Giuseppe Haug ha un vero e proprio archivio storico sul Ticino(Foto: Annick Romanski)

Storia di un maniaco raccoglitore

Suo padre nei traslochi bruciava di tutto. Giuseppe Haug invece, negli anni ha collezionato cartoline, libri, carte geografiche... Trasformando la sua casa in un archivio in costante crescita. — BARBARA BREVI

La storia del Ticino ha un custode appassionato ed estroso. È Giuseppe Haug, che ha trasformato la sua casa in una sorta di ricchissimo contenitore della memoria storica del Cantone. Non a caso, quando è necessario documentarsi o preparare mostre sugli argomenti più disparati della storia del Ticino, Giuseppe Haug è un riferimento imprescindibile. Troppo ricca la sua collezione!
Bizzarro che un “maniaco raccoglitore”, come lui ama definirsi, abbia avuto un papà che invece, in occasione dei traslochi della famiglia, accendeva falò e bruciava di tutto. «Nel 1959 il babbo – ci racconta  Haug – dovette cedere l’Hotel Monte Generoso, che era stato acquistato dai nonni provenienti da Zurigo nel 1923 e dove lui lavorava come cuoco. Era stato sempre gestito con una conduzione di tipo familiare, ma ormai i tempi erano cambiati e sarebbero stati necessari investimenti importanti. Così mio papà lo vendette e aprì il Grotto del Tiglio a Capolago. Durante il trasferimento, non mi dimenticherò mai il rogo che bruciò per una settimana e dove – oltre a mobili e legni antichi, e tra i tanti documenti perduti – finirono anche preziosi trattati di erboristeria conservati in solaio e appartenuti al primo proprietario dell’albergo. Che dispiacere… Il papà bruciava di tutto, e se avesse potuto, anche i sassi!». Forse fu proprio per reazione che Giuseppe, allora un bimbo di sei anni, sviluppò un’irrefrenabile mania per la conservazione.

La storia del Ticino in immagini

Oggi Giuseppe Haug possiede un insieme molto eterogeneo di oggetti, carte, libri e memorabilia che comprende – come pezzo forte – una collezione di circa 60mila car-
toline religiosamente conservate in 250 – 300 classeur. Le più rare risalgono all’ultimo decennio dell’Ottocento. Oggi questa raccolta costituisce una straordinaria storia in immagini del Ticino, alla quale spesso attingono musei etnografici locali e l’Archivio Storico di Mendrisio. Il privilegiato, che riesca a dare un’occhiata, ha modo di rendersi conto della trasformazione del paesaggio, dalle città che si ingrandiscono ai ghiacciai che si riducono, dai borghi storici ai negozi.
La raccolta tocca altri argomenti quali i costumi, i lavori tradizionali e l’aviazione ticinese sia civile sia militare perché – aggiunge Haug – «mi interessavano i pionieri che avevano il coraggio di salire su velivoli praticamente fatti in casa. Dai primordi, sono arrivato a mettere insieme una storia della Swissair con immagini che presentano gli aerei che hanno fatto parte della flotta della compagnia. Ho setacciato i mercatini del Ticino e della Svizzera interna alla ricerca di cartoline, soffermandomi soprattutto sulle “più grafiche” come quelle della pubblicità e della propaganda italiana degli anni Trenta del Novecento».



Uno dei temi più affascinanti della raccolta è quello del circo, di cui si scoprono gli aspetti più curiosi e strampalati: i giocolieri, le balene, i maghi e, soprattutto, i fenomeni da baraccone. Il magico mondo circense del passato sembra tornare alla vita.
E pensare che la raccolta, che lo diverte e lo interessa ancora moltissimo, è nata come strumento didattico. Haug, che ha lavorato per 23 anni come maestro alla Scuola di Riva San Vitale, ha infatti cominciato a cercare cartoline del Mendrisiotto proprio per insegnare geografia agli alunni. Mostrava in classe una cartolina d’epoca e poi portava i suoi studenti a fotografare lo stesso luogo.
Da un’attività in ambito scolastico, si è sviluppata la “mania”. Haug si è scatenato, soprattutto quando ha dovuto abbandonare l’insegnamento per problemi di salute.
Il suo hobby è stato provvidenziale per aiutarlo in un frangente così delicato e, a quel punto, il suo interesse non si è limitato solo alle cartoline, ma è diventato una sorta di vorace appetito per “la carta”. In casa ha scaffali e scaffali di libri, documenti di viaggio e fatture, buste, presepi pop up, carte geografiche, poster, réclame e un’ampia raccolta di fotografie di autori ticinesi. Non contento della sola carta, Haug ha ampliato i suoi orizzonti di “raccoglitore”.
In casa si muove tra bottiglie di gazzosa, variopinte scatole di latta (per cacao, dadi, sigarette, caffè, caramelle, cioccolatini), strumenti di misura, lastre fotografiche, e molti altri oggetti curiosi. Si diverte a maneggiarli  come un bambino in una eccentrica sala giochi. «La mia – conclude Giuseppe Haug – non è assolutamente una collezione chiusa, ma piuttosto una raccolta che continua ad ampliarsi. Chissà cos’altro scoverò in futuro…».

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