Simona Molinari:
tra pop e jazz

Ha partecipato al festival di Sanremo, ha collaborato con artisti come Al Jarreau, Ornella Vanoni e Gilberto Gil, è andata in tour con un progetto su Ella Fitzgerald. — Diego Perugini

Una vita fra pop e jazz, quella di Simona Molinari, aquilana dalla voce duttile ed espressiva. Il suo ultimo cd, Casa Mia (Warner), riflette questa vena eclettica, che la porta ad affrontare una serie di standard jazz con leggerezza e personalità, senza scimmiottare modelli irraggiungibili. Eccola dispiegarsi ariosa nel classico romantico Smoke Gets in Your Eyes, cimentarsi con lo swing di Puttin’ on the Ritz, giocare coi ritmi tropicali (e ballabili) di Quizás Quizás Quizás e Never Do a Tango With an Eskimo, molto gradevoli. Con lei la Mosca Jazz Band e l’orchestra Roma Sinfonietta di Ennio Morricone. Gli arrangiamenti mescolano tradizione e modernità, come nella conclusiva Every Time We Say Goodbye della Fitzgerald, che Simona contamina abilmente con sonorità pop. I puristi forse storceranno il naso, ma il risultato non dispiace affatto.

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