Tutti innamorati del Superfood

Che siano esotici o indigeni, alcuni alimenti si considerano particolarmente sani. Gli esperti spiegano cos’ha di speciale il «superfood» e danno qualche esempio di alimento straordinario che cresce da noi. 

Tutto è iniziato con i semi di chia, seguiti a ruota da quinoa e polvere di matcha. Poi sono arrivate le bacche di açai e di goji, e di recente pure quelle di aronia. Quest’estate gli scienziati hanno individuato un altro superfood: l’Emmentaler. Secondo uno studio condotto da ricercatori coreani della Korea University di Seoul, pare che i batteri propionici contenuti nell’Emmentaler svolgano un effetto benefico sul sistema immunitario. Kathrin Seidel, nutrizionista di Coop, scuote la testa: «Anche se l’Emmentaler fornisce un buon apporto proteico, non lo chiamerei propriamente un superfood». 



Di fatto non esiste una definizione ufficiale o un inquadramento giuridico che stabilisca cos’è un superfood. «Partiamo dall’assunto che possono essere considerati tali tutti gli alimenti ricchi di vitamine, sali minerali o sostanze vegetali secondarie e che quindi apportano un notevole vantaggio dal punto di vista salutistico», dichiara Kathrin Seidel. Quel che sembra squisitamente tecnico appare molto più chiaro con un semplice esempio: il cavolo riccio ha un tenore di vitamina C che supera persino del triplo quello dell’arancia. La vitamina C concorre al normale funzionamento del sistema immunitario. Ergo, il cavolo riccio è un superfood. Ma non per questo dovremmo seguire una dieta a base solo ed esclusivamente di cavolo: un mix di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno resta la norma di riferimento. 



Semi di zucca. Ricchi di magnesio, ferro e zinco. Effetti fisionutrizionali: il magnesio è importante per la funzione muscolare. Il ferro partecipa alla produzione di globuli rossi ed emoglobina. Lo zinco favorisce la fertilità e la riproduzione.

Una carica d’energia
Cambiamo location. Un Guarana Booster, uno Spirulina Power o un Super Detox: chi vuole ordinare un succo di frutta da Nina Ardizzone deve studiarsi bene il tabellone. Da un anno, l’ex modella gestisce l’«U-Juice», un bar specializzato in succhi di frutta a Zurigo e mixa le sue creazioni con polveri di superfood. I risultati non si sono fatti attendere: «I clienti amano gli ingredienti esotici e fanno spesso domande», spiega la giovane donna originaria di San Gallo. Quando qualcuno è affaticato, Nina Ardizzone gli consiglia un succo con polvere di matcha: «Ti dà una bella carica!». E Ardizzone parla per esperienza: durante i sei mesi di permanenza a Tokio, la sera beveva succo di matcha in quantità industriali, non riuscendo poi a chiudere occhio la notte. Nulla di strano. Il matcha non è altro che tè verde macinato in finissima polvere. «Per questo la sera non lo consiglio più», dice con un sorrisino.



A sinistra, la barbabietola. Ricca di acido folico. Effetti fisionutrizionali: molte donne, specialmente in gravidanza, presentano un fabbisogno superiore di acido folico in quanto favorisce la crescita della placenta durante la gestazione. A destra il s
edano rapa. Ricco di acido folico e vitamina K. Effetti fisionutrizionali: l’acido folico svolge un ruolo importante nella produzione di globuli rossi e della divisone cellulare. La vitamina K contribuisce al mantenimento di ossa sane.

Frutta e verdura prima di tutto
Dieci anni fa Nina Ardizzone vinse il concorso di bellezza Elite Model Look. Costantemente sotto i flash dei fotografi, la ragazza, nel periodo liceale, è sempre stata molto attenta a nutrirsi in modo bilanciato. Durante il giorno cerca di mangiare molta frutta e verdura. Per questo considera i succhi freschi degli integratori: «Sono ricchi di vitamine e di sali minerali», dice. «Gli ingredienti esotici danno al drink una marcia in più».


Champignon. Ricchi di vitamina D, vitamina B2 e rame. Effetti fisionutrizionali: la vitamina D è importante per il metabolismo del calcio e per il mantenimento della nostra struttura ossea.

Una moda venuta dagli USA
Simone Jones, trend scouter e addetta allo sviluppo prodotto da Betty Bossi è ogni giorno alla ricerca di alimenti con una marcia in più. Non è in grado di dirci con precisione il momento in cui venne per la prima volta in contatto con un superfood. Ma la moda nacque già nel 2004 in Nord America. Al tempo si parlava dei superfruits – i superfrutti. Sulla stessa scia spopola la mania per gli smoothie e per i succhi, ai quali gradualmente si aggiungono anche varietà di cereali e bacche rari provenienti da Sudamerica, Asia e Africa. Oggi sulla piattaforma fotografica Instagram, inserendo l’hashtag #superfood i contenuti indicizzati superano i 2,5 milioni; con l’hashtag #superfoods, utilizzato specialmente nell’area anglosassone, si arriva a quasi 1,5 miliardi
di immagini.



A sinistra, il mandarino. Ricco di vitamina C. Effetti fisionutrizionali: la vitamina C favorisce la formazione di collagene e concorre alla stabilità del tessuto connettivo, della cartilagine e delle ossa. A destra, il p
orro. Ricco di acido folico e vitamina C. Effetti fisionutrizionali: l’acido folico riduce stanchezza e affaticamento. La vitamina C rafforza il sistema immunitario.

