Silvia Bernasconi invita grandi e piccini a scoprire la natura.

Incontro con Silvia Bernasconi

Lascia il mondo della farmaceutica per dedicarsi all’educazione ambientale. E tra poco aprirà la sua scuola nel bosco nel Mendrisiotto.

http://naturalmentescuola.ch/

Quando la incontro, Silvia Bernasconi è appena rientrata da una settimana al rifugio valmaggese Pian di Crest, a 2.100 m. «Sono 10 anni che, ogni estate, con mio marito e i nostri quattro figli, ci spostiamo ad un rifugio di montagna, assumendo il ruolo di guardiani per una settimana – racconta con il sorriso –; è un modo simpatico per stare assieme, nella natura, e fare del volontariato per la Società Alpinistica Valmaggese, che mira a rivalorizzare le sue montagne». Questa tradizione è coerente con la vita di Silvia, una biologa specializzata in biochimica che, da oltre 17 anni, si dedica al 100% all’educazione ambientale dei più giovani.

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Passate del tempo con i vostri figli nella natura »

«Quando è nato il mio primo figlio si è creato un legame forte con il mondo dell’infanzia – racconta Silvia –. Da allora, ho lasciato i laboratori e dell’industria farmaceutica per immergermi nella natura, facendo appassionare i più piccoli alle sue meraviglie». Venendo dall’ambito della biochimica si è messa a studiare, a formarsi e ad informarsi per creare dei percorsi didattici ad hoc. Oggi, lavora come indipendente e collabora con diverse associazioni come ProNatura e Wwf, che fungono da punto di riferimento per le scuole sul territorio.

Riscoprire la natura
«Portare i bambini in gita è la parte più bella e che richiede più preparazione – racconta –; spesso gli insegnanti stessi non se la sentono, anche perché molti genitori sono apprensivi, e mi contattano per portare i piccoli a conoscere fiumi, laghi e aree boschive. La cosa più emozionante è l’accompagnamento del bambino nella natura – continua –; è incredibile notare le differenze tra il bambino abituato a giocare nel verde e quello che invece piange perché si è sporcato le mani di terra». Stando in aula si studiano la fotosintesi e altri processi senza però avere un contatto diretto con il mondo della flora e della fauna… «È fondamentale integrare nel percorso formativo esperienze sul terreno –spiega –. Le attività all’aria aperta permettono di sviluppare ed esplicitare capacità che altrimenti rimangono assopite». Capita spesso che i ragazzini bollati come ingestibili dagli insegnanti, una volta proiettati nel cuore di un bosco si trasformino nei primi della classe, dimostrando di avere capacità motorie e di interazione sociale fuori dal comune… «Tramite le lezioni nella natura l’allievo riceve tutta una serie di stimoli che influiscono positivamente sulla crescita personale, quella sociale che si sviluppa nelle interazioni con gli altri bambini e del linguaggio. Convinta dell’importanza di questo tipo di educazione, Silvia porta quindi regolarmente gruppi di bambini nei fiumi, dove li invita a togliere le scarpe e sentire l’acqua fresca; nei boschi a scavalcare tronchi, scoprire tane di volpi; nei campi ad imparare i nomi dei fiori e a conoscere i segreti delle api… In diverse scuole poi, Silvia ha coordinato la creazione degli orti, in modo da coinvolgere gli studenti nel favoloso processo che trasforma un semino in una pianta che, a sua volta, ci offre gli ortaggi che portiamo in tavola ogni giorno. «Tutte queste esperienze permettono ai ragazzini di affondare le radici nella terra e di fare propria tutta una serie di conoscenze fondamentali sul funzionamento del mondo. Quando queste esperienze vengono a mancare sia a casa che a scuola, la formazione di un giovane rimane lacunosa» spiega Silvia. L’orto di casa sua è un grande laboratorio dove coltiva anche le idee che poi condivide con gli allievi. Oltre a cimentarsi nell’orto, da qualche tempo Silvia è diventata pure apicoltrice… «Nella nostra regione ci sono oltre 700 tipi di api e, per contribuire alla loro sopravvivenza, abbiamo iniziato a creare degli “alberghi” per api selvatiche che poi interagiscono con gli orti, impollinando le piante».

Il suo sogno ora è di iniziare ad introdurre i bambini alla natura già al pre-asilo, perché… prima si inizia meglio è! «Già all’asilo, età in cui i bambini esplicitano molto di più le proprie emozioni, noto che i bambini non abituati al contatto con la natura reagiscono con paura e disagio: sarebbe bello poter incominciare quindi a farli familiarizzare fin da subito». L’educazione ambientale, vista in questo modo, permette di ricostruire il ponte che si è perso tra l’uomo e la natura, una visione che confluisce in un progetto che sta per venire al mondo, una scuola nel bosco…
«Nel Sopraceneri ne esistono già, penso per esempio a quella di Arcegno, mentre nella zona di Lugano e di Mendrisio ancora no – spiega Silvia –; ho quindi voluto dare vita alla scuola nel bosco “Naturalmente scuola”, approfittando della bellezza, finora poco conosciuta, della Valle della Motta nei pressi di Stabio. L’educazione ambientale punta sul fatto che se un bambino inizia a conoscere i boschi della sua zona, da adulto sarà portato ad amarli, rispettarli e a proteggerli – conclude Silvia piena di speranza –. Invito tutti i genitori a passare del tempo nella natura con i propri figli: sono attimi preziosi!».

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TESTO: Keri Gonzato

FOTO: Annick Romanski


Pubblicazione:
domenica 30.08.2015, ore 00:00


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