La skyline di Perth, vista  dal Giardino botanico, apprezzato anche per pic-nic o jogging

Un salto in Australia,
nei giardini di Perth

La parte occidentale del «continente dei canguri» ha molto da offrire: dai parchi botanici a due passi dalle città, spiagge paradisiache e impressionanti foreste fino a paesaggi desertici.

Siamo i custodi della natura, il nostro compito è di con-servare e mostrare alle future generazioni il patrimonio botanico dell’Australia Occidentale», dice Grady Brand, conservatore del Kings Park di Perth. «Questa è la filosofia del nostro Giardino Botanico», aggiunge. Di specie da conservare ne ha moltissime, l’immenso parco che, incredibilmente, si trova proprio nel centro della città.

Perth è una metropoli che vanta una lunga lista di primati. È tra le città più soleggiate della Terra; una delle più felici, secondo l’elenco globale delle città in cui la qualità della vita è più alta; regno del surf e delle attività marine, è anche la più lontana da tutto e da tutti. L’isolamento dell’Australia Occidentale è anche la ragione della sua ricca ed estravagante biodiversità, che spazia dalla fauna dai nomi fantasiosi, come il Quokka (un marsupiale poco più piccolo di una marmotta che si trova sull’isola di Rottnest, nei pressi di Perth), alla flora.

«In un pomeriggio da noi i visitatori ammirano praticamente tutta la flora del­l’Australia Occidentale», mi spiega Brand. Numeri notevoli, quelli che esibisce il parco: in mostra ci sono più di tremila specie di piante uniche del-l’Australia Occidentale, e quindi uniche nel mondo. E molte di più sono quelle che il centro conserva in ambienti speciali: «In tutto abbiamo dodicimila e cinquecento specie di piante, molte endemiche di questa fetta d’Australia».



Brand spiega l’origine di questa flora particolare «l’Australia è una terra antica, che ancora conserva tratti della natura di Gondwana, l’immenso continente che circa 65milioni di anni fa si frammentò dando origine ai continenti moderni. Il suo isolamento ha consentito che si conservassero caratteri di questa flora arcaica».

Brand ha 54 anni, di cui trentacinque li ha spesi qui, e conosce ogni angolo dei 400 ettari di parco (di cui un terzo è Giardino Botanico, mentre il resto è lasciato crescere spontaneamente). Con il Kings Park ha stabilito una relazione così stretta che i suoi colleghi botanici hanno deciso di dedicare al suo nome una specie di Eucalipto scoperta cinque anni fa. Negli atlanti di botanica oggi si trova l’Eucalyptus’brandiani. Mi illustra alcune caratteristiche degli eucalipti «tutti sanno che sono intrisi di un olio, l’olio che compone l’essenza di eucalipto; per la pianta è come una crema solare – dice –, qui la radiazione è particolarmente forte e l’olio gli serve anche per non bruciarsi». Mostra anche la caratteristica forma curvata verso il basso «e non aperta verso l’alto a catturare più luce possibile, come accade alla maggior parte delle piante, è un’altra strategia per non essere bruciate dal sole».

Il tema del sole a Perth è sovrano. Il sole che brucia, che causa immensi incendi nel bush e negli antichi boschi di Karri, Marri, e Tuart: alberi tipici di questa regione, che possono crescere fino a 70 metri di altezza (e di cui alcuni sono risalibili fino in cima, grazie a scale speciali). Il sole che arde nel deserto che si estende a settentrione della città, e che è reso famoso soprattutto dal Parco Naturale del Deserto dei Pinnacoli, a poco più di un’ora di auto da Perth. Il sole, infine, che fa delle spiagge di Margaret River, di Perth, e delle insenature di Monkey Mia, attrazioni per gli amanti del surf, del kitesurf o semplicemente dello snorkeling.

Un sole, ancora, che in certe stagioni può essere feroce. Ed è anche per questo che il Kings Park si popola di visitatori soprattutto la mattina, momento preferito da ciclisti e joggers, o la sera, quando dal grande prato di fronte all’immancabile monumento ai caduti, gli abitanti di Perth si assembrano per il rito del pic-nic, guardando piano piano i grattacieli del centro di Perth che si illuminano dopo il tramonto, affacciati sulle ampie anse dello Swan River, gustandosi un prosecco. «Per gli abitanti di Perth il parco è un luogo speciale, ci tengono, lo rispettano», dice Brand. E aggiunge: «è l’attrazione turistica più visitata dell’Australia Occidentale».

La sopravvivenza di questo parco, nel centro di una città in rapida, rapidissima, espansione si deve anche alla sua posizione: si trova infatti su una collina che emerge, verde, a fianco dei grattacieli del centro. La sua particolare posizione è speciale, tanto da essere da tempi immemori un luogo sacro per gli aborigeni australiani, in particolare per le genti Nyoongar, l’etnia locale. Oggi una parte del parco è dedicata alla relazione tra gli aborigeni e le piante native: alcune guide locali illustrano ai visitatori le caratteristiche, gli usi, i poteri di diverse piante. Il parco è quindi un luogo speciale, sia per le generazioni che hanno seguito i moderni coloni, che per gli aborigeni.

Non c’è un periodo migliore per visitare l’Australia Occidentale. Solo l’estate è estrema, con temperature che toccano i 40 gradi. Per raggiungere Perth c’è Emirates, il cui impeccabile servizio ne fa una delle scelte favorite di molti visitatori. Diverse le attività offerte dalla città: ci sono i corsi di surf, di kitesurf (per il quale consigliamo il giovane team italiano di Seabreeze Kite Surf School), o di vela (in piena città si trova Funcat). Per muoversi, oltre alle consuete agenzie di affitto auto, ci si puo’ concedere un campervan della Britz, magari perfino 4x4, che vi permette di raggiungere angoli remoti e spiagge altrimenti inaccessibili. I Pinnacoli a Nord, Margaret River (le famose wineries, la patria del surf, le grotte), a Sud, meritano una visita. Affascinante la città ex-baleniera di Albany (da non perdere il Tree Top Walk, una passerella che vi porterà a 40 metri, tra le chiome di piante colossali). Come guide ci sono la Lonely Planet (Western Australia) o la Rough Guide, entrambe ricche di consigli.

www.bgpa.wa.gov.au/kings-park

www.britz.com

www.seabreezekitesurfschool.com

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Testo e foto: Jacopo Pasotti
Pubblicazione:
lunedì 16.06.2014, ore 00:00


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