Il dipinto «Die Gotthardpost» (1873), di Rudolf Koller, è esposto al Kunsthaus di Zurigo.

Sul Gottardo in diligenza

L’opera del mese Dalla diligenza della «Gotthardpost» di Rudolf Koller alla nuova galleria di base del San Gottardo. Come cambiano i mezzi di trasporto e l’idea di modernità. — BENEDETTA GIORGI POMPILIO

L’opera del mese Dalla diligenza della «Gotthardpost» di Rudolf Koller alla nuova galleria di base del San Gottardo. Come cambiano i mezzi di trasporto e l’idea di modernità.

Primo giugno 2016. Si celebra il più lungo tunnel ferroviario del mondo: la galleria di base del San Gottardo. Nelle sue canne sfrecceranno treni in grado di raggiungere 250 km orari e, prossimamente, porteranno i viaggiatori da Milano a Zurigo in meno di 3 ore. Un secolo e mezzo fa, sulle strade sterrate del passo del San Gottardo «sfrecciavano» altri mezzi di trasporto: le diligenze, che riuscivano a coprire il medesimo tragitto Milano-Zurigo con almeno un’intera giornata.


Proprio una di queste diligenze, trainata da cavalli che corrono a perdifiato in un brullo paesaggio, è protagonista della celebre tela del pittore zurighese Rudolf Koller, Die Gotthardpost, del 1873 e commissionata dalla Schweizerische Nordostbahn per farne dono ad Alfred Escher, padre della galleria del San Gottardo allora in fase di costruzione.


L’artista, in quello che è il suo quadro più conosciuto, si rivela un attento testimone della quotidianità in cui vive, cogliendo gli elementi che ne segnano la storia. Infatti, Die Gotthardpost, esposta al Kunsthaus di Zurigo, è una riuscita allegoria della modernità e della tensione fra vecchio e nuovo, rappresentati dal vitello, che in preda al panico rischia di essere travolto, e dalla velocità dei nuovi mezzi di trasporto. La carrozza delle diligenze ottocentesche si può considerare una vera e propria antesignana delle carrozze dei nostri velocissimi treni.


Da un punto di pittorico, Koller ribadisce, in quest’opera, la piena adesione al realismo, coniugando la cura per il dettaglio, molto evidente nella resa della mandria di vacche e nei cavalli, con la scelta di una pittura «en plein air», attenta a cogliere tutte le sfumature della luce. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf e varisoggiorni all’estero, Koller aveva acquistato una casa sulle sponde del lago della città natale e nella campagna circostante allevava animali, in particolare mucche, per cercare un rapporto più autentico con la natura, di cui Die Gottharpost è una riuscita testimonianza.

Rudolf Koller (Zurigo, 1828-1905)

È uno dei protagonisti del realismo svizzero con Anker, Böcklin etc. Dopo gli studi in Germania e soggiorni in Belgio e Parigi, nel 1851 ritornò a Zurigo, iniziando la sua carriera di pittore. Riposa nel cimitero di Sihlfeld, vicino all’amico scrittore Gottfried Keller.