La natività ambientata in un rustico della suggestiva Ossasco (Valle Bedretto). (Foto: Museo nazionale svizzero/mad, Gianluca Blefari)

Splendidi presepi
al museo nazionale

Zurigo ospita fino al 6 gennaio un’affascinante esposizione con pezzi di grande pregio provenienti dal Ticino e dall’Italia. — Rocco Notarangelo

www.nationalmuseum.ch

«Il presepe non mi piace» esclama stizzito il giovane Tommasino contro il padre nostalgico e petulante, nella celebre commedia Natale in casa Cupiello, di Eduardo De Filippo. Oggi – è successo di recente in Italia – nella tradizione cattolica il presepe non piace per un eccesso di politicamente corretto o di laicismo anticlericale. Non è così a Zurigo, città protestante, anzi zwingliana. Sulla Limmat il presepe piace, eccome! Da quattro anni, infatti, il Museo Nazionale svizzero, durante il periodo dell’Avvento e fino alla Befana, presenta una mostra dedicata al tema con un crescente successo di pubblico. In questi giorni Natale e presepi ospita una trentina di oggetti di grande pregio, provenienti soprattutto dal Ticino e dall’Italia, con un allestimento mozzafiato: due sale addobbate da paesaggio invernale, abeti, volpi, scoiattoli, pecorelle (tutto finto, naturalmente) e il tetto trapunto di lucine come un cielo stellato. Insomma, un ambiente fiabesco. E i presepi? Sono collocati in curiose strutture a forma di igloo, ad altezza bambini, che li guardano ipnotizzati e rapiti.
Ai visitatori ignari una tabella informativa racconta che la tradizione del presepe risale al XIV secolo. E che il pezzo più antico, del 1291, è conservato nella Cappella Sistina a Roma. Ma è all’inizio del Settecento, in epoca barocca, e a Napoli, che l’artigianato presepiale raggiunge il massimo splendore. La mostra zurighese ne dà un saggio con un capolavoro fatto di statuine in terracotta dai volti espressivi, vestiti di tessuti veri, tra sacro e profano: dalla Sacra famiglia con la Madonna-modella d’haute couture a un gruppo di aristocratici gaudenti che giocano a tombola.

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Una scena profana da un presepe napoletano con gaudenti giocatori di tombola. 

Il presepe sul sagrato del santuario della Madonna del Sasso a Orselina.


Presepi «affettivi»
Dei presepi ticinesi, spiccano due gioielli realizzati da Walter Gianotti, ideatore  insieme al compianto padre Callisto dell’esposizione «Percorso presepi», nella chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona. A catturare subito i visitatori all’entrata della mostra è la riproduzione fedelissima e imponente del santuario della Madonna del Sasso a Orsolina, con la scena della natività sul sagrato. «Per molti svizzeri tedeschi è uno dei simboli turistici del Ticino» racconta Gianotti, «ma per me ha soprattutto un valore spirituale e affettivo. Da pellegrino, infatti, l’ho raggiunto più volte a piedi da Bellinzona. È il mio presepe preferito». Molto suggestivo è anche quello ambientato a Ossasco (Valle Bedretto), con il villaggio innevato, le luci fioche della sera e la rappresentazione della nascita di Gesù al primo piano di un rustico! «L’ambientazione è molto realistica, salvo un cavallo e le capre nella neve» precisa Gianotti.

Spazio giochi per bambini
Il museo nazionale presenta anche un presepe della Leventina del XIV secolo, uno di legno di noce dell’artigiano bellinzonese Sergio Bassetti e un presepe in carta stampata e legno del museo della cività contadina di Stabio. Infine, uno spazio-bricolage offre ai bambini lo stimolo per disegnare presepi e divertirsi con dei giochi natalizi.

Presepi in mostra

Dal 17 dicembre, la Chiesa del Sacro Cuore a Bellinzona,via Varrone, ospita la tradizionale esposizione «Percorso Presepi». Aperta fino al 17 gennaio. A Balerna, Sala del Torchio, è in corso la decima edizione della «Mostra dei presepi», con uno spazio dedicato all’artigianato presepiale dell’Ecuador. Fino al 6 gennaio. Chiuso a Natale.

http://www.balerna.ch/index.php?node=295&lng=1&vis=2&rif=d92388210f

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Foto: Museo nazionale svizzero/mad, Gianluca Blefari