Strofina che ti passa:
Intervista a Roberto Bussenghi

Pulizie di primavera — Polvere eliminata, allegria ritrovata, idee riordinate e calorie bruciate: sono
diversi i benefici delle faccende di casa...

Pulire, attività detestata? Non per Julie Sîrbu. La 31enne adora questa attività. Come receptionist, insegnante, studentessa di letteratura inglese e attrice, la giovane donna ha le giornate piene di impegni. Eppure, quando arriva il fine settimana, riposarsi  per la tuttofare di Losanna è fuori questione: «Pulire mi rilassa, cancella lo stress della settimana, è una valvola di sfogo. Il rumore dei granelli della lettiera del gatto aspirati dall’aspirapolvere mi fa star bene», confida ridendo la giovane donna. Il suo monolocale di 29 metri quadri, che condivide con il compagno e tre gatti, le impedisce di lasciare disordine. E lei all’ordine e alla pulizia si dedica a fondo.

Un vortice di endorfina
«Per molte persone, le pulizie sono un modo per fare il pieno di energia. Voler fare piazza pulita, riordinare, riporre, gettare, aspirare… sono tanti modi per ricaricare le batterie», spiega la giornalista Anne de Chalvron, che ha esplorato la psicologia delle faccende di casa nel libro «Apologie des petites corvées: les plaisirs secrets du ménage» («Apologia dei lavori domestici: i piaceri segreti delle pulizie»). L’idea che sta alla base di questo libro è nata sentendo la scrittrice Marguerite Duras raccontare alla radio di non potersi mettere a scrivere senza aver prima fatto il letto. «Qualche tempo dopo ho appreso da un sondaggio che la maggior parte delle donne inglesi preferisce fare le pulizie che fare l’amore».

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Risistemare casa offre l’opportunità di ripensare agli eventi del giorno liberi da pressioni esterne, sottolinea la giornalista. Da un punto di vista medico, questa attività rilascia endorfina, l’ormone del benessere, grazie al movimento fisico e alla soddisfazione a lavoro compiuto. «Pulire e contemplare il risultato genera piacere. Ho conosciuto persone in difficoltà, per le quali i lavori domestici sono stati d’aiuto a tener duro. E cosa c’è di più confortante di un pavimento che brilla o di oggetti rimessi accuratamente in ordine su uno scaffale?».

Dimmi come pulisci e ti dirò chi sei
Diversi studi concordano sugli effetti terapeutici delle pulizie domestiche. Nel suo libro, Anne de Chalvron ne recensisce mezza dozzina. Ma dietro ai piaceri segreti delle pulizie domestiche si celano anche dei rischi. «Gli psicologi sostengono che le persone che puliscono in continuazione non sopportano l’idea di invecchiare», fa notare la specialista, e aggiunge: «Alcune donne che mettono in ordine a oltranza manifestano una volontà di controllo nei confronti della famiglia».
Il pericolo di dedicarsi alle faccende «anima e corpo» o di non volerle condividere con chi si convive può avere effetti dannosi: «Attenzione a non farle degenerare in ossessione o in volontà di mantenere il potere sui propri familiari, piccoli o grandi che siano», consiglia la de Chalvron.

L’uomo, la donna e l’aspirapolvere
Altro fatto interessante: a volte le pulizie hanno di positivo anche il fatto che servono a compensare le carenze o le debolezze che si avvertono nella vita di coppia. «Le attività domestiche restano oggi una delle prime fonti di conflitto all’interno della coppia», scrive. Infatti, basta fare una semplice ricerca in Google per trovare  diversi forum in cui si leggono le confessioni di «casalinghe disperate» che si lamentano dei compagni poco cooperativi.

