Semi e bulbo del finocchio: dalla salute alla tavola.

Finocchio —
Tra maschi e femmine

Si dice che quello panciuto va gustato crudo, mentre quello slanciato, cotto. In ogni caso è un tuttofare prezioso.

Se «maschio», quindi panciuto e tenero, è indicato a crudo. Se «femmina», dalla forma slanciata, offre il meglio di sé quando è cotto. Stiamo parlando del finocchio, modesto quanto prezioso ortaggio mediterraneo.

Nel frigorifero non dovrebbe mancare. Perché è un alleato eccellente per le diete, ma anche per le cene organizzate all’ultimo minuto. Il segreto per uno snack buono, sano e a basso contenuto calorico? Tenere sempre a portata di mano due cuori di finocchio pronti per essere sgranocchiati. Oltre a quello di smorzare la fame (il potere saziante è di tutto rispetto), il finocchio ha altre virtù: è un buon regolatore dell’intestino, perché grazie all’aneto- lo favorisce la digestione, ed è ricco di potassio, un minerale essenziale per il corretto funzionamento dei nervi e dei muscoli. Dalla salute alla tavola. In cucina, il finocchio ha una straordinaria versatilità. Va bene crudo in insalata, ad esempio con arance e noci, e in pinzimonio. Ma va bene anche cotto al vapore, al burro o gratinato. Il suo sapore di anice si sposa egregiamente con il pesce come l’orata, il salmone o il merluzzo. I suoi semi, invece, accompagnano car- ni dal sapore pronunciato come quella di maiale e di selvaggina.

In passato, proprio i suoi semi erano utilizzati per insaporire i cibi o per coprirne i difetti. Da ciò pare derivi il verbo «infinocchiare», nel senso di imbrogliare. Leggenda vuole che gli osti offrissero del finocchio agli avventori per rendere accettabile il vino scadente. Comunque, un «segreto rubato» ai ristoranti indiani: i semi di finocchio secchi masticati dopo aver mangiato sono ottimi per rinfrescare l’alito. E l’infuso di semi di finocchio combatte i gonfiori di pancia.

 

 

 

 

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Fotografia:
Ferdinando Godenzi
Styling:
Marianne Ettlin
Pubblicazione:
sabato 28.12.2013, ore 08:35


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