Jonathan Chardonnet e Sonja Landrini provvedono con ogni mezzo al rifornimento del negozio Coop di Bosco Gurin.

Un piccolo grande negozio

Il negozio Coop di Bosco Gurin è il più piccolo della Svizzera. Ma è un’istituzione fondamentale per il villaggio valmaggese.

Qui a Bosco Gurin siamo pronti a tutto, anche agli inverni peggiori». Attorno a Sonja Landrini (nella foto piccola qui a destra), ci sono cumuli di neve alti diversi metri. Per lei, gerente a tempo parziale del negozio Coop più piccolo della Svizzera, 30 metri quadrati in totale, queste sono settimane davvero particolari. «Dalle interruzioni di corrente alle grosse precipitazioni nevose, ne abbiamo passate un po’ di tutti i colori. Però ce la siamo sempre cavata bene».

Su un piazzale, a una decina di metri dal negozio, troviamo Jonathan Chardonnet, un simpatico giovanotto vodese con i capelli rasta. È uno dei quattro collaboratori a ore del negozio di Bosco e sta scaricando il furgoncino dei rifornimenti. «Vedete? Metto le scatole sulla slitta, così faccio prima. A Bosco si prendono le cose con filosofia. A volte gli abitanti o i turisti ci danno una mano». Ad avere guidato il furgoncino fin lì è stata proprio Sonja. «Siamo noi stessi a occuparci del nostro rifornimento. In media tre volte a settimana porto la nuova merce dal negozio di Cevio. Durante il periodo delle feste natalizie, invece, il rifornimento è quotidiano». «In quei giorni – aggiunge Jonathan – c’è sempre la fila all’interno del negozio. È il momento dell’anno in cui in paese ci sono più turisti, e noi viviamo momenti intensi. Anche in estate, comunque, i ritmi sono buoni».

Nel villaggio Walser, a 1.506 metri di altitudine, Jonathan ha trovato il lavoro dei sogni. «Abito a pochi metri dal negozio. Aria pura, natura, piste da sci. Cosa si può desiderare di più dalla vita? L’ambiente di lavoro poi è fantastico. Ti consente di avere un rapporto diretto, in prima persona, con il cliente».

Sembra incredibile, ma sugli scaffali si trova di tutto. Alimenti freschi, prodotti per l’igiene e per la casa, giochi di società, oggetti d’artigianato. «Per quanto riguarda le provviste – sottolinea Sonja – possiamo dire di avere parecchie scorte. Anche se dovessimo restare tagliati fuori dal mondo per qualche giorno, nessuno farebbe la fame». È un negozio speciale, quello di Bosco, dotato di un fascino particolare. Gli aneddoti sono parecchi. Sonja ne rispolvera uno: «Ricordo che negli anni Ottanta scoppiò un incendio, a causa di un corto circuito. Il negozio venne trasferito momentaneamente in palestra. Per chi è cresciuto qui il negozio è qualcosa di mitico, quasi un’istituzione».

Alberto Tomamichel, sindaco di Bosco Gurin.

Cooperazione: Dal punto di vista istituzionale, che ruolo ha un negozio come quello di Bosco?
Alberto Tomamichel:
È importantissimo per la gente che vive nel villaggio, per i turisti e per i ragazzi che fanno le settimane bianche, o verdi, da noi. Calcolate che per trovare un altro negozio bisogna andare fino a Cevio, a 15 chilometri da qui. Significa fare mezzora di strada. Penso, ad esempio, agli anziani o alle persone che non guidano. Sarebbero in difficoltà senza il negozio Coop in paese. Avere la possibilità di fare la spesa a pochi passi da casa è utile pure per le famiglie.

Durante quest’inverno sta nevicando parecchio. Ma il negozio è sempre stato rifornito. Cosa ne pensa?
È una dimostrazione di efficacia e di professionalità da parte di chi lo gestisce. In alcune giornate la neve è scesa in modo particolarmente intenso, ma la merce non è mai mancata. Il negozio è un punto forte per il nostro Comune, un tassello fondamentale. Ci consente di essere vivi e attrattivi per 52 settimane all’anno. Anche nei periodi peggiori dal punto di vista metereologico.

Fotografia:
Testo: Patrick Mancini
Foto: Massimo Pedrazzini
Pubblicazione:
lunedì 17.02.2014, ore 09:46