Il fisico possente del 14enne Luka Bajic.

Un giovane «sirenetto»
parte all'arrembaggio

Luka Bajic è figlio d’arte. E spera di tornare con la squadra del Bissone in Serie A.

Ha un fisico possente e segna reti a grappoli. Luka Bajic, pallanuotista, attaccante polivalente della prima squadra del Bissone, ha solo 14 anni, ma è un giocatore temuto e rispettato dagli avversari. Il giovane talento croato è uno dei punti forti della compagine sottocenerina, che sta tentando l’assalto alla serie A. «Salire di categoria sarebbe incredibile – confessa Luka –, vivrei questa eventuale nuova esperienza al massimo».

C’è un settore giovanile prolifico a Bissone: lo scorso anno gli under 15 si sono laureati campioni svizzeri, mentre gli under 17 hanno chiuso al secondo posto. «Io ho la fortuna di potere giocare già in prima squadra – sottolinea Luka –, in questa società un giovane ha la possibilità di crescere bene, è seguito e non ha particolari pressioni». Ad allenare il gioiellino croato, è papà Zoran, un personaggio che al Bissone, negli anni Novanta, ha dato parecchio anche come giocatore. «Mio padre non fa distinzioni – assicura il talento, che frequenta la terza media all’istituto Sant’Anna di Lugano –, con me usa sia il pugno di ferro, sia il guanto di velluto, esattamente come con gli altri miei compagni».

Si diverte, Luka, soprattutto quando scaglia la palla oltre il portiere. «Per me il gol è una maniera di esprimermi». E quando parla della sua carriera nelle giovanili della nazionale croata, la voce è tradita dall’orgoglio. «Sono fiero di rappresentare la mia terra d’origine, sto vivendo una favola». Una favola contraddistinta da sudore e sacrificio. Luka è un perfezionista, uno che si allena anche al di fuori delle normali sedute riservate alla squadra. «In piscina, durante un match, non ti puoi permettere di non essere al top. La pallanuoto sollecita il fisico in maniera incredibile, l’atleta deve nuotare costantemente, ma anche lottare, tenere la posizione, sapere scattare al momento giusto».

A Luka sta particolarmente a cuore l’aspetto mentale. «La testa può fare la differenza, può permetterti di superare anche i problemi fisici, lo sport a certi livelli non può essere separato dalla psiche». L’attaccante del Bissone non nasconde le sue ambizioni, vuole diventare professionista, vivere di pallanuoto. «Ma non farò l’errore di trascurare gli studi». Il presente, però, è una serie A che si trova a un soffio. «Per la società sarebbe un grande ritorno nel posto che merita. Ci stiamo dando dentro, e forse tra qualche settimana festeggeremo».

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Testo: Patrick Mancini
Foto:
Sandro Mahler

Pubblicazione:
lunedì 02.06.2014, ore 00:00


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