Nicole Vallario è lʼunica ticinese a partecipare alle Olimpiadi Giovanili invernali 2016. (Foto: Annick Romanski)

Una 14enne col ghiaccio nelle vene

Nicole Vallario a tre anni inizia a giocare nella sezione giovanile dellʼHCL. Ora si prepara alla prossima sfida: le Olimpiadi Giovanili invernali di Lillehammer. — Elisabeth Alli 

Al cancello dell’entrata del palazzetto di ghiaccio di Lugano, dove ci siamo date appuntamento con Nicole e sua madre, c’è un frenetico via vai di bambini che trascinano enormi valige con le rotelle. Alcuni di loro sono in partenza dopo lezioni di pattinaggio; altri arrivano per gli allenamenti. Mi lascio ispirare da tanta bella energia e seguo Nicole e la madre, che mi propongono di svolgere l’intervista nello spogliatoio femminile: «saremo tranquille!», assicura la mamma. Nicole cammina decisa davanti a noi, si muove come se i luoghi li conoscesse a menadito. In seguito, la madre mi confiderà, sorridendo, che c’è mancato poco che Nicole venisse al mondo in pista. Infatti, la sera precedente il 30 agosto 2001, si trovava allo stadio per assistere a  una partita. La mia prima domanda è dunque scontata, ma decido di porla comunque. Da dove viene la passione per l’hockey? Nicole guarda la mamma: «È colpa sua! Quando allenava mi portava sempre con lei. Io restavo fuori dalla pista, guardavo cosa succedeva sul ghiaccio. Ma soprattutto mi divertivo giocando con questo bastone!» racconta sfoderando un legnetto che intenerisce solo a guardarlo. 

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La Svizzera può dire la sua »

Un successo dopo lʼaltro
Il viso di Nicole s’illumina d’uno splendido sorriso che ci accompagnerà ogni volta che evocheremo il disco su ghiaccio. E mentre nello spogliatoio affluiscono altre discatrici, avverto un déjà vu. Cerco di fare mente locale per ricordare meglio. Niente da fare. Le ragazzine, ancora più giovani di Nicole, la guardano con rispetto e ammirazione. Sicuramente è per via dei traguardi raggiunti nonostante le sue pochissime primavere. Volendo riassumere gli ultimi mesi d’agonismo, sono infatti piovute, per Nicole, le selezioni e le convocazioni con la squadra nazionale U18 che le hanno valso la partecipazione ai Campionati del Mondo Juniores 2016 a St. Catherine, vicino a Toronto, in Canada, e alle Olimpiadi Giovanili invernali di Lillehammer (Norvegia) in programma dal 12 al 21 febbraio 2016.  «È successo di tutto in questi ultimi mesi! E pensare che il mio obiettivo, per cui ho lavorato sodo, erano le Olimpiadi giovanili». Grazie a impegno e rigore, Nicole ha acquisito la fiducia dei selezionatori che l’hanno voluta con loro per questi importanti appuntamenti internazionali. Ma come  fa ad organizzarsi, visto che l’imminente soggiorno in Norvegia come pure quello in Canada sono in conflitto con l’agenda scolastica di un’allieva di IV media? Di colpo mi ritorna in mente tutto. Questa domanda l’avevo posta qualche anno prima a una promessa dello sci ticinese, nel frattempo confermatasi. Con la mente ritorno nello spogliatoio. «Con la scuola non ho problemi particolari – risponde Nicole – . In Canada, per esempio, mi sono portata tutti i fogli delle materie per studiare. In un caso, la docente mi ha permesso di effettuare la verifica prima della mia partenza. Ma il grosso del lavoro l’hanno fatto le mie amiche che, tramite whatsApp, mi hanno tenuta aggiornata su quello che veniva fatto in classe». Una soluzione creativa che Nicole si è inventata per conciliare la non sempre facile doppia carriera della scolara sportiva. Sei ore di « ghiaccio» e due ore d’allenamento a «secco» (come si dice in gergo) sono la base settimanale con la Sezione Giovanile dellʼHockey Club Lugano. A ciò si aggiungono i raduni con la nazionale con cadenza mensile. «Lì ci alleniamo anche due volte al giorno. Sono molto grata alla mia famiglia, che mi permette di prendervi parte aiutandomi in mille modi. Infatti, non c’è solo il sostegno morale, che è importantissimo, ma da parte loro c’è sempre disponibilità a portarmi anche quando, per arrivare puntuali, bisogna trascorrere la notte sul posto partendo la sera prima. Poi c’è il lato finanziario: alla nostra età è la famiglia che prende a carico i costi per le trasferte e i campi d’allenamento per le selezioni nazionali e il materiale...». La mamma annuisce e aggiunge: «Finché Nicole praticherà l’hockey con il sorriso, per noi non c’è problema!»

Una mosca bianca
Per il 2016, Nicole prevede l’iscrizione alla scuola per sportivi d’élite a Tenero «più in là mi piacerebbe partecipare alle Olimpiadi dei grandi!». Unica ticinese tra i quasi 50 atleti adolescenti selezionati per la trasferta in Norvegia, Nicole non fa una piega. «Anche nei ritiri con la nazionale sono sempre l’unica ticinese, da un lato mi permette di utilizzare un po’ il mio tedesco e il mio francese, e questo è un bene. Poi, caso mai, l’allenatrice parla un po’ d’italiano e quindi dovrei cavarmela». Sorride. Pronostici? «È difficile pronunciarmi. Ogni nazione metterà in campo le sue migliori giocatrici, ma la Svizzera può dire la sua!». Una cosa è certa: visto che la mamma, incoraggiata dal marito, volerà pure lei a Lillehammer, stavolta sarà lei a a bordo pista a guardare Nicole.




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