L’importanza degli ingredienti
Per Simone Jones in un piatto non conta solo la presentazione, ma soprattutto gli ingredienti. In base alla stagione, a colazione il suo porridge si arricchisce di ingredienti ogni volta differenti. I superfood compaiono solo occasionalmente nella sua tavola: «Per me il sapore viene prima di ogni altra cosa», spiega. La scoperta di alimenti sconosciuti schiude in cucina opportunità completamente nuove. Nuovi sapori danno vita a nuovi abbinamenti. Certo, è vero che i superfood contengono anche preziose sostanze, ma non è mangiando solo quelli che si diventa più sani o in forma. «Ogni persona desidera essere la migliore versione di se stessa», dice l’esperta in gastronomia. Ma per questo servono anche lavoro e disciplina. «Gli alimenti che fanno diventare magri e rendono immortali non esistono e sono solo una frottola». Il corpo umano è un organismo troppo complesso.


Mirtilli di bosco Ricchi di manganese. Effetti fisionutrizionali: il manganese protegge le cellule dallo stress ossidativo.


Superfood di origine animale
Il numero di superfood che delizieranno il nostro palato sembra essere destinato a crescere. «Al momento si fa un gran parlare di superalimenti vegetali», dice l’esperta di salute Kathrin Seidel. Ancora poco risalto è stato invece dato ai superfood di origine animale: «Anche una minestra di pollo, un uovo o il pesce contengono importanti nutrienti». Gradualmente i consumatori stanno iniziando a riconsiderare la loro posizione su alcuni superalimenti: è il caso dell’avocado, superfood della prima ora. «Alla luce dei grandi quantitativi d’acqua necessari alla sua coltivazione e all’impatto ambientale delle sue monocolture, questo frutto ha subito un calo di popolarità», spiega Seidel. In compenso è però cresciuta la richiesta di prodotti regionali e stagionali: «Anche sedano, coste, barbabietole sono autentici superfood svizzeri!».

Intervista a Thomas Brunner, professore in comportamenti di consumo alla Scuola universitaria professionale bernese di Zollikofen e analizza i comportamenti di consumo alimentare.

Il superfood è onnipresente. Come se lo spiega?
Da qualche anno la grande tendenza in materia di alimenti ruota intorno alla salute. L’ho osservato per esempio sui prodotti convenience, dove la salute è sempre più in primo piano. Il cibo deve essere possibilmente pratico e rapido, ma anche genuino. I superfood si inseriscono proprio in questa categoria: apportano tante vitamine e nutrienti. Ma questa tendenza chiede anche un certo sforzo al consumatore.

Disciplina?
Anche quella. Ma più impegnativo è il fatto che ogni due mesi spunta sui social un nuovo prodotto che non aspetta altro che essere notato e provato dal consumatore e, a volte, si fa davvero fatica a star dietro a queste dinamiche.

Ci siamo già stancati dei superfood?
No, sicuramente no: alla gente piace scoprire nuovi alimenti, frutta, verdura o grani che siano. Mixano volentieri anche il vecchio con il nuovo. Mai come ora il bisogno di variare è così sentito. Le nostre papille gustative possono esultare.

Ma siamo sicuri che tutti gli svizzeri amino provare le novità?
Ovviamente la globalizzazione ha avuto i suoi effetti anche sui consumatori svizzeri. Non ho dati certi alla mano, ma credo che gli svizzeri siano diventati più aperti. Fermo restando, comunque, che non esiste il consumatore tipo. Siamo tutti diversi e ognuno ragiona a modo suo. C’è chi per pranzo sceglie ancora l’insalata, chi il fast food. Questo è il classico esempio. Anche se il mio ragionamento va più in profondità. L’atteggiamento
dei consumatori sugli alimenti è spesso ibrido, ci nutriamo in maniera estremamente flessibile: a pranzo un’insalata o un müesli, a cena un fast food. È ovviamente molto difficile tracciare una linea di demarcazione netta tra diversi modelli di consumo alimentare. Ma il bello è proprio questo, ecco perché credo ci vorrà un bel po’ prima che io rimanga senza lavoro (ride)!

A proposito di lavoro: qual è
il superfood che consuma con maggior frequenza durante il giorno?
Il mio preferito al momento sono i mirtilli.

Sostanze vegetali secondarie
Le sostanze vegetali secondarie sono sostanze come carotenoidi, flavanoidi o acidi fenolici, che non apportano energia all’essere umano sotto forma di calorie. Nelle piante agiscono come pigmento, profumo, neurotrasmettitore e agente di protezione. Hanno però anche un effetto fisionutrizionale per l’uomo. Secondo le conoscenze scientifiche più aggiornate, queste sostanze proteggono da diverse forme tumorali e possono concorrere ad ampliare i vasi sanguini e ad abbassare la pressione. Alle sostanze vegetali secondarie sono, inoltre, attribuiti effetti neurologici, antinfiammatori e antibatterici.

Cosa dice la legge
Alcuni alimenti recano sulla confezione formule tipo «Elevato tenore di…», «Ricco di…» e «Fonte di…». Chiamate in gergo «indicazioni sul valore nutritivo», tali diciture possono essere utilizzate solo se l’alimento contiene almeno il 30% della quantità di riferimento, il 15% in presenza della formula «Fonte di…». La quantità si riferisce all’apporto giornaliero di una vitamina o di un sale minerale per un adulto. Vedi tabella di quantità di riferimento per adulti per il consumo giornaliero di vitamine e sali minerali su: www.cooperazione.ch/alimentazione

Testo: Carole Gröflin

Foto: David Biedert

Pubblicazione:
lunedì 06.11.2017, ore 13:30