15 postazioni che permettono di affrontare 43 esercizi. La famiglia Fiechter (da sin. Mario, Leonie, Till e Anita) si dedica spesso allo sport. (Foto: Heiner H. Schmitt)

Sale la febbre da Percorso Vita

L’idea nasce negli anni ’60 a Zurigo. Oggi questi circuiti fanno parte del patrimonio sportivo nazionale della Svizzera e nel 2018 festeggeranno cinquant’anni di esistenza. — ANDREAS EUGSTER

Mentre la folta chioma dei faggi cattura anche l’ultimo raggio di sole, sfoggiando una livrea verde che a tratti rasenta quasi il kitsch, la famiglia Fiechter è pronta per l’ultimo colpo di coda sul Percorso Vita allestito lungo il ciglio del bosco, sopra Pratteln (BL). «Per la nostra famiglia il Percorso Vita è un appuntamento di rito», racconta mamma Anita e papà Mario aggiunge: «Praticare sport con tutta la famiglia è bellissimo; poterlo fare immersi nella natura sotto questo splendido tetto di foglie lo è ancor di più!». Nel frattempo il dodicenne Till e Leoni – la sorellina due anni più giovane – si stanno sfidando alla stazione coi paletti da slalom blu e rossi. Dopo aver fatto rapidamente il punto della situazione su quale sia la prossima stazione, i quattro spariscono in controluce verso la tappa successiva. Il percorso ad anello è lungo 1,3 km ma, con i vari saliscendi di una trentina di metri, si arriva a un totale di 1,6 km.

Un marchio conosciuto
Con una probabilità prossima alla certezza, possiamo affermare che i Fiechter non sono l’unica famiglia della Svizzera che ama concludere la giornata con un Percorso Vita. Secondo uno studio condotto nel 2001 dall’Istituto di Scienze dello Sport (Swi) e dall’Ufficio federale dello sport (Ufspo), il 10% quasi della popolazione svizzera frequenta uno dei circa 500 percorsi fitness all’aperto almeno una volta al mese. Nulla a che vedere con quanto accadeva cinquant’anni fa. Ce lo confermano le parole piuttosto scettiche e per nulla euforiche con le quali, il 18 maggio 1968, Jakob Bauer, assessore comunale nel quartiere Fluntern di Zurigo, commentò l’inaugurazione del primissimo Percorso Vita in Svizzera: «È la prima volta che mi trovo a partecipare all’inaugurazione di qualcosa che non so bene cosa sia». A distanza di tre settimane dall’inaugurazione, la Weltwoche ritenne che la notizia dell’inaugurazione meritasse almeno un breve trafiletto: «Una grande società assicurativa ha creato una struttura unica: il primo Percorso Vita, un circuito di circa due chilometri nel bosco lungo il quale sono state allestite diverse postazioni. In corrispondenza di ognuna un cartello con immagini e parole chiave spiega come praticare alcuni esercizi ginnici. Il percorso è aperto a tutti coloro che desiderano contrastare l’indolenza della vita moderna». Oggi, 49 primavere dopo l’inaugurazione del primo Percorso Vita e poco prima del suo 50° anniversario, il 90 per cento circa della popolazione svizzera sa di cosa si tratta: una percentuale che solo pochi marchi possono oggi vantare in Svizzera. E c’è da scommettere che anche l’assessore Bauer oggi avrebbe le idee un po’ più chiare!



Inaugurazione del 1° Percorso Vita il 18 maggio 1968 nel quartiere zurighese di Fluntern.


Una storia di successo

Quello che nacque inizialmente in sordina come un esperimento su scala locale si diffuse in brevissimo tempo in tutto il Paese, a tal punto che già nel 1973 venne inaugurato il centesimo percorso fitness. Dal 1990, il numero di palestre disegnate nel verde più belle della Svizzera ha quasi raggiunto quota 500, e 29 di queste si trovano in Ticino. Il primo Percorso Vita ticinese fu inaugurato a Bosco Luganese nel 1971, mentre a maggio è stato inaugurato quello di Capriasca e settimana scorsa quello di Gambarogno. Ma non finisce qui: a Pura è prevista l’installazione di un Percorso Vita entro l’anno.

Per tutti i livelli
I percorsi sono suddivisi in tre gradi di difficoltà: «facile», «medio» e «difficile». Il circuito consta di 15 stazioni che prevedono 43 esercizi. I Fiechter hanno optato per la variante «facile» e nel frattempo sono arrivati alla stazione con gli anelli. «È la mia preferita!», grida Leoni, mentre il fratello è a penzoloni a testa in giù e il papà Mario, come da copione, studia il cartello blu che spiega come eseguire correttamente l’esercizio. L’idea del Percorso Vita nacque negli anni Sessanta nel paesino di Wollishofen, nei pressi di Zurigo. D’estate la squadra di ginnastica maschile del posto era solita recarsi nel bosco e cercarsi mezzi di fortuna con i quali allenarsi: travi di legno, ceppi, radici, tronchi, rami di alberi e tutto ciò che la natura offriva. A un certo punto però gli atleti si erano stancati di installare ogni volta le loro stazioni. Volevano qualcosa di permanente. Decisero allora di rivolgersi all’ufficio forestale e di coinvolgere anche l’ingegnere cantonale. Il consulente incaricato di seguire il progetto fu il pioniere Dr. Charly Schneiter, specialista assoluto di scienze dello sport al Politecnico federale di Zurigo. Anche uno sponsor si fece avanti: l’allora Assicurazione Vita. Negli anni a seguire l’idea del Percorso Vita fu oggetto di vari adattamenti. Quello oggi in vigore risale al 1997 ed è stato studiato in collaborazione con l’Istituto di Scienze dello Sport di Macolin e implementato su tutto il territorio svizzero. Dal 1998, lo sponsor principale è Zurich Assicurazioni. Nel 2008 la ragione sociale è stato modificata in «Zurich percorsovita».