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La maggior parte delle donne inglesi preferisce fare le pulizie che fare l’amore»

Anne de Chalvron, autrice

Julie e il suo partner, a detta della giovane donna, sono sulla stessa lunghezza d’onda. Lui si occupa di passare quotidianamente l’aspirapolvere (indispensabile a causa dei peli dei gatti), mentre lei conserva gelosamente il privilegio delle pulizie settimanali. Le pulizie infatti, racconta ancora la de Chalvron, possono anche riunire le coppie, come è capitato a mariti e mogli sull’orlo del divorzio, che si sono riconciliati recandosi tutte le domeniche mattine in lavanderia e andando a prendere un caffè in attesa che la biancheria fosse pronta. Quando si dice «lavare i panni sporchi».



Una questione di generazione
La pulizia è donna? Julie dice di aver ereditato dalla madre il perfezionismo con cui si dedica alle pulizie: «Mamma puliva il bagno tutte le mattine, anche quando era in ritardo. E ci stirava addirittura calze e mutande». Il cambiamento generazionale, il femminismo e la parità tra sessi nel frattempo sono passati come uno straccio sul pavimento-terreno del rapporto fra uomini e donne.
«Se penso che solo qualche decennio fa le ragazze ricevevano come regalo di matrimonio il manuale della perfetta donna di casa, il cambiamento è enorme», si rallegra Anne de Chalvron.

Linea rassodata a colpi di scopa
Servisse un altro argomento per convincere dei benefici dei lavori di casa, eccone pronto uno: permette di bruciare più calorie. Pulendo e riordinando «ci si relaziona con il proprio corpo: entrano in gioco i gesti, l’energia, la morfologia» precisa Anne de Chalvron. Julie Sîrbu conferma: «È come fare sport: pulendo, cerco di tenere in forma gli addominali. E poi sudo». Il suo impegno non è sfuggito agli amici che, per il suo compleanno, le hanno regalato un set munito di guanti, grembiule e secchi assortiti. «Una volta finito, mi addormento tra le lenzuola pulite e mi sento come una principessa nel suo castello splendente».


«Le pulizie sono una favola, soprattutto quando sono terminate e tutto brilla! Ad esse dedico diverse ore alla settimana tra lavanderia, ordine e il resto. Mi occupo volentieri dei panni quando ritorno da un viaggio: con gli anni è diventato un rituale che mi aiuta a ritrovare il ritmo dopo il rientro».






«Se ma la cavo in casa? Di necessità virtù: diciamo che me la cavicchio abbastanza. Il mio look per le pulizie è il classico tutone, quello che voi in Svizzera chiamate «training», con le ciabatte. Un trucchetto segreto per pulire velocemente? Sollevi il tappeto, non ti fai vedere, e metti sotto la polvere».








«Ho un trucco di pulizia per chi ha un bagno piccolo come il mio e poco tempo: si tolgono asciugamani e apparecchi elettrici, si fa partire l’acqua calda della doccia e si chiude la porta, così che il bagno si riempie di vapore. Prima d’entrare in doccia si spruzza a caso e dappertutto il detergente, come all’autolavaggio. Poi si entra in doccia, e mentre ci s’insapona si approfitta per pulire il resto del bagno. Poi si risciacqua il tutto grossolanamente e si asciuga.
Et voilà, docciati e bagno impeccabile.




«Se sono uno ordinato? Per nulla…però sto migliorando. Tengo tutto, con l’idea che qualcosa mi possa sempre servire, poi non mi serve mai nulla. In casa, oltre allo stirarmi sul divano, non mi dispiace fare il bucato. Ci tengo ai miei vestiti ed è bello prendermene cura. Ma non sono bravo a stirare… Più ci provo e meno sono le camice nell’armadio. Il mio look da giornata delle pulizie? Rigorosamente in pigiama, con pantofolone di peluche».






«Come nel caso del mitico Pippo dei fumetti, in casa mia regna un ordinatissimo disordine! Il mio segreto di pulizia principale consiste nella trasmissione del disordine: nascondo nella camera di qualcun altro tutto ciò che non so dove mettere. Ma sono pure molto veloce a pulire i vetri. Ho sperimentato molti metodi e ne ho trovato uno infallibile: i giornali di carta! Mi diverte anche passare l’aspirapolvere: a volte trovo così oggetti persi da anni! Per pulire indosso jeans e t-shirt bianca. Col nero è difficile quantificare la polvere».

