Una buona pianificazione della luce, implica delle scelte all’inizio del progetto.

Sotto i proiettori…
raggi di luce

L'IDEA — Scegliere il «fotoambiente» adatto risparmiando elettricità? È questa la sfida dei progettisti illuminotecnici, una figura professionale nascente. Ecco alcune dritte…

Contestualizzare la luce per poterla padroneggiare meglio. L’Associazione svizzera per l’illuminazione (www.slg.ch), lo scorso 7 di novembre ha consegnato i primi brevetti federali di progettista illuminotecnico. Lo scopo di questa nuova formazione ? «Definire per un determinato luogo – un appartamento, una casa, un ufficio o un’azienda – la qualità e la quantità di luce di cui ha bisogno, per un consumo energetico minimo», spiega Albert Studerus, direttore dell’istituzione. Pensare alla luce da subito Nella costruzione o nella preparazione di un interno, «la luce deve essere presa in considerazione sin dall’inizio del progetto. Una buona pianificazione deve tener conto della luce naturale. Gli elementi architetturali devono essere integrati: con pareti e arredamento scuri, il consumo energetico per l’illuminazione raddoppia o triplica».

È presto visto: i risparmi energetici possibili con un’illuminazione più efficiente, in Svizzera, globalmente per tutte le categorie di edifici «sono stimati al 50%. Ma la percentuale spesso è ancora più alta. I locali in cui la luce è regolata da sonde rappresenta un’eccezione: nella maggior parte dei casi, anche quando è giorno, le luci sono accese in permanenza. In Svizzera, l’illuminazione rappresenta il 13% del consumo elettrico totale e noi potremmo risparmiarne il 6-7%. E chiudere così una centrale nucleare».

A casa propria, precisa Albert Studerus, rimpiazzando le lampadine alogene con dei LED si potrebbe risparmiare fino all’80%. Tenendo però conto delle raccomandazioni dell’Ufficio federale della sanità pubblica, secondo cui i LED a luce bianca fredda non andrebbero utilizzati nelle stanze in cui i bambini si trovano spesso. A proposito di economie energetiche, «la tecnologia esiste, ma manca il personale qualificato e competente per tradurla in pratica e per fornire consulenze». Bisogna inoltre anche tener conto di un’altra variabile: la funzione visiva della luce. Serve per leggere, per distinguere i colori per scegliere il vestito giusto, per guardare la televisione? «Spesso, negli interni abbiamo luci che costano poco, non uniformi, che lasciano una parte degli elementi al buio. In un ufficio, per esempio, questa situazione non è idonea. D’altra parte, nelle case individuali, il livello di illuminazione è spesso troppo basso. A 50 anni, si ha bisogno del doppio di luce rispetto a quando se ne hanno 20. Si scelgono lampade belle ma che non sono adatte da un punto di vista dell’illuminazione. La gente spesso indossa occhiali, e non sarebbe necessario se la luce fosse sufficiente».

La luce, materia affascinante
La sfida di conciliare i numerosi parametri è come il mondo della luce: complessa. Roger Zemp, da poco titolare del brevetto federale di progettista illuminotecnico, dice che la luce per lui «è fascino. La utilizziamo tutti i giorni ma non le dedichiamo l’attenzione necessaria. Con la luce si può disegnare, commuovere, guidare, informare, e molto altro ancora». Roger Zemp, montatore elettricista, ha voluto acquisire le competenze tecniche supplementari, nello specifico nell’ambito dell’architettura d’interni. «Che tipi di luce esistono ? Che sensazioni posso suscitare con la luce? Nei corridoi di un ricovero per persone anziane, la luce deve permettere agli ospiti di orientarsi e infondere una sensazione di sicurezza. Al contrario di un salotto, dove invece si cerca una certa tranquillità e un’atmosfera accogliente. Individualità è una parola chiave che mi ha marcato in questa formazione».  Si riferisce al concetto di individualità anche per quanto concerne le innovazioni tecnologiche che lo ispirano: «tutto quello che è virtuale e che ha a che vedere con internet – come per esempio l’automatizzazione negli edifici. Una persona di 60 anni non ha lo stesso rapporto con le tecnologie di una persona di 20 anni. La cosa più importante, è integrare al meglio le necessità dell’utente».

Tra queste necessità, Petra Waldinsperger, unica donna tra i neo-diplomati, sottolinea la percezione che si ha della luce. Soprattutto nelle abitazioni. «La prima cosa che chiedo ai miei clienti è come utilizzano gli spazi e come vogliono viverli. La seconda: hanno esigenze particolari sulla qualità della luce? Per esempio, hanno desideri per quanto riguarda la luce calda o quella fredda? La percezione della luce è profondamente ancorata nella nostra cultura e nella nostra origine geografica. In Asia per esempio, la gente apprezza una luce fredda negli spazi abitati, mentre noi preferiamo una luce calda».

Una questione d’atmosfere
Petra Waldinsperger le situa al cuore del suo lavoro. Ha indirizzato la sua carriera verso il mondo artistico: la luce permette di disporre dei colori proprio come fa un pittore. Come allestire gli spazi di casa con la luce? «Con mobili che integrino elementi di luce, giocando con diverse fonti luminose, piazzando  lampade decorative. La cosa più importante è forgiare la luce per fare in modo che si stia volentieri in quello spazio». L’allestimento è anche il leit motiv di Jorge Canete, da poco premiato con  l’award del miglior designer internazionale 2014. Puntando sulle facoltà che considera come «un po’ magiche» della luce,  accenna a come questa possa modificare la percezione che si ha dello spazio. «In una stanza dalle pareti basse, se si installa un soffitto teso, retro-illuminato che lasci passare la fonte luminosa posizionata al di sopra, otticamente, veniamo a creare una sensazione di altezza, per citare un solo esempio. «È sbagliato credere che abbiamo solo una luce. In funzione delle situazioni, posso avere delle varianti e combinare diversi tipi di luce – luce diretta, indiretta, diffusa (che passi attraverso la materia, sia essa un abat-jour in tessuto o delle pietre semi-trasparenti). La luce deve essere camaleontica».

Un pratico «foto-opuscolo»

Illuminare la casa in modo funzionale, il più possibilmente ecologico e piacevole? Il pratico opuscolo «Illuminazione efficiente nelle economie domestiche» edito dall’Ufficio federale dell’energia UFE e da S.A.F.E., Associazione Svizzera per l’efficienza energetica, fornisce consigli su come illuminare al meglio i diversi spazi abitativi. Oltre a dritte pratiche, vi si trovano anche molte informazioni tecniche. Per maggiori informazioni e per scaricare l’opuscolo: www.energieeffizienz.ch/it/ratgeber.html

Trova la parola

1.    Quale percentuale di consumo elettrico si potrebbe risparmiare globalmente in Svizzera in materia di luce?
L.    50%
E.    25%
S.    35%

2.    Quando bisogna iniziare a pianificare la luce quando si vuole rinnovare casa?
P.    Man mano che si comprano i mobili
E.    All’inizio, in funzione dei bisogni
V.    Quando si comprano le luci

3.    Di che colore era il primo LED?
U.    Giallo
A.    Blu
D.    Rosso

Qual è la soluzione?

EPU!

(Ah no,... è... LED!)

Testo: Ariante Pellaton
Foto: Heiner H. Schmitt
Pubblicazione:
lunedì 17.11.2014, ore 00:00