«Per me l’arrampicata non è solo uno sport. È spirito di gruppo».

Sulla parete a picco

LO SPORT — Livio Pellanda, 55enne bellinzonese, racconta la sua passione per uno sport sinonimo di libertà e adrenalina. Leggi anche «L'angolo» di Armando Ceroni!

Alla ricerca dello strapiombo perfetto. Una parete a picco, una «falesia», da scoprire, da vivere con l’adrenalina nelle vene. Livio Pellanda, 55enne di Bellinzona, l’arrampicata ce l’ha nel sangue. L’ha scoperta da piccolo, quando trascorreva le estati sui monti di Osogna. E oggi, come membro del Gruppo Scoiattoli Ticino e del Club Alpino Svizzero, cerca di trasmettere il suo entusiasmo ai giovani. «Per me l’arrampicata non è solo uno sport. È spirito di gruppo, amicizia, possibilità di conoscere luoghi fantastici. Fuggo invece dalla competizione, quella a volte rovina tutto, va fatta solo nei contesti appositi». 

La sua passione è simbolo dello sport pulito, senza rivalità. Livio, di professione vice direttore delle scuole elementari di Bellinzona, parla dell’arrampicata con l’emozione di un bambino. «Io sono sempre stato un tipo curioso, avventuroso. E il bello dell’arrampicata è che certe sensazioni le puoi condividere, senza filtri. Personalmente sono uno che gioisce quando il compagno riesce a fare qualcosa di straordinario. Ho giocato per anni a pallavolo, so cos’è l’agonismo. E l’arrampicata è davvero un’altra cosa. Si scoprono sensazioni nuove. Quando sono lassù mi dimentico di tutto il resto, mi isolo. Anche perché questo sport richiede grande concentrazione, bisogna sapere valutare per tempo rischi e pericoli. E soprattutto occorre essere consapevoli dei propri limiti». Un uomo, e la montagna sullo sfondo. Un legame forte, rinsaldato tappa dopo tappa. «Mia moglie Monica l’ho conosciuta in montagna. E anche i miei quattro figli hanno ereditato questo amore. Il più grande, Amos, è un appassionato di bouldering». 

La Grecia, la Sicilia, la Liguria, la Francia. Livio è uno che nel nome dell’alpinismo gira il mondo. «Anche se poi di pareti meravigliose ne abbiamo tante anche in Ticino. A Galbisio, sui monti di Gorduno, a Claro, a Lumino. Le migliori, a mio avviso, restano quelle della Valle Maggia». Il fiore all’occhiello di Livio è l’esperienza alpinistica in Sudamerica, nel 1982. Tre mesi tra Bolivia e Perù, lontano da tutto e da tutti, in compagnia di tre amici. Ma gli  aneddoti, anche più recenti, sono infiniti. «Qualche anno fa sono riuscito ad arrampicarmi lungo la parete che domina Osogna. Era un traguardo che inseguivo da tempo». 

www.scoiattoli.ch

TORNA ALLA SEZIONE «SPORT» DI COOPERAZIONE

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

Testo: Patrick Mancini

Foto: Nicola Demaldi

Pubblicazione:
lunedì 11.08.2014, ore 00:00


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?