Sapevate che per eliminare l’inchiostro dai tessuti potete usare succo di limone? Vito de Vito, docente di conoscenze professionali alla Scuola professionale artigianale industriale (SPAI) di Locarno ci svela alcuni trucchi: «Macchie di grasso si sono depositate sul granito in cucina? Copritele per alcune ore con della farina prima di usare un prodotto sgrassante.

Vecchi aloni non spariscono dai vasi in vetro? Versatevi aceto, sale e chicchi di riso e poi
scuotete a più riprese. E i mobili in pelle? Si smacchiano col latte detergente».

La caduta, secondo l’Ufficio prevenzione infortuni (UPI), è la causa più frequente di lesione durante le faccende di casa. Per evitare che le pulizie di primavera finiscano con una visita al pronto soccorso, lo stesso UPI e l’Ufficio federale della sanità pubblica raccomandano di evitare ponteggi improvvisati e non salire su davanzali o sporgersi all’esterno. Gli oggetti pesanti, invece, vanno sollevati mantenendo la schiena diritta e flettendo le ginocchia, ed è fondamentale evitare scosse, staccando sempre la spina prima di pulire apparecchi elettrici. Se si usano prodotti chimici, è bene conservarli fuori dalla portata dei bambini (a più di 160 cm di altezza e in armadi chiusi) e leggere i simboli relativi ai pericoli.

I simboli, usati dal 2012 in via ufficiosa, entrano in vigore ufficialmente da giugno 2015.


1.     Notate  una ragnatela in un angolo. Voi...
C    …non fate niente. Un ragnetto non fa nulla di male.
A    …vi armate subito di scopa e paletta e fate sparire la ragnatela.
B    …ve  ne occupate solo il giorno dedicato alle pulizie.

2.    Quanti prodotti per la pulizia possedete?
A    Più di 10.
C    Meno di 5.
B    Da 5 a 10.

3.    State peri addormentarvi quando sentite un odore sgradevole.
   Aerate la stanza. Al resto ci penserete il giorno dopo.
C    La cosa non vi tocca. Vi girate dall’altra parte e pensate a dormire.
A    Vi alzate e cercate il colpevole.

4.    Siete invitati a cena da amici. A fine pasto, voi...
A    … aiutate a sparecchiare la tavola e a lavare piatti e pentole.
C    … vi versate un altro po’ di vino.
   … raccogliete piatti e posate e li adagiate sulla tavola.

5.    A casa vostra i piatti si lavano...
A    ... direttamente dopo il pasto.
B    … prima di andare a dormire.
C    … la domenica pomeriggio.


Risultati:

Maggioranza di risposte A: Siete delle piccole Bree Van der Kamp (quindi delle casalinghe un po’ maniacali) e casa vostra brilla. Nessuno osa nemmeno premere gli interruttori per paura di sporcarli.

Maggioranza di risposte B: Sì ai lavori domestici, ma solo quando avete tempo e se arrivano invitati.

Maggioranza di risposte C: Avete una notevole tolleranza alla polvere. A casa vostra potrebbe svilupparsi un biotopo naturale.



Le donne
impiegano 22,6 ore alla settimana per le faccende di casa. La maggior parte del tempo lo passano ai fornelli (6,8 ore); al secondo posto ci sono le pulizie di casa, al terzo (a pari merito) le ore impiegate a fare la spesa e per la pulizia dei piatti (2,5 ore per ogni compito).

Gli uomini investono 14,3 ore alla settimana nei lavori domestici. Anche per loro il lavoro per cui impiegano  la maggior parte del tempo (3,4 ore) è cucinare. Seguono le pulizie, fare la spesa e la cura degli animali domestici e del giradino (1,8 ore a compito).

Testo:   Melanie Haab, con la collaborazione di Eva Nydegger e Giorgia Von Niederhäusern
Foto:    Darrin Vanselow

Pubblicazione:
lunedì 13.04.2015, ore 20:00