Un diavolo per capello

La capigliatura definisce la nostra personalità. Per questa ragione gli adolescenti che vogliono manifestare un mutamento decidono per un taglio drastico. — Elisabeth Alli

Escrescenza pelifera posta sul capo, la chioma costituisce quell’elemento insostituibile e imprescindibile nell’individuo di ogni società. Lungo o corto, riccio, mosso o dritto, chiaro o scuro a seconda degli esperti, la capigliatura conta per ben il 90 percento del nostro aspetto esteriore.
A Caprice Baudino, etnologa, psicoterapeuta, con esperienza nel sostegno psicologico di adolescenti e giovani adulti presso il Centro Le Radici (Lugano), abbiamo chiesto come interpretare i mutamenti nel look dei giovanissimi. «L’adolescenza è un momento fondamentale nella crescita, infatti, a partire dai 13 anni circa, per un ragazzo o una ragazza comincia una sorta di rinascita. In questa fascia d’età si assiste ad un’accelerazione delle trasformazioni somatiche e fisiologiche iniziate in preadolescenza, il corpo sembra sfuggire al controllo del giovane diventandogli estraneo».

Ho chiesto il permesso
Così, verso i 14-15 anni Valérie decide di accorciare i suoi capelli per la prima volta. «Ho chiesto il permesso ai miei genitori che me lo hanno accordato, poi senza ispirarmi a niente e a nessuno, dopo circa sei mesi ho cominciato a colorarli– racconta Valérie – . La scuola non mi ha mai detto niente mentre a volte i compangi fanno dei commentini, ma è normale». Il fai da te, Valérie non l’ha mai sperimentato infatti per ogni cambiamento preferisce affidarsi ad un professionista.
«Sono i protagonisti della musica, della moda e del calcio a fungere da modelli ai nostri ragazzi» afferma Anna, responsabile presso Ryf Lugano. «Il total look o taglio di capelli drastico è soprattutto una decisione estiva. A questo riguardo, noi siamo scrupolosi e prendiamo le dovute preacauzioni (vedi quadretta) affinché questi cambiamenti siano vissuti nel miglior modo».



Cambiamenti dinamici
E così, nel vano tentativo di addomesticare un territorio vieppiù ribelle, il giovane si cimenta in cambiamenti di lieve o grande entità. Difficile, in qualità di genitore, non leggere una dose di provocazione dietro a questa muta.  «Si tratta di entrare in una nuova fase della propria vita, lasciandosi alle spalle l’infanzia. Non ci si riconosce più nell’ambiente familiare. Il corpo diventa uno spazio di sperimentazione per chi cerca una sua propria identità attraverso un cambiamento di look, un taglio e  una colorazione dei capelli, un piercing o dei tatuaggi. Chiaramente ci può anche essere il rischio che il tutto degeneri e che il corpo diventi un vero e proprio campo di battaglia. È importante che i genitori siano osservatori attenti ma rispettosi, in grado di dare il sostegno necessario, quando il figlio lo richiede», sottolinea Caprice Baudino.

«Personalmente trovo assurdo che il genitore imponga il taglio dei capelli –  constata Joel, parrucchiere neodiplomato –, il ragazzo sa quello che desidera. Una volta dal parrucchiere sarà importante poterlo spiegare per filo e per segno. La comunicazione tra i due è fondamentale se si vuole un taglio che piaccia».

 «Per me i capelli rappresentano un ricordo, ti fanno pensare a sentimenti ed emozioni!», afferma Roland che interpreta i cambiamenti repentini della capigliatura come il voler sbarazzarsi di un ricordo. «È come cambiare punto di vista. Si può pure cambiare look senza tagliare i capelli. Io lo cambio spesso e non è che lo programmo. Dipende dal tempo che ho, da come mi vesto e dove vado». Metamorfosi che si apparenta  ad un rito di passaggio individuale, la nuova acconciatura dei figli serve per identificarsi o allontanarsi da un gruppo, segnalando a tutti lo scotto di un periodo di vita altamente intenso.

Il senso attribuito ai capelli, varia a seconda della cultura, della civilizzazione e dell’epoca in cui ci si trova, racconta in sintesi Caprice Baudino “i capelli sono visti come qualcosa di prezioso e insostituibile, meritevoli di cura e attenzione. Di fatto rappresentano un materiale umano malleabile all’infinito, imputrescibile e per alcune tribù sacro. Sopravvivendo alla morte, conservano un po' dell'energia e dell'aura del loro proprietario e diventano supporto di memoria, permettendo ai vivi di mantenere un legame con il defunto."

Pensando al Sansone biblico, a cui la folta chioma conferiva una forza fuori dal comune, e andando per associazione, il capello folto ricorda la criniera del leone e diventa sinonimo di vigore. In quest’ottica, tagliare i capelli significa né più né meno volersi privare della propria forza. In una chiave più personale, “il taglio dei capelli può voler significare rottura con quanto c’era prima, il desiderio di superare un momento doloroso o di chiudere un capitolo della propria vita. In alcuni riti, il passaggio all'età adulta, viene di fatto, sottolineato con una cerimonia incentrata sul taglio dei capelli, proprio per segnalare un cambiamento esistenziale importante” sottolinea Caprice Baudino. “Per le bambine polinesiane, il primo taglio è occasione di una grande festa. In Mongolia, ogni ospite presente alla cerimonia augura frasi propiziatorie e fa un regalo al bambino. Nella società indù la rasatura integrale del cranio di maschi e femmine, attorno ai tre anni, segnala l'uscita dalla totale dipendenza materna e rappresenta un atto di purificazione." 

Prima di cambiare radicalmente l’acconciatura bisogna:

- Ottenere il consenso dei genitori se si è minorenni

- Approfondire il motivo del taglio che si vuole realizzare *

- Seguire l’avviso di un professionista del ramo

- Non farlo per un colpo di testa **

- Mostrare una fotografia al parrucchiere, affinché capisca cosa si desidera

- Evitare il fai da te, segue do indicazioni trovate in internet e youtube

- Evitare di farlo senza il consenso dei genitori, oppure contravvenendo le regole della scuola
 

*   Soppesare le ragioni del taglio drastico.

** I cambiamenti radicali sorprendono, bisognerà essere pronti a far fronte alle reazioni.

Una breve lista di modi di dire relativi ai capelli proposti  dalla signora Caprice Baudino, per mostrarci a che punto il capello è presente nel nostro discorso.

Ogni riccio un capriccio

Darci un taglio

Averne fin sopra i capelli

Rizzarsi i capelli sul capo

Capelli color argento

Far venire i capelli bianchi

Fino alla punta dei capelli

Senza torcere un capello

Prendersi per i capelli, accapigliarsi

Spaccare il capello in quatro

Strapparsi i capelli

Tirato per i capelli

Non rischiare un capello

Aver un diavolo per capello


ARTICOLI IN EVIDENZA



Un operatore sociale
con la videocamera

Il documentarista luganese Olmo Cerri ci parla del suo particolarissimo lavoro di ricerca sull’immigrazione italiana in Ticino.


*****

Il figlio di Ivan Graziani
si fa strada

Ecco Sala Giochi, il secondo album di Filippo, 36enne che cerca di seguire le orme del papà. Con discreto successo.

*****



Testo:  Elisabeth Alli

Pubblicazione:
lunedì 10.08.2015, ore 00:00