Andrea Serena nei corridoi del CHUV.

Un infermiere speciale

Andrea Serena ha sempre voluto diventare infermiere. Ha seguito la formazione a Losanna e ora studia per ottenere un dottorato in scienze infermieristiche.

Non siamo a ER» (la serie tv «Medici in prima linea» ndr)! Ci prende in giro sorridente Andrea Serena, cogliendoci sorpresi nel non trovare materiale super tecnologico nella piccola sala in cui riceve i suoi pazienti. Niente apparecchiature high-tech, ma nemmeno radiografie o modellini anatomici. Un computer sulla scrivania, tre sedie, un telefono, degli opuscoli e qualche manuale. È in questa saletta del CHUV (Centro ospedaliero universitario vodese) che Andrea trascorre una giornata a settimana, facendo consultazioni per pazienti in cura per tumori toracici.

Andrea non è un medico e non è un infermiere qualsiasi. È un infermiere clinico specializzato. Il suo è un posto creato da poco tempo dalla direzione dell’ospedale per integrare i primi studenti che hanno ottenuto un master in scienze infermieristiche, cursus disponibile alle università di Basilea dal 2000 e di Losanna dal 2009. La professione non è ancora molto nota alle nostre latitudini, ma già da decenni è una realtà in paesi anglosassoni e scandinavi.

«Quando dico che sono un infermiere di pratica avanzata, che ho fatto un master e che sto proseguendo gli studi con un dottorato in scienze infermieristiche, la gente non capisce bene quale sia il mio ruolo. Quello che mi differenzia da un infermiere “tradizionale” è il mio legame con il mondo accademico e certe abilità ad effettuare un esame clinico. Ho la possibilità di trasporre nella pratica le conoscenze acquisite dalla ricerca.  Negli anni si è valorizzato il ruolo degli infermieri e si è capita la necessità di accordare loro più autonomia. Questa nuova figura permette anche di contenere i costi della sanità, che nel nostro paese sono molto elevati, e di assicurare una qualità e una continuità delle cure», ci spiega il dottorando, invitandoci a prendere posto sulla sedia dei pazienti.


«

Sono sempre stato attratto dalla figura dell'infermiere»

La settimana di Andrea si divide tra la sua presenza all’ospedale universitario di Losanna – dove si occupa sia del contatto con i pazienti durante le consulenze, sia facendo ricerca nell’ambito del suo dottorato – e il suo posto d’assistente all’alta scuola specializzata di Friburgo. «Già da adolescente sapevo cosa volevo fare: volevo diventare infermiere. Non saprei bene spiegarne il motivo, ma sono sempre stato attratto dalla figura dell’infermiere. Sono venuto a Losanna a studiare la professione principalmente per due motivi: qui c’era già una scuola di livello universitario in cure infermieristiche e studiando al CHUV avrei avuto anche la possibilità di effettuare stage e osservare casi che non avrei mai visto se fossi rimasto in Ticino. Ho avuto l’opportunità di lavorare due anni a tempo pieno in oncologia. Poi qui a Losanna è stato lanciato il master in scienze infermieristiche. Mi ci sono iscritto: volevo approfondire le mie conoscenze e poter capire meglio come un infermiere, basandosi su dati scientifici, possa influenzare e migliorare la qualità delle cure ai pazienti. Dopo il master pensavo che non avrei proseguito gli studi. Ma quando entri in questo contesto, incontri vari professori. La decana di ricerca infermieristica all’alta scuola specializzata di Friburgo mi ha proposto un dottorato. E quindi eccomi qui: faccio ricerca applicata, tenendo però un piede in clinica».

Il CHUV è un ospedale enorme, conta oltre 9.000 collaboratori e ogni giorno, mediamente, accoglie oltre 2.800 persone per prestazioni ambulatoriali, diagnostiche o terapeutiche.
C’è chi viene per piccoli interventi, chi invece trascorre mesi dentro e fuori dall’ospedale. Non deve essere facile vivere accanto alla malattia tutto il tempo. «Paradossalmente, il mio lavoro mi aiuta a vedere la vita in modo più sereno. Mi fa capire che bisogna accontentarsi di quello che si ha. Perché tutto può cambiare da un momento all’altro. Questo mi aiuta nel lavoro e mi dà l’energia di essere contento per quello che ho e di curare le relazioni personali, con familiari, fidanzata e amici. E poi è come con tutti i lavori: se ti piace quello che fai, non ti pesa farlo».

Andrea si definisce una persona positiva, il suo sorriso e la sua vivacità sembrano confermarlo. Ama il contatto con le persone, e non potrebbe essere altrimenti nel suo lavoro. Tempo fa ha intrapreso con due amici un viaggio se non altro particolare: Mendrisio-Parigi a piedi in un mese. «Quello che importava non era la destinazione, ma il viaggio. Solo tre o quattro volte abbiamo speso soldi per dormire in un albergo. Altrimenti alloggiavamo in sale messe a disposizione dai comuni oppure da privati. È incredibile l’ospitalità che abbiamo incontrato per strada». Andrea è sognante  e la sete di viaggi non si è certo esaurita, ma per lui è chiaro: «Ora comunque è il dottorato ad avere la priorità».

Al momento di scattare la foto, chiede se si vede la striscia blu sul suo badge «è questa che mostra che io sono infermiere. Ogni funzione ha un colore diverso. Rosso per i medici, verde per i fisioterapisti, nero per la direzione… Se poi sei responsabile di qualcosa, al colore si aggiunge una striscia dorata. Quando si è nell’ascensore, ci si guarda il badge a vicenda».La prossima volta che incontreremo Andrea faremo come i suoi colleghi: staremo attenti al suo badge, aspettandoci di trovarci una righetta dorata.


In pillole

È nato il 23 aprile 1983. Dopo il conseguimento della maturità a Mendrisio, studia scienze infermieristiche a Losanna dove ottiene il master. Ora sta effettuando un dottorato: uno studio di fattibilità d’interventi infermieristici per pazienti con un tumore ai polmoni. Al contempo lavora all’ospedale universitario di Losanna.
Tra gli hobby di Andrea ci sono la batteria e l’Ambrì Piotta.
Sogno nel cassetto: «Poter lavorare un anno come infermiere per un’organizzazione umanitaria».
Viaggio: «Mi piacerebbe fare la Transiberiana».





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Testo: Raffaela Brignoni

Foto: Darrin Vanselow

Pubblicazione:
venerdì 24.01.2014, ore 15:30


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