Smart Day – un giorno
sulle app con una «guru»

L'IDEA — Sempre online tra i social network e applicazioni. Ecco la quotidianità digitale di Cristina Monti, «geek» 23enne esperta di hi-tech mobile. L’abbiamo seguita dalla mattina alla sera, scoprendo che… — Guarda il video! — Con una intervista a Davide Gai

Cristina Monti, 23enne di Cadenazzo, è una vera intenditrice di smartphone. «Ho decine e decine di app installate nel mio telefonino, e le uso praticamente tutte!» Capelli rosso-cremisi  «... e volevo provare il turchese, ma il mio ragazzo, Mattia, me l’ha proibito. Anche se sarei più che giustificata: in fondo sono una parrucchiera». Amante dei tatuaggi e degli animali «in particolare i gatti e i panda… impazzisco quando vedo un panda!», l’abbiamo «spiata» per una giornata «smart». Siamo stati con lei da mattina a sera, per scoprire come gli smartphone hanno cambiato le nostre abitudini. Ma non solo. Un esperto di vita digitale, l’imprenditore hi-tech Davide Gai, ha seguito e commentato passo passo le ore trascorse con Cristina. In un pianeta dove il numero di telefonini ha superato quello degli abitanti  (7,3 miliardi di connessioni per 7,2 miliardi di persone, secondo Gsma) Cristina è solo un’utente comune, ma significativa.

Dall’alba al tramonto
E allora via per una giornata «a tutto app», che inizia con il suono della sveglia mattutina. Anzi no, è ovviamente la suoneria del telefonino. «Non ancora in piedi e sono già connessa. Controllo prima il meteo, poi le mail e gli impegni della giornata. Non possono mancare all’appello nemmeno i social network, tra Facebook, Instagram e Twitter», elenca la nostra Cristina. «Grazie agli smartphone possiamo rinunciare a moltissimi oggetti e strumenti – ricorda l’imprenditore tecnologico Davide Gai.  – Su internet l’Innovation Lab di Harvard ha realizzato “The evolution of the desk”, dove scorrono trent’anni di evoluzione di una scrivania, quella classica, materiale». Nel filmato (interattivo) man mano che avanziamo nel tempo cronologicamente spariscono in rapida successione l’agenda, il calendario, le foto appese al muro, il telefono con i fili, il mappamondo, il fax, la Polaroid… fino ad arrivare al 2014, con il tavolo completamente sgombro e un computer portatile nel mezzo. Accompagnato da un moderno telefonino.



La salute
«Ma la vera grande sfida per il futuro è nel settore della salute – aggiunge Gai. – In tutti gli altri campi abbiamo almeno un’integrazione avanzata, ma nella salute c’è ancora tanto da fare. Solo ora iniziamo a vedere i primi sensori che registrano quanto ci spostiamo nell’arco della giornata, per esempio con il lancio di Microsoft Healt, e disponiamo di app che ci consigliano un programma di allenamento per stare in forma». Esattamente come fa Cristina: «Sì, ho un’app che si chiama “30 Day Fitness Challenges” per gli esercizi quotidiani. Aspetta, proprio ora mi sta dicendo di eseguire questa posizione difficilissima…». Cristina appoggia il telefono a terra e si stende sul tappetino da ginnastica reggendosi solo con le mani e le punte dei piedi. «Vedi, devo rimanere così fino a quando il timer sullo schermo non arriva a zero…».

Tutti i dati in rete
Dopo il risveglio sprint è ora di uscire. La giornata è fantastica, il clima pure e oggi Cristina non lavora, quindi… si fa un giro! Prima dal fotografo per una serie di scatti in studio (serviranno per la copertina del giornale), poi a Bellinzona per un tour ai castelli. «Mattia ora è libero, gli dico di raggiungermi in treno – dice Cristina “smanettando” sul display. – Faccio una “screenshot” agli orari su “Ffs Mobile” e gliela mando con Whatsapp». L’app realizzata dalle Ferrovie è da sempre una delle più scaricate nella classifica nazionale. «Nella Svizzera tedesca, i ragazzini non vanno più a scuola in bici – fa notare Gai – preferiscono i mezzi pubblici perché lì si può smanettare sul telefonino. Di conseguenza, i produttori di automobili fanno fatica ad accaparrarsi clienti giovani. Un tempo l’auto era un mito della maggiore età, ma oggi significa traffico, inquinamento e limitazione di libertà e comunicazione. Abbiamo il gps, gli orari di treni e aerei che possiamo consultare e combinare facilmente sul display. Forse la situazione cambierà tra qualche anno, quando le auto diventeranno “intelligenti” e si guideranno da sole».

