Soffice lana tra ferri e gomitoli

La riscoperta di una tradizione antica, che attraversa più culture e generazioni per valorizzare un filato naturale e versatile come il manufatto in lana. — Keri Gonzato

Lavorare a maglia è una tradizione millenaria condivisa da molte culture. Con la meccanizzazione del processo necessario per trasformare un gomitolo di lana in un maglione e l’arrivo dei materiali sintetici, la pratica è andata via via perdendosi…. Ma c’è una novità. Nell’ultimo decennio sempre più persone, spinte dal desiderio di lavorare con le proprie mani, hanno riscoperto questo passatempo! La pratica è rinata assieme ai piccoli club di quartiere, dove donne di ogni età si incontrano scambiando consigli, ed alle numerose star che vi si sono appassionate… da attrici come Sarah Jessica Parker e Daryl Hannah, che vanta le proprietà meditative della pratica, al sex symbol maschile Ryan Goslyng!

«Fare a maglia è uno scaccia pensieri, quando prendo in mano i ferri e mi metto all’opera tutto il mondo intorno a me scompare», confida Karin, mamma di un bimbo di 3 anni ed una di 7 mesi. Mentre crea cuffie e maglioncini per i suoi piccoli, Karin si ritaglia uno spazio meditativo tutto per sé.

Anche Elisa Vanini, trentenne che ha imparato l’arte dalla nonna materna, si diverte a creare sciarpe per gli amici. «Mia zia ha sempre fatto l’uncinetto e mia mamma la maglia», spiega Katia Scolari che ha ereditato questa passione. «Ho iniziato creando abiti per i miei figli. Ora mia madre sta creando pile infinite di coperte da portare in Africa perché la popolazione si possa coprire dalle mosche. Dal canto mio, la aiuto raccogliendo gomitoli da chi li vuole offrire».

Dal cardigan ai calzini

Katia Scolari racconta che quello che è iniziato come un hobby, con la nascita della sua prima figlia Chiara 21 anni fa, oggi si è trasformato in un lavoro. Avendo due figli di 9 e 12 anni, Emily e Aris, non vede l’ora di far partire i corsi per i bambini. «Amo insegnare ai più piccoli e vedo che i bimbi maschi sono spesso più intrigati delle bimbe», aggiunge. La scuola non insegna quasi più queste pratiche. C’è chi ne approfitta per creare calzini da regalare a Natale, chi crea cardigan per i suoi piccoli e chi invece ha trasformato le sue creazioni in una vera e propria forma d’arte. Si parla allora di Urban Knitting, una forma di street art «morbida» in cui i creativi dei ferri si divertono a ricoprire una città di opere fatte a maglia. Un gesto di simpatica ribellione che offre nuove forme e colori a questa tradizione artigianale.

In Ticino esiste poi un luogo speciale che porta avanti e rinnova la tradizione. Si tratta della Casa della Lana, creata dalla Pro Verzasca per far rinascere la Valle attraverso il recupero e la rivalorizzazione della produzione di lana. Questa esperienza locale testimonia la vitalità attuale di un’affascinante attività umana che, nonostante subisca le influenze di questi tempi incerti, continua a occupare le mani e lo spirito di molti appassionati

Atelier «Mille Idee Creative», Vira Gambarogno:  https://www.facebook.com/katia.scolari.mille.idee.creative 

Atelier Marina, Giubiasco: www.sogninelcassetto.ch

Corsi di maglia per tutti con Federica, Acquarossa Blenio: 077/4411210

Risorge un'antica tradizione

Intervista a Marcel Bisi rappresentante della Pro Verzasca.

Come nasce la tradizione della lana in Valle Verzasca? 
La nostra tradizione contadina ci ha demandato l’arte di lavorare la lana. In Svizzera, quando le pecore venivano tosate, le donne prendevano la lanugine e la lavoravano per utilizzarla. Oggi, grazie alla Casa della Lana, abbiamo recuperato la tradizione. Con le nostre 50 collaboratrici e più, rappresentiamo un caso unico in Ticino. Siamo fieri di avere una filiera che non utilizza prodotti chimici. La nostra lana è al 100% ticinese!

Come si è evoluto l’utilizzo della lana nel tempo?
Fino a 50 anni fa cuscini, materassi, maglioni, pantaloni, calze, trapunte e scialli erano perlopiù in lana. Il nostro ruolo oggi è quello di preservare la tradizione. Educando alla qualità e alla preziosità del prodotto, riusciamo a far capire il valore aggiunto della lana alle persone. Ciò giustifica il costo di un nostro maglione artigianale. 

Chi compra la lana oggi?
Sono soprattutto donne ticinesi e svizzero tedesche di tutte età. Nei nostri punti vendita e online si trovano gomitoli di lana cardata, in fiocchi, per il feltro e i prodotti finiti…

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Testo: Keri Gonzato

Foto: Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
lunedì 19.10.2015, ore 00:00