Tori sotto canestro

Alan Mazzolini La squadra ticinese di basket in carrozzina torna in serie A dopo tanto tempo.

Tori scatenati in serie A dopo una vita. Per il basket in carrozzina ticinese il 2015 è l’anno zero. Quello del ritorno tra i migliori. E per celebrare l’evento si è addirittura cambiato nome alla squadra. Da Gruppo paraplegici Ticino a Ticino Bulls, appunto. Uno dei simboli della rinascita è Alan Mazzolini, 31enne di Chiasso. «Sono cresciuto con questa maglia. E nei cinque anni in cui la squadra non ha disputato il campionato, ho vissuto importanti esperienze in Italia». Già, perché a un certo punto il basket in carrozzina nella Svizzera italiana sembrava essere morto. «La vecchia guardia non se la sentiva più di tirare il carro.
E l’entusiasmo si era spento. Nel frattempo giocavo a Cantù, a Seregno, a Varese. Scoprivo altri volti di questa disciplina». Ora quella squadra gloriosa sta scrivendo una nuova pagina della sua storia. «Abbiamo una decina di atleti. Ci alleniamo tre volte a settimana a Sementina o a Bellinzona. Poi al weekend c’è la partita. L’avversario più forte del campionato? Il Pilatus di Lucerna, pieno di giocatori della nazionale». L’euforia all’interno del Ticino Bulls è così alta che quasi ci si dimentica della disabilità che contraddistingue i suoi componenti. «Io – dice Alan – ho avuto un incidente a 17 anni, mentre mi recavo al lavoro in scooter. Lesione della spina dorsale. All’inizio ce l’avevo col mondo, provavo tanta rabbia. Lo sport mi ha aiutato, ho potuto condividere la mia esperienza con altre persone che avevano un passato simile al mio. Oggi ho tre bimbi e sono una persona serena».

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Nicola Demaldi

Pubblicazione:
lunedì 12.10.2015, ore 00:00


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