Luca, Simona e Nicolas fanno parte della folta delegazione ticinese a Berna.

Un momento
di grande festa

Per gli atleti che parteciperanno ai National Summer Games di Berna non conta tanto il risultato agonistico quanto soprattutto l’ esperienza umana.

Nicolas tifa Ambrì Piotta, fa il giardiniere ed è un grande nuotatore. Luca ama ballare sul cubo in discoteca, stampa magliette per lavoro ed è un asso nel gioco delle bocce. E poi c’è Simona, ragazza dal sorriso solare e con l’hobby della fotografia, ha una passione sfrenata per il basket. Tutti e tre hanno la valigia pronta. Tra pochi giorni rappresenteranno il Ticino ai National Summer Games di Berna, la grande manifestazione svizzera dedicata agli sportivi con disabilità mentale. «Non vedo l’ora di partire – dice Nicolas Mauri, 40enne di Bellinzona che nuota per lo Shark Team della capitale –, sarà una bella esperienza».

Il consolidato evento bernese, promosso da Special Olympics, si svolgerà ancora una volta all’insegna dello sport per tutti. «Non contano i risultati o la forza del-l’a­tleta – spiega Ciro Bergamelli, coach di basket e monitore della spedizione ticinese, che conta ben 142 sportivi –. Si va a Berna per stare insieme, per vivere un momento di amicizia». Simona Ciani, 33enne di Lugano, è stata scelta come ambasciatrice degli atleti ticinesi per i Giochi di Berna. Il suo volto appare, assieme a quello di altri sportivi, in tutte le immagini ufficiali dei National Summer Games. «Sono orgogliosa – ammette –. Gioco a pallacanestro a Lodrino nel Basket Club 88 e provo tanta gioia. Il basket è uno sport di squadra, e a me piace tanto stare in gruppo». Accanto a Simona, c’è Luca Masia, 40enne di Bodio, che fa parte del Gruppo Bocce Biasca. «Sono un tipo festaiolo, ma anche molto preciso. Forse è per questo che riesco bene nelle bocce. È un’attività che mi permette di conoscere gente nuova e di fare parecchi tornei in Svizzera e in Italia».

Tre atleti speciali e normali allo stesso tempo, tre vissuti che si incontrano sulla via che porta alla capitale federale. È il culmine di una stagione fatta di tanti sacrifici. «Noi stiamo con queste persone tutto l’anno – fa notare Bergamelli –. Le trasferte, le cene in compagnia, la voglia di muoversi e di mettersi in gioco da parte degli atleti… Lavorare con questi sportivi ti regala emozioni forti. E anche solo il fatto di trovarsi ogni settimana a fare allenamento diventa qualcosa di singolare». «Prima di inizia-re ad allenarci, discutiamo sempre su come è andata la settimana», puntualizzano in coro Nicolas, Luca e Simona, a dimostrazione di come il lato umano in un simile contesto sia prioritario.

Dietro l’angolo, intanto, si profilano due appuntamenti di spessore internazionale: i Giochi europei di Anversa, in Belgio, previsti per settembre, e quelli mondiali in programma a Los Angeles nel 2015. «La selezione in questi casi viene fatta da Special Olympics – conclude Bergamelli –. Mentre i Giochi di Berna sono aperti a tutti, per gli eventi internazionali i posti sono limitati. In Belgio, ad esempio, i ticinesi saranno solo 7. Tra questi ci saranno anche Luca e Nicolas. Dal canto nostro, cerchiamo di fare in modo che tutti gli a­tleti possano partecipare almeno una volta nella vita a uno di questi eventi».

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Testo: Patrick Mancini
Foto:
Patrick Demaldi

Pubblicazione:
lunedì 19.05.2014, ore 00:00


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