The Weeknd: r&b, pop ed elettronica

Viene dal Canada, si fa chiamare The Weeknd ed è una delle stelle nascenti della nuova scena black. — DIEGO PERUGINI

Un nome di culto e dal tocco vincente, che ha attratto colleghi famosi per collaborazioni da alta classifica. Al terzo cd, Starboy (Universal), il 26enne di Toronto tenta il grande salto con un album che conferma la sua abilità nel mescolare pop melodico, sonorità elettroniche e moderno r&b. Si parte col brano che dà il titolo al disco, coi francesi Daft Punk, un gioiellino di ritmo e orecchiabilità, mentre False Alarm è più dura e tirata. Spiccano i duetti con Lana Del Rey e il rapper Kendrick Lamar, qua e là affiorano i debiti vocali e musicali con Michael Jackson. Il difetto, come ultimamente accade, sta nell’eccessiva durata (oltre un’ora per 18 brani) con vari riempitivi in scaletta. E non giova l’uso massiccio dell’autotune, un software per manipolare la voce. Il talento c’è, insomma, ma si perde un po’ nei meandri dell’ego e di una produzione sin troppo curata.

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