“Il bacio” di Francesco Hayez (1859), olio su tela (112 x 88 cm), è esposto alla Pinacoteca di Brera.

Un gesto, un manifesto

Due amanti, un’allegoria: quella dell’alleanza fra due nazioni e di un desiderio di unificazione nazionale. E non finisce qui: la scena dipinta da Francesco Hayez, presentata a Brera nel 1895, diventò un manifesto del romanticismo risorgimentale italiano.— BENEDETTA GIORGI POMPILIO

Esistono giornate celebrative per tutto o quasi, per cui non stupisce che sia stata istituita anche la Giornata mondiale del bacio, dedicata al bacio in tutte le sue forme, da quello passionario a quello scambiato per amicizia, da quello traditore a quello eroico o ancora a quello accademico. Così, dal 1990, a partire dalla Gran Bretagna, ma poi con rapida diffusione globale, il 6 luglio si festeggia questo gesto semplice, ma fondamentale e universale (al quale Cooperazione dedicherà la copertina di settimana prossima) al punto che, secondo numerosi studi psichiatrici e psicologici, baciare aiuta a vivere meglio.
Molte le icone del bacio. Fra queste, sicuramente il celebre quadro che Francesco Hayez esegue per il conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto e presenta nel 1859 – con il titolo completo “Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV” – all’Esposizione annuale di Brera, dove si trova tuttora grazie alla donazione dello stesso conte.
La scena dei due giovani che si baciano ha un tale successo già all’epoca di Hayez da diventare vero e proprio manifesto del romanticismo risorgimentale italiano. Questo anche perché alcuni critici ne danno subito un’interpretazione storico-politica come allegoria dell’alleanza fra Italia e Francia, facendo riferimento all’ingresso trionfale a Milano di Vittorio Emanuele II e Napoleone III, avvenuto in quello stesso anno. Nell’abbraccio dei due amanti vive anche il desiderio di unificazione nazionale, sottolineato dall’ambientazione medievale, periodo storico amato e rivalutato dalla letteratura romantica.
In questa e nelle altre quattro versioni successive, il bacio passionale di Hayez, che cela molti importanti significati, è segno evidente dei grandi cambiamenti che un atto così semplice sia in grado di innescare.

Francesco Hayez (Venezia 1791 – Milano 1882), dopo aver studiato a Venezia e Roma, si trasferisce a Milano, dove è per alcuni decenni il caposcuola della culturale romantica. Nella sua lunga e fortunata carriera, durata oltre 60 anni, alle grandi opere a tema mitologico e storico affianca una cospicua attività come ritrattista.