Vista sul borgo di Varigotti e sulla costa ligure; nella foto qui sotto, il pescatore Gaetano Garbuglio. La cui famiglia è a Noli da almeno 500 anni.

Liguria, il sole d’inverno

IL VIAGGIO — La «gita fuori porta» ideale. Perché non sempre bisogna andare in capo al mondo per sfuggire all’inverno. A volte l’esotismo è a portata di mano. Come a Varigotti, piccolo borgo in Provincia di Savona.

Nel grigiore umido dell’inverno, la fantasia corre spesso verso luoghi esotici e affascinanti, aldilà dell’Oceano, dove scaldarsi al sole, tuffarsi in acque cristalline, gustare pesce appena pescato e frutti insoliti. È legittimo e sacrosanto, ma spesso sono mete lontane e inaccessibili, sia per problemi di tempo, sia per problemi di budget. Allora, si può guardare meglio intorno a sé e scoprire un esotismo a portata di mano, luoghi dove il clima è diverso, dove si stacca dalle fatiche della stagione più fredda dell’anno. Dove i sapori, i colori e i profumi sembrano quelli di un Paese lontano.

L’esotico dietro l’angolo
Varigotti, un borgo ligure in provincia di Savona, sembra a mille miglia dal Ticino, e invece sono solo poche centinaia di chilometri a separarlo dal confine con la Svizzera. Però, appena si scende verso il mare e si scollina superando il Passo del Turchino, l’orizzonte cambia completamente e il mondo sembra colorarsi con intensità: il giallo del sole, il verde argenteo degli ulivi e – ovviamente – l’azzurro del mare. Francesca Magillo, naturalista e guida escursionistica da una decina di anni, conosce tutti gli angoli più belli di questa zona della Liguria, come Final Borgo e il pittoresco paese di Noli, che affiancano Varigotti a pochi chilometri di distanza. Francesca ci tiene a darci alcuni suggerimenti per immaginare qualcosa di diverso dal solo turismo balneare per il quale questa regione italiana è così gettonata in estate. «Ovviamente – ci spiega – anche in inverno ci si può rilassare al sole sull’ampia spiaggia di Varigotti. Il tratto di arenile  vicino alla parte vecchia del paese con le case dei pescatori, conosciuta come Borgo Saraceno, è piacevolissimo. Però, oltre alla spiaggia, Varigotti ha tante altre cose belle. Sono numerosi i sentieri nel silenzio e nel verde, e si cammina tra i profumi di piante come il rosmarino, il timo e il lentisco. Dal paese, per esempio, si può salire in pochi minuti alla chiesa di S. Lorenzo Vecchio, da cui si gode di una splendida veduta su Capo Noli. Oppure, per chi ha più tempo, si può raggiungere il paesino di Noli attraverso un sentiero a mezza costa. Salendo invece alla frazione Il Pino, si ha una vista completa di Varigotti, dai resti del Castello verso Noli alla parte moderna del paese a ponente». Sono solo alcune idee, perché Francesca, giovane mamma di due bimbi, escogita anche iniziative per i più piccoli, come i laboratori dove si dipinge con la terra rossa dell’Altopiano delle Marnie e con quella grigio verde dell’Alta Val Bormida. Propone la visita delle grotte accessibili della zona o escursioni a tema, come quella per sapere come impiegare le erbe. Si può imparare, ad esempio, a fare un dentifricio naturale.



L’ulivo, emblema ligure
«Non si può immaginare la Liguria – aggiunge infine Francesca – senza gli ulivi millenari che l’abbracciano». Su questo argomento il nume tutelare di Varigotti è Domenico Ruffino, appassionato titolare dell’azienda agricola Pria Grossa, il cui uliveto conta all’incirca 900 piante che sono molto antiche. Sono alberi secolari, spettatori silenziosi della storia del mondo, e «lo sono sicuramente sin dal 1125 quando – interviene Domenico – li menzionò lo storico Johanne Mabillon. Sono ulivi che, pur nascendo da una terra magra e sassosa, sono stati la ricchezza della nostra regione. Nel 1700, l’80% dell’economia ligure riguardava l’olivicoltura e il valore del terreno agricolo era superiore a quello delle case. Da parte mia, ho scelto di continuare a “proteggere” l’oliva colombaia, che è una delle centinaia di varietà presenti in Italia e che non godeva di un’ottima reputazione. Dal Settecento la colombaia era infatti ritenuta meno pregiata della taggiasca, giudicata invece più dolce e gradevole e che oggi è quella più diffusa in Liguria. Io ho scelto di non sradicare queste meravigliose piante millenarie. Ho avviato un ciclo produttivo che, non solo non prevede l’uso prodotti chimici, ma porta a un olio particolarmente ricco di polifenoli e quindi con ottime proprietà antiossidanti». È una storia esemplare quella di Domenico Ruffino, che «riscopre» e fa riscoprire la colombaia sia in Italia sia all’estero. Nel 2012 la guida americana Flos Olei ha premiato Domenico per il miglior olio monovarietale del mondo!

La riscoperta di sapori antichi Varigotti, così discreta e così ricca, non è speciale solo per il suo olio, che è quasi un elisir di lunga vita. Nella gastronomia, offre anche la focaccia, le sfogliatine o i biscotti di Nonno Nino della Panetteria Cassina, attiva da ben tre generazioni. Sono così buoni che in estate il giovane Pietro Cassina coordina ben 20 persone per soddisfare la domanda. A pochi passi dal forno, si può comprare qualcosa di altrettanto buono anche nello spazio dell’azienda Giobatta Siccardi che, da fine Ottocento, si dedica alla lavorazione tradizionale di prodotti ittici, in particolare quella del pesce azzurro come acciughe sotto sale, e poi bughe, alici e lussi marinati. E se non sono questi sapori antichi e ormai esotici…


Lungomare di Varigotti.

Per informazioni

Francesca Magillo, www.serinus.it

Domenico Ruffino, Az. Agricola Pria Grossa
via del Borriolo 9 — Varigotti (Finale Ligure);
tel. +39 348 4521161

Agriturismo La Selva — Località Selva 14 — Varigotti (Finale Ligure)
+39 019 698 8320

Hotel Palazzo Vescovile, Noli — tel. +39 019 7499059
info@hotelvescovado.it

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Testo: Yvonne Fertsch
Foto: Heiner H. Schmitt
Pubblicazione:
lunedì 26.01.2015, ore 00:00


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