Foto, paperless e tempo libero
«Instagram è un social network per condividere foto – ci spiega Cristina – e ora sto caricando alcuni scatti di questa giornata». Si stima che in un giorno siano messe online e condivise almeno mezzo miliardo di fotografie. «Attenzione, però, al pericolo “spazzatura digitale” – avverte l’esperto – perché lo spazio sul cloud (i servizi che permettono di caricare documenti online, ndr) è diventato infinito e non si butta via più nessun documento digitale, con il rischio di non ritrovare più nulla e di rimanere affogati in una “minestra” di gigabyte. È necessario allenarsi a selezionare i nostri dati, a buttare via tutti quelli inutili o poco significativi». Insomma, prendere il mondo digitale dalla parte giusta. «Sì, al punto che non ho più carta in casa. Ho alcuni libri antichi, ma per il resto sono “paperless”: ogni documento che ricevo è elettronico. Anche le comunicazioni ufficiali le scansiono, le archivio nella memoria digitale e cestino immediatamente la copia cartacea». Intanto Cristina e Mattia hanno raggiunto i castelli di Bellinzona, dove hanno scaricato l’app «Patrimonio TI», una  guida elettronica dei siti architettonici ed artistici più ammirati del cantone. La giornata è agli sgoccioli, ma prima di salutarsi si fermano al ristorante «Ehi, questa canzone la cercavo da tanto tempo!» esclama Cristina appena sente risuonare le note della musica diffusa nel locale. Mette mano allo smartphone e avvia l’app «Track ID» e in pochi secondi riconosce il brano. «Si va sempre più verso una formula “ad abbonamento” per ascoltare musica senza limiti – dice ancora l’esperto. – Anche l’arrivo di Netflix in Svizzera ricalca questa modalità, una sorta di streaming a pagamento e on demand».
 
Finalmente un po’ di relax serale
«Anche le notizie le “sfoglio” usando newscron – racconta Cristina mentre attende il treno per tornare a casa. – E se ho ancora tempo, tra un post e l’altro, apro Zattoo e guardo la tv. Non ho delle abitudini regolari, seguo quello che più mi interessa». Davide Gai non è sorpreso: «Per nulla, se c’è una grande perdente a livello di informazione è proprio la televisione generalista. Al giorno d’oggi non ha più senso aspettare il telegiornale delle otto di sera e seguire le notizie. Le news corrono sul web e il palinsesto ce lo costruiamo noi…». Cristina è a casa e si sta preparando per andare a dormire. Domani si riprende con il lavoro e ci si sveglia presto… «Faccio sempre fatica a dormire, ma un giorno nelle novità dello store ho trovato un’app che mi aiuta anche in questo. Si chiama “Relax and sleep”: posso impostare una durata e scegliere il rumore di sottofondo che invita al sonno, dalle fusa di un gatto al battito di un cuore, passando per il vento o lo sciacquìo delle onde». Una buona notte a Cristina, dunque. Anche perché… «domani è un’altra “Smartgiornata”!» dice sorridente.

«Gli smartphone? Idea vecchia, <br>il futuro è… indossabile»

Innovazione Come saranno i telefonini di domani? Come interagiremo con loro? (di Annina Striebel)

Il professor Otmar Hilliges è ricercatore e professore al Politecnico federale di Zurigo e lavora nel campo dell’interazione uomo-tecnologia. Recentemente ha sviluppato un’app – per ora è solo un prototipo – che permette di interagire con lo smartphone usando i gesti.

Professor Hilliges, come useremo gli smartphone?
Nella mia ricerca sto esplorando la possibilità dell’interazione con i gesti invece del tocco, ma anche il riconoscimento vocale ha fatto grandi progressi. Non solo: oggi siamo in grado di misurare pure le onde elettromagnetiche dell’attività cerebrale, leggendo direttamente i nostri pensieri. Cosa prevarrà è difficile da dire, sarà una fusione di tutte queste tecnologie.

