Parco archeologico di Populonia e Baratti.

Toscana — La costa
degli antichi etruschi

IL VIAGGIO — Mare cristallino, colline cosparse di corbezzoli e ginestre, e un parco archeologio di rilievo fanno di questa zona la meta ideale per gli amanti dell’arte e della natura. — GALLERY

Percorrendo lo Stivale, spesso si è costretti a chiudere gli occhi per immaginare un paesaggio che non c’è più, quello che esisteva sino a metà Novecento. Fortunatamente, ci sono ancora oggi nicchie felici, e quella del Golfo di Baratti e di Populonia è una sorpresa commovente. Non è necessario chiudere gli occhi: il sogno è ad occhi aperti. Anzi, quasi quasi bisogna sfregarli per crederci davvero.

«La parte meridionale della Costa degli Etruschi, che comprende anche il promontorio di Piombino – ci racconta l’appassionato Mauro Carrara, segretario del Centro Piombinese di Studi Storici e ispettore Onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – è un polmone di verde sul Tirreno preservato sin dagli anni Sessanta da una politica ambientale corretta. Non a caso, Piombino è bandiera blu. E, soprattutto, qui si trova un passato storico, antropologico, geografico e naturalistico di oltre tremila anni».

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Golfo di Baratti: casolare nei pressi della Fonte di San Cerbone.

Golfo di Baratti: casolare nei pressi della Fonte di San Cerbone e la spiaggia.

Veduta del borgo medievale di Populonia.

Parco archeologico di Populonia e Baratti: la via lastricata dell'acropoli romana di Populonia. Sullo sfondo, il castello del borgo quattrocentesco.

Parco archeologico di Populonia e Baratti: mura etrusche dell'acropoli romana di Populonia. Sullo sfondo, l'Isola d'Elba.

Parco archeologico di Populonia e Baratti, Necropoli etrusca di San Cerbone a Baratti: Tomba delle pissidi cilindriche.

Parco archeologico di Populonia e Baratti, Necropoli etrusca di S. Cerbone a Baratti, tomba a edicola: Tomba di bronzetto offerente.

Parco archeologico di Populonia e Baratti, Necropoli di San Cerbone a Baratti, Via delle Cave: Necropoli delle Grotte. Sullo sfondo, il golfo di Baratti.

Veduta della costa del promontorio di Piombino verso la Cala di San Quirico.

Veduta della Cala di San Quirico nel Promontorio di Piombino.

La baia Buca delle Fate lungo la costa del Promontorio di Piombino.

Resort Poggio all'Agnello: uno degli edifici del villaggio turistico.

Ristorante La Rocchetta: antipasto misto di mare.

Mauro Carrara, Segretario del Centro Piombinese di Studi Storici. Alle sue spalle, il porticciolo di Piombino.

Le limpidissime acque del Tirreno
Il Golfo di Baratti è una delizia per godersi il mare: acque limpide, una piccola marina, una spiaggia incorniciata da un’ampia collana di pini domestici. Proprio a Baratti, facendo due passi lungo la riva, si comincia a intravedere «quel filo – di cui ci parla Carrara – che lega da tre millenni il passato al presente; è un filo d’acciaio che si è assottigliato, ma mai spezzato. È quello che unisce i forni etruschi agli altoforni della zona industriale di Piombino». Sulla spiaggia di Baratti ci sono infatti i resti delle fornaci per la lavorazione dei metalli. «Populonia, col suo porto, divenne l’unica città etrusca sul mare e stabilì relazioni commerciali con tutto il Mediterraneo. La sua posizione sul promontorio le consentiva inoltre – aggiunge Carrara – di controllare tutto il territorio da Nord a Sud e dall’Italia alla Corsica».

Alla scoperta del patrimonio storico
Oggi, per intravvedere questo straordinario passato, ci si deve concedere qualche passeggiata: per esempio, alle necropoli di San Cerbone e del Casone alle spalle della spiaggia, oppure salendo dalla città dei morti verso il colle della Porcareccia o verso la via delle Cave, nel bosco, alla suggestiva necropoli delle Grotte. In queste scorribande a piedi, non si dispiegano solo siti archeologici, ma vedute magnifiche come quelle che si aprono anche da Populonia Alta.

Dall’immediato entroterra, inoltre, si diramano tanti sentieri che portano al mare. Facile e piacevole è la Via dei Cavalleggeri che, tra mirto e corbezzolo, cisto e ginestre, costeggia il Promontorio di Piombino e conduce a baie incantevoli come quella di San Quirico e la Buca delle Fate.

Sarebbe un peccato non visitare Piombino, che purtroppo è conosciuta solo per il quartiere industriale e che invece è una cittadina molto piacevole. Ha un centro storico vivace, un museo archeologico ben allestito e ottimi ristoranti di pesce come La Rocchetta. Da qui – nelle giornate più terse – si scorge un ventaglio di sette isole, dal Giglio a Capraia. Felice la vista, felice il palato. «Pare proprio – come ci suggerisce Mauro Carrara – di prendere il volo come un uccello,  o come Piombino, la cui forma ricorda un gabbiano ad ali spiegate che si dirige verso il mare».

Poggio all’Agnello Country and Beach
www.poggioallagnello.it
Residential Resort, villaggio turistico ben attrezzato, a due km dalla spiaggia di Baratti. Con parco, area gioco, pizzeria e ristorante, 3 piscine e 4 campi sportivi, è l’ideale per famiglie.

Ristorante La Rocchetta
www.ristorante-larocchetta.it
Per gustare ottimi piatti di pesce con prodotti a chilometri zero a Piombino.

Ufficio informazioni turistiche, www.costadeglietruschi.it

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Testo: Barbara Brevi
Foto: Ghigo Roli
Pubblicazione:
lunedì 15.09.2014, ore 00:00


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