Tra gli ulivi della Sardegna

San Giuliano è l’azienda di Alghero che produce «oro verde» dal 1916, con premi internazionali. Il suo fiore all'occhiello è la DOP Sardegna, un extra vergine superlativo, all’insegna della sostenibilità. — ROCCO NOTARANGELO

Dimenticatevi la Sardegna brulla, da prateria, di tante immagini estive. Tra aprile e maggio è un’Irlanda sul Mediterraneo, tappezzata di mirto, rosmarino in fiore e lussureggianti uliveti. Siamo sulle colline di Alghero, nel Nord-ovest dell’isola, a visitare l’azienda olearia San Giuliano S.p.A. Con i suoi 320 ettari è la numero uno in Sardegna e la terza in Italia per la produzione di olio extra vergine d’oliva (evo) al 100% italiano. Dal gennaio di quest’anno alcuni suoi prodotti di punta sono sugli scaffali di Coop.


Pasquale Manca, direttore commerciale della San Giuliano SpA, versa l’olio DOP Sardegna sulle bruschette. (Foto: Sandro Mahler)

«Sono cresciuto tra gli uliveti, nel profumo dell’olio e con lo spirito imprenditoriale di mio padre Domenico»: è l’identikit di Pasquale Manca, 52 anni, direttore commerciale, la “mente” della San Giuliano. «E mi sento una persona fortunata, perché lavoro a contatto con la natura e perché faccio conoscere il nostro olio nel mondo». Terza generazione, fu il nonno Pasquale nel 1916 ad avviare il commercio oleario, installando un frantoio nella vecchia Alghero. Il motto dell’azienda è “Orgoglio Sardegna”, perché l’olio d’oliva è uno dei simboli della identità sarda, un’eccellenza gastronomica di questa terra.


Alberto Lai, responsabile degli uliveti della San Giuliano S.p.A.

«L’anima dell’azienda»
La San Giuliano è un’impresa moderna e tecnologicamente all’avanguardia, con certificazioni ISO sul processo di qualità e sulla sostenibilità ambientale. E si fregia anche di premi e riconoscimenti internazionali, come la medaglia d’oro dell’International Biol Prize 2016 e la segnalazione del “Fruttato” San Giuliano (è nell’assortimento Coop) tra i top 100 di tutto il mondo nel prestigioso concorso Evooleum 2017. Il “fiore all’occhiello” della San Giuliano è il DOP Sardegna. «È l’olio evo che rappresenta il territorio ed è l’anima dell’azienda» afferma con enfasi il signor Manca. Un olio fatto con l’80% della cultivar Bosana, la più diffusa nell’isola. Una varietà che affonda le radici nel XIV secolo, quando i gesuiti catalani portarono le prime piante d’ulivo. DOP Sardegna significa regole più ferree rispetto al normale extra vergine. Il disciplinare, infatti, impone una produzione massima di 120 quintali per ettaro e un’acidità dell’olio non superiore allo 0,5, a differenza dello 0,8 per gli altri oli evo. Il DOP Sardegna della San Giuliano ha una peculiarità, un valore aggiunto: «Dalla raccolta delle olive alla loro molitura trascorrono massimo 4 ore. Tempi rapidissimi che garantiscono l’integrità delle qualità antiossidanti e la freschezza dell’olio» afferma con fierezza il direttore Manca. Lo sappiamo tutti, non solo i nutrizionisti: l’olio d’oliva è sinonimo di salute. I suoi agenti antiossidanti tengono sotto controllo il colesterolo e proteggono le cellule sane. «Se oggi la Sardegna ha il record italiano di ultracentenari è anche grazie alla dieta mediterranea e alla sua quintessenza, l’olio d’oliva extra vergine» sottolinea il signor Manca. Una conferma che viene dalla recente classifica sui Paesi “più in salute” del Global Health Index, stilata da Bloomberg, in cui l’Italia è al primo posto. E la Svizzera terza! E il primato del Belpaese è dovuto proprio all’alimentazione a base di verdure e ai cibi conditi con olio evo.

Né diserbanti né pesticidi

Gli uliveti dell’azienda San Giuliano si trovano intorno ad Alghero, in un territorio salubre e con i venti marini – il maestrale in particolare – che rinvigoriscono le piante e danno gusto alle olive. I campi ricevono cura e attenzione tutto l’anno. In questa stagione gli alberi sono in piena fioritura, traboccano di “mignole”, i boccioli che tra alcuni mesi porteranno il frutto. «Dopo la potatura dei mesi scorsi, in primavera il lavoro di manutenzione si concentra sulla pulitura del terreno», racconta Alberto Lai, 45 anni, responsabile degli uliveti della San Giuliano, diplomato in agraria. «Chiarisco subito: non usiamo né diserbanti né pesticidi» sentenzia il signor Lai. «Per le erbe infestanti sotto gli alberi interveniamo con due arature. La prima proprio in questo periodo. Invece, per la lotta ai parassiti, soprattutto alla famigerata mosca delle olive, che mangia la drupa e pregiudica la qualità dell’olio, il mese prossimo ci affidiamo ad una polvere d’argilla chiamata caolino, che irroriamo sulle piante. Un trattamento naturale ed efficace». «Di fatto, il nostro DOP Sardegna è bio dal terreno alla bottiglia» conclude Manca. «Per questo, stiamo valutando la possibilità di ottenere la certificazione ufficiale». Un atto dovuto a questo eccellente olio e a questa terra orgogliosa.


Dall'Amabile al Fruttato

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