Fra dieci anni dove saremo arrivati?
Credo che gli smartphone come li conosciamo oggi non ci saranno più. La tendenza è quella di «spalmare» i sensori sul nostro corpo, e gli «smartwatch» sono solo un esempio allo stadio embrionale…

Avranno successo?
Prendiamo l’iPhone: è una tecnologia di dieci anni fa e oggi ce l’hanno tutti… Potrebbe succedere la stessa cosa con questa nuova generazione di dispositivi… a patto che i produttori prendano seriamente in considerazione l’aspetto legato alla moda e allo stile.

Perché?
Beh, questi aggeggi si indossano e non sono pensati per essere «nascosti» in una borsetta. Ci vuole qualcosa di molto più… «individuale». Il design e l’ergonomia contano più della tecnica.

Parliamo di privacy.
Geolocalizzazione, social network, selfie. E domani dati biometrici e preferenze d’acquisto. È una sfida culturale e sociale che dobbiamo capire come affrontare. In ogni caso, sarà difficile tornare indietro.

Giovani a tutto «smart»
tranne che il 3%

Il 97% dei giovani svizzeri tra i 12 e i 19 anni possiede uno smartphone. È un numero da capogiro, se si pensa che appena nel 2010 la quota era del 50%. Insomma, nel giro di pochi anni gli utenti «smart» sono praticamente raddoppiati. Questi dati sono il risultato di uno studio – ribattezzato «James» – condotto dall’università di scienze applicate di Zurigo e presentato di recente. Scopo dello studio: l’analisi della relazione tra giovani, attività e media. A cambiare maggiormente è stata la mentalità sull’uso di internet: quattro anni fa il 16% lo usava quotidianamente per navigare online, mentre oggi la quota è salita all’87%. Le ragazze ascoltano musica o scattano foto, mentre i ragazzi sono più propensi a giocare o guardare film. Oggi è tutto «smart», tranne forse per quel 3% che ne sono ancora sprovvisti...



Alcuni consigli per risparmiare memoria e durata della batteria.

○ Quanta memoria avete? Sugli smartphone Android e Windows Phone potete andare su Impostazioni > Memoria. Su iPhone, Impostazioni > Generali > Utilizzo, potrete farvi un’idea di quanto spazio libero avete nel vostro dispositivo.

○ Se non serve, togliere. In Windows Phone, scorrere con il dito a destra per avere l’elenco di tutte le app. Tenete premuto su un’icona e apparirà un menu con la voce «rimuovi». Su iPhone il meccanismo è analogo. Su Android, scegliete Impostazioni > Applicazioni. Toccate l’icona di un’app e nella scheda di dettaglio troverete il pulsante «Disinstalla».

○ Chiudere per risparmiare
. Più applicazioni aperte avete, più la batteria si consuma in fretta. Anche se le app non le usate. Windows Phone, tenete premuto un paio di secondi il pulsante freccia e trascinare il dito verso l’alto. Su iPhone, doppio tocco del pulsante; su Android, aprire «Gestione attività».

Trova la parola

1.    Quante persone in media nel mondo giocano a «Candy Crush» ogni giorno?
V    54 milioni
A    87 milioni
P    138 milioni

2.    A fine 2013, quanti smartphone erano in circolazione nel mondo?
B    800 milioni
H    1,4 miliardi
E    2 miliardi

3.    In quale anno è stato progettato quello che è considerato come il primo smartphone della storia, l’IBM modello «Simon»?
O    1993
L    1997
S    2000

4.    Quante app sono presenti nello store di Google Play (dati aggiornati al mese di giugno di quest’anno)?
A    500 000
N    1,5 milioni
C    3 milioni

5.    Il designer Stuart Hughes per un cliente cinese ha progettato lo smartphone più costoso del mondo. Qual è il suo prezzo?
I    5 milioni di franchi
S    10 milioni di franchi
E    15 milioni di franchi







La soluzione è…


è…

VBONS!!


(no, non è vero, la soluzione è…)

PHONE!

Testo: Jona Mantovan «Pixel»
Foto: Sandro Mahler
Pubblicazione:
lunedì 10.11.2014, ore 00:00