La make-up artist all’opera con pennelli e trucchi. (Foto: Gareth Cattermole)

Un’artista degli effetti speciali

Giada Venturini acconcia e trucca star sui set. La giovane ticinese oggi vive a Londra.  — RAFFAELA BRIGNONI

Non si è mai troppo giovani per un’illuminazione. Il destino di un’esistenza a volte si gioca nel tempo di un programma tv. È quello che è successo a Giada Venturini circa ventisette anni fa. Un documentario sugli effetti speciali per film e la ragazzina di dieci anni sa che da grande farà la truccatrice. Poi la delusione alla fine delle scuole medie: «L’orientatrice scolastica mi aveva consigliato di fare l’apprendistato di parrucchiera, dicendo che truccatrice non era un vero mestiere. Ci ero rimasta malissimo, ma con il senno di poi, posso dire che è stato uno dei migliori consigli che io abbia mai ricevuto» ricorda la giovane creativa che oggi vive a Londra come make-up artist e hair stylist.


«Negli Stati Uniti, parrucchiere e truccatore sono due attività ben distinte, ma in Inghilterra non è sempre così. Quindi per la mia carriera mi è tornato utile avere anche un diploma di parrucchiera. Anche perché sui set sono ben contenti che io sappia fare entrambe le cose» precisa.
Dunque Giada, terminate le scuole, un po’ controvoglia fa il suo apprendistato nel salone più rinomato della capitale ticinese, ma appena finito, si fionda a Parigi a una scuola di make-up. Al rientro lavora sui set della Tsi e si trasferisce per un paio d’anni a Zurigo, senza immaginarsi che cosa il destino abbia in serbo per lei.

L’arrivo nella city
«Nel 2003 a Locarno avevo incontrato la mia amica Indira Schauwecker, una grande nel mondo dei parrucchieri. Lavorava a Londra da Toni & Guy. Quando ancora facevo l’apprendistato,sognavo guardando i loro tagli sulle riviste, per me erano degli dei! Indira mi aveva detto che se ero interessata, si sarebbe informata sulla possibilità di farmi ottenere un posto di stage a Londra nella loro accademia. L’avevo richiamata alcuni giorni più tardi per comunicarle il mio interesse. Poi la telefonata da Londra: “inizi tra tre settimane!”» racconta e sembra ancora non credere che tutto sia iniziato in modo così improvviso! Giada arriva a Londra e viene inizialmente ospitata da Indira, poi trova una camera in un appartamento nello stesso edificio. «Ho vissuto 10 anni in quella palazzina. Alla fine mi chiamavano la “mamma della casa”. Eravamo 5 nell’appartamento e conoscevamo quelli di un altro appartamento. Era un po’ come in Friends. Ho avuto coinquilini francesi, inglesi, neozelandesi, australiani, canadesi, finlandesi, scozzesi, irlandesi... Eravamo tutti senza soldi, in questa palazzina di un quartiere malfamato di Londra ma eravamo felicissimi. Lavoravo tantissimo e tutti i weekend si usciva. Londra è una città eccezionale, ti assorbe tanta energia ma te ne dà anche tanta!».


Malgrado il suo entusiasmo e la sua forza di volontà, Giada si scontra ben presto con il duro mondo della moda. I soldi girano tra i big. Gli altri, con la scusa di ricevere un’opportunità per farsi le ossa e crearsi un portfolio, lavorano gratis. «Ho lavorato senza paga i primi tre mesi. E anche dopo, lavorare gratis il sabato era normale. Dopo anni in condizioni così, con il minimo salariale, stavo iniziando a buttare la spugna. Un giorno sono arrivata al lavoro e mi sono licenziata su due piedi, pur non avendo un’alternativa. In seguito ho lavorato per American Apparel e per Mac e poi ho iniziato a fare piccoli lavoretti, a mettermi in proprio. Sono felice di non aver mollato: da qualche anno le cose mi stanno andando proprio bene».


Il trucco c’è ma non si vede
In un’ora e mezza, Giada può trasformare una giovane in una vecchia strega, tumefarti un naso e cambiarti i connotati senza torcerti un capello. A suon di pennelli e trucchi. L’unico nemico della sua arte è l’alta definizione dei nuovi televisori. «L’Hd non perdona!” spiega. «Chi non ha una bella pelle, non può più nasconderla con il trucco!». Sotto le sue mani passano nomi più o meno conosciuti del mondo del cinema.


«Non sono una tipa da gossip. Mi vergogno quasi a dirlo ma un giorno dovevo fare i capelli a un’attrice per un test e questa arriva in ritardo, si giustifica parlando di un certo Johnny. Mi chiede se sono francese. Le faccio una capigliatura da femme fatale e quando torno a casa con una mia amica googlo su internet. Era Amber Heard (che allora era la fidanzata di Johnny Depp, ndr)! E per lo stesso film c’era anche Cara Delevingne, carinissima. Sui set in genere sono tutti gentili. E se qualcuno è sprezzante, seguo il consiglio di una collega “kill them with kindness”, “uccidili con la gentilezza”» racconta Giada, il cui sorriso è davvero disarmante, e non è un trucco!

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