Skunk Anansie: suoni
arrembanti e melodia

Sono in giro sin dagli anni Novanta, portavoci di un rock potente e grintoso.  — Diego Perugini

Con la marcia in più di una carismatica leader al femminile, una figura androgina dalla pelle nera e i capelli rasati a zero, con una voce (falsetto incluso) da brividi. Ed è proprio Skin l’asso nella manica degli inglesi Skunk Anansie, tornati ora con un nuovo cd, Anarchytecture (Carosello Records), che ribadisce l’amore del gruppo per i suoni tosti e arrembanti, senza dimenticare il gusto di una buona melodia. Le atmosfere sono per lo più notturne e un po’ cupe, con influenze elettroniche e testi in equilibrio fra intimismo e critica sociale. Il singolo Love Someone Else sfiora le ritmiche dance, mentre Beauty Is Your Curse vira sul rock deciso e We Are The Flames, dall’incedere marziale, si scaglia con rabbia contro le manipolazioni del potere. Molto belle le ballate, dalla conclusiva I’ll Let You Down alla toccante Death To The Lovers, dove Skin cattura l’euforia che i suicidi dicono di provare negli istanti che precedono la loro morte.

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