Un guida alle capanne ticinesi e...
vinci un w-end a Bosco Gurin!

SULLA NEVE — Sulle tracce degli sciatori che arrivano a metà mattina e già accusano fame e sete: i migliori a fiutare le perle gastronomiche. Di seguito, una breve «gastro-guida» alle capanne sulle piste da sci della Svizzera italiana.

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Il pranzo sulle piste da sci soddisfa varie necessità: una meritata pausa dopo lo sport, riscaldare chi ha dimenticato la maglietta termica, rilassare i muscoli degli «sportivi-solo-la-domenica», rincuorare l’animo di chi odia sciare ma lo fa per rendere felice la famiglia ma, soprattutto, è un sano godersi la vita. Per alcuni si traduce nello sfogo dell’ingordigia repressa in settimana, per altri semplicemente chiacchierare in compagnia. Per gli uni e gli altri, abbiamo scovato alcuni appuntamenti culinari sulla neve che fanno al caso di chi cerca qualcosa oltre il «riempir lo stomaco».Fondue e raclette a 2.300 m.s.m.

A Carì, incontriamo Alessandro Vivarelli, che bazzica sulle piste da sci da parecchi anni: «Sono stato “gattista” per 14 anni, da Bosco Gurin a qui. Da qualche anno mi dedico al Betulin – bar sulle piste – e lascio i giovani alla guida del cingolato». D’estate conduce la sua ditta in valle ma, appena viene messa in moto la seggiovia che porta al Laghetto del Lèi, apre i battenti del suo locale d’alta quota. «Pim-pum-pam l’ho costruito con le mie mani – ci racconta soddisfatto lanciando i Black Sabbath nello stereo –. I primi anni servivo solo qualche birra fuori dalla finestra e pian piano ho organizzato un’offerta più completa».

È un uomo dalle tante risorse ed è riuscito a trasformare un capanno degli attrezzi in un’istituzione per ciaspolatori, sciatori e snowboarder. Una decina di anni dopo le prime bibite scambiate al volo, ecco che la fedelissima clientela del Betulin può gustarsi raclette, fondue e «caffè della casa», sia spaparanzata su sedie sdraio al sole, sia al caldo del pic-colo chalet.

Dallo Zio a Bosco
La Capanna Grossalp, a poco più di 1.900 metri d’altitudine, è custodita e gestita da Christian Zaninelli che vi abita tutto l’anno insieme alla moglie, al figlio di due anni e un cane di almeno 70 chili: «Se dovessi cambiare casa, ne sceglierei una ancor più in alto» esclama. Christian si occupa di questa capanna a Bosco Gurin da cinque anni: «Ero stanco dell’attività precedente, una ditta di metalcostruzioni. Così ho lasciato Ascona e mi sono lanciato nella ristorazione di montagna».

Ha sistemato gli spazi all’interno, poi all’esterno. Ha imparato i nomi di tutte le montagne circostanti per rispondere alle domande dei turisti e stima l’affluenza di persone da una webcam puntata sui parcheggi. Così ora serve porzioni generose di tagliata con salumi eccellenti, polenta e signori contorni di carne o formaggi, primi piatti per tutti gli appetiti e via discorrendo. Immancabile anche il minestrone ticinese, scelto da due avventori al nostro fianco, che evidentemente fanno parte di quelli che tornano sulle piste da sci dopo aver pranzato… Lo Zio (come lo chiamano i clienti affezionati) chiacchiera e intrattiene volentieri i suoi ospiti ben educati. Sono però aperte le sfide a rifiutare il grappino prima di riallacciarsi gli scarponi.

Da una terrazza di neve all’altra

Una qualche vallata più a Est, alle spalle di San Bernardino, spunta la Baita la Tana, che domina il paese dalla sua terrazza imbiancata. Si trova un centinaio di metri sopra la partenza dell’ancora ed è raggiungibile sciando oppure con una breve passeggiata. Ad attendere gli avventori con la griglia sempre accesa (meteo permettendo) vi è Massimo Suter, ristoratore di Morcote e presidente di Gastroticino. «Occuparsi di questa capanna è la mia occasione per togliere giacca e cravatta e immergermi in un ambiente senza troppe formalità». Lo «snack bar», come cita il cartello all’esterno, è impregnato di atmosfera casalinga. Una volta entrati, si sale al piano superiore, dove si trovano tre piccole sale da pranzo arredate con mobili di legno, riscaldate da una caldaia centrale. Il menu prevede minestra di cipolle o minestrone, le intramontabili salsicce – bratwurst e cervelat – grigliate e specialità di formaggio. Per ognuna delle mete consigliamo prudenza, soprattutto se gli scarponi vengono riallacciati solo per la discesa finale dopo aver passato ore e ore a rifocillarsi.  l

www.cari.ch
www.capannagrossalp.ch
www.visit-moesano.ch

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Testo: Elisa Pedrazzini
Foto: Sandro Mahler
Pubblicazione:
lunedì 12.01.2015, ore 03:00


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