Simone Giampaolo con gli sketch book su cui prendono forma le idee per i suoi film d’animazione.

Un corto pluripremiato

Simone Giampaolo ha ottenuto numerosi riconoscimenti per il suo corto d’animazione in esperanto a favore della protezione dell’ambiente. — Guarda il video!

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All’entrata della sua casa a Vacallo, i suoi genitori hanno appeso il disegno di un personaggio del suo ultimo film d’animazione che esclama: «Bentornato Simo!». Simone Giampaolo, classe 1989, è infatti stato lontano da casa per quattro anni e per la sua professione va in giro per il mondo ma torna regolarmente in Ticino. La sua passione per i film d’animazione l’ha portato
in Gran Bretagna, dove ha conseguito un bachelor al centro nazionale per l’animazione digitale di Bournemouth. «Volevo studiare ad ogni costo in inglese: è questa la lingua dell’animazione e della programmazione» ci spiega Simone. Ma il cortometraggio di diploma che Simone ha diretto è in esperanto.


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La protagonista del cortometraggio è Gaia, la Terra, che si sta spegnendo a causa dell’irresponsabile comportamento umano. «La scelta di utilizzare l’esperanto è stato un mio capriccio. I professori volevano che usassi l’inglese, ma mi dava fastidio l’idea che la Terra si esprimesse in questa lingua e allora mi sono impuntato a favore di questo idioma universale, anche perché nel progetto era la lingua più significativa per trasmettere un messaggio di pace e di speranza. E poi volevo una lingua che non si fosse mai sentita in un film d’animazione» ci spiega soddisfatto Simone. Ed ha avuto ragione a imporre la sua idea: il cortometraggio da lui diretto ha ricevuto numerosi riconoscimenti in occasione di diversi festival, così come il premio di miglior film di diploma dell’anno dell’università di Bournemouth e da uno studio londinese d’animazione. Un riconoscimento che premia il lavoro di 8 mesi passati davanti agli schermi. «In genere basterebbero 6 mesi per un’animazione di 4 minuti. Noi ce ne abbiamo messi due in più perché avevamo anche altri progetti. Sono stati mesi intensissimi, abbiamo lavorato fino 17 ore al giorno. Stavo in laboratorio anche fino alle 5 di mattino».

Simone sprizza entusiasmo da ogni poro quando racconta di film d’animazione. Sfogliando i suoi sketch book, scopriamo lavori passati, progetti universitari, pagine coloratissime con schizzi di personaggi, ritagli di riviste e abbozzi narrativi.


«

Il mio sogno è trovare uno studio d'animazione
che possa realizzare un'idea tutta mia»

La sua passione non è una cosa di ieri. Simone, come tutti i bambini, ha amato i fumetti. Solo che lui non si è limitato a leggerli. «Ne ho sempre disegnati. Ne avevo inventato uno in stile Tom & Jerry, ma nella mia versione i protagonisti erano Acchiappa e Scappa, un avvoltoio e un uccellino». La passione per il disegno gli è stata trasmessa dal padre «Ha lavorato come disegnatore grafico – è lui che ha ideato il logo della Swiss Miniatur – ed è lui che mi ha messo la matita in mano quando ero bambino» ricorda Simone.

Simone ha anche avuto la fortuna di terminare il liceo quando l’animazione in 3D stava muovendo i suoi primi passi, con il successo mondiale di Shrek, l’orco verde e buono. Da allora i film d’animazione non sono più solo una cosa da bambini... il giovane Simone va in Gran Bretagna  e si immerge nell’animazione digitale. «Era la specializzazione dell’università che ho frequentato. Ho dovuto anche fare della programmazione ed è stata una cosa nuovissima. Ma resto ancora legato a tecniche più tradizionali come il disegno e lo stop motion (24 fotogrammi al secondo...)» ci spiega il giovane diplomato.
 
Simone sceglie con cura le parole, parla dei suoi sogni ma resta con i piedi per terra, e soprattutto sembra sapere il fatto suo. «Lavorare in grandi studi di fama mondiale deve essere un’esperienza fenomenale e aprirti tante porte. Ma il rischio è quello di essere un semplice ingranaggio di una catena di montaggio: lavori per svariate settimane su un’unica scena e non hai il controllo sulla storia. Il mio sogno è piuttosto quello di trovare un piccolo studio d’animazione rinomato per la qualità del suo lavoro che possa portare a compimento una mia idea da cima a fondo. Quello che m’interessa, è poter avere libertà creativa».
 
Gli ultimi mesi di studio sono stati molto intensi per Simone. «È per questo che, ottenuto il bachelor, ho deciso di trascorrere qualche settimana in Sudafrica, facendo del volontariato. Dopo tutti quei mesi passati davanti allo schermo, ho sentito il bisogno di una pausa, una specie si purificazione dallo schermo» ci racconta Simone, che ha trascorso tre settimane a curare animali in Sudafrica. Ha lasciato a casa il computer, ma non matite e sketch book: Simone sa che ci si può sempre imbattere in qualcosa di interessante da disegnare in ogni momento e ci confessa che i suoi film d’animazione preferiti sono il Re Leone e Toy Story. «All’epoca, il Re Leone non esisteva ancora in dvd, l’avevo in vhs e ho guardato i contenuti speciali in cui mostravano come i disegnatori andassero allo zoo per disegnare gli animali. Credo che sia questo ad avermi spinto verso tale professione». Ora sta proseguendo il suo percorso, lavorando su diversi progetti per la casa di produzione Se-ma-for, in Polonia, in attesa di iniziare la produzione del suo nuovo cortometraggio. Ma chissà che in Sudafrica, prendendosi cura degli animali, a Simone non sia venuta in mente l’idea per il personaggio di un suo prossimo film d’animazione. To be continued...

In pillole

È nato l’11 agosto 1989 e dopo la maturità al liceo di Mendrisio, studia inglese in Australia e Inghilterra. Nel 2013 ha conseguito il bachelor all’università di Bournemouth. Il suo lavoro di diploma ha ricevuto il riconoscimento di miglior film d’animazione della facoltà e dallo studio londinese
d’animazione Blue Zoo. Attualmente sta lavorando su diversi progetti per la casa di produzione Se-ma-for, in Polonia.
Gli piace: «Creare produzioni divertenti e piacevoli ma che trasmettano un messaggio».
I suoi maestri: Bruno Bozzetto e Frédéric Back.
Fumetto preferito: Rat-man di Leo Ortolani.
Un potere magico che vorrebbe possedere: «Avere l’abilità di trovare con un solo schiocco delle dita la storia geniale che possa piacere al pubblico».





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Testo: Raffaela Brignoni
Foto: Annick Romanski

Pubblicazione:
lunedì 03.02.2014, ore 14:48


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