Ogni percorso è  misurato in lunghezza, pendenza e chilometro-sforzo. Il cartello finale indica il consumo di calorie. Questi circuiti sono adatti a donne e uomini e a persone di ogni età.  

Controlli periodici di qualità
Due anni fa però la fortunata storia del Percorso Vita subisce un contraccolpo. «Il Percorso Vita non soddisfa più gli standard di un moderno programma d’allenamento», riferisce nell’estate 2015 la rivista svizzeo-tedesca Gesundheitstipp dopo un test. Alcuni specialisti come Niklaus Jud, esperto di fitness e docente all’Università di Berna, sono giunti alla conclusione che l’intensità degli esercizi è «piuttosto bassa» e che molti percorsi non sono sicuri. «Per quanto riguarda le lacune sulla sicurezza siamo intervenuti tempestivamente, mettendoci subito in contatto con le amministrazioni locali», precisa Barbara Baumann, direttrice della Fondazione Zurich percorsovita. Dato però che tutti i 500 percorsi si trovano all’aria aperta, non è possibile garantirne in ogni momento il perfetto stato di manutenzione. «I circuiti possono essere danneggiati anche da un forte temporale», spiega Baumann. In ogni caso i percorsi sono sottoposti a controlli periodici di qualità in collaborazione con l’Ufficio prevenzioni infortuni (Upi).



I diversi esercizi sono suddivisi in tre categorie. Il giallo indica esercizi che richiedono mobilità e agilità; il rosso forza, e il blu resistenza.

Il trend dello sport all’aperto
La tendenza a praticare fitness all’aria aperta persiste. E più passa il tempo, più si sposta verso la città. Ormai ovunque si vedono attrezzi per lo Streetwork
o gruppi di persone che partecipano a sessioni di Boot Camp (pratica fitness che si rifà all’addestramento militare dei marines americani), capitanate da un «sergente di ferro» che le spreme fino all’ultima goccia di sudore. Una tendenza che anche la direzione di Zurich percorsovita ha riconosciuto. Per questo, in collaborazione con l’Associazione sportiva accademica di Zurigo (Asvz), bootcamper.ch e streetworkout.com, è stato creato «Zurich percorsovita Power Station», grazie al quale l’utente può eseguire diciotto esercizi su un unico impianto compatto, sfruttando il proprio peso corporeo. Tre di questi impianti sono già fruibili a Zurigo Irchelpark, Zurigo Sihlcity e sulla Deutweg di Winterthur. Secondo Barbara Baumann ne saranno creati altri.  Ai Fiechter, che hanno appena terminato il loro giro, la cosa non interessa molto: «Noi alla città continuiamo a preferire la natura del Percorso Vita classico».

Sportivi alle prime armi o ginnasti provetti: i Percorsi Vita sono un buon modo per tenersi in forma. Parla Niklaus Jud, esperto di fitness e docente all’Università di Berna.

Niklaus Jud, il prossimo anno il Percorso Vita celebra i 50 anni. Gli esercizi proposti da questo circuito d’allenamento all’aria aperta possono ritenersi ancora adeguati al nostro tempo?
Direi che torneranno a esserlo. Al momento, in tutto l’ambiente del fitness stiamo assistendo a una sorta di revival. Allenarsi all’aria aperta va di moda, sfruttando soprattutto il peso del proprio corpo. I Percorsi Vita si sono adeguati ai nostri tempi e, qualche anno fa, gli esercizi un po’ più datati sono stati svecchiati.

Qual è il vantaggio di praticare fitness all’aria aperta?
Per prima cosa stimola la creatività. Gli oggetti presenti sul posto come scale, muretti, panche ma anche tronchi d’albero o rami possono essere integrati nell’allenamento. A questo si aggiunge naturalmente l’aria fresca e, grazie al sole, anche una buona dose di vitamina D.

Ci sono anche rischi nascosti?
Sicuramente è buona regola avere un telefono cellulare con sé. Se per esempio ci si trova in un luogo un po’ isolato e ci si fa male, il telefono permette di chiedere soccorso in maniera autonoma. Altri fattori da non sottovalutare che potrebbero celare rischi sono il caldo, il freddo o il terreno scivoloso.

Quali sono le stagioni dell’anno più indicate per un allenamento all’aperto?
In linea di massima tutte. L’importante è usare il buon senso. In piena estate il momento più indicato è la mattina presto, d’inverno è mezzogiorno. In primavera e in autunno ci si può allenare a tutte le ore.

A quale tipologia di sportivo consiglierebbe un allenamento sul Percorso Vita?
A tutti! L’idea di fatto è proprio questa: ogni stazione propone esercizi per principianti, avanzati e per chi pratica sport a livello agonistico. Ognuno può scegliere quello che fa al caso suo.

Con che frequenza ci si deve allenare su un Percorso Vita per vedere risultati?
Dipende molto dal livello di partenza.  L’Ufficio federale della sanità pubblica raccomanda 30 minuti al giorno. I principianti assoluti dovrebbero però anche prestare attenzione ai segnali del corpo. Una persona mediamente sportiva che si allena tre volte a settimana non fa sicuramente nulla di sbagliato.

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