuola di Teatro Dimitri a Verscio.
1999 Un anno dopo essersi diplomata, è sul palcoscenico con la Compagnia Dimitri.
2004 Comincia il connubio artistico con il clown e regista svizzero Ueli Bichsel.
2014 Debutto al cinema. È fra gli interpreti principali del film «Liebe & Zufall», di Fredi Murer.

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Testo: Sylva Nova
Foto: Massimo Pedrazzini
Pubblicazione:
lunedì 01.12.2014, ore 14:00


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