Tra le discipline della giovanissima Eleonora De Putti c’è anche il salto a ostacoli.

Un’atleta polivalente

L'atletica — La quindicenne Eleonora De Putti è valida in molte discipline. E sogna di andare lontano. — Leggi anche «L'angolo di Armando».

Corsa a ostacoli, getto del peso, salto in alto, lancio del giavellotto, corsa su 200 e 800 metri. Ma soprattutto salto in lungo. Il minimo che si possa dire è che Eleonora De Putti, classe 1998, talento della Società atletica Massagno, sia polivalente. Non a caso in Svizzera finora ha fatto razzia di medaglie e di titoli. «Amo l’aspetto individuale dell’atletica – dice sorridendo – e per questo non sopporto la sconfitta: quando perdo tengo il muso per ore».

Ha un carattere di ferro, Eleonora. Lo ha ereditato da mamma Cosetta, ex-atleta, oggi allenatrice. Ma lo ha maturato anche durante un’esperienza particolare. «A 12 anni ho fatto le valigie e me ne sono andata a Kreuzlingen, sul lago di Costanza. Lì c’è un’importante scuola media sportiva. La stessa che aveva seguito Tanja Mayer, atleta che ammiro tantissimo». Per la giovane Eleonora, un passo decisivo. «Dal profilo tecnico sono cresciuta parecchio, lassù mi hanno insegnato diversi trucchi. Certo che all’inizio è stata dura, ero l’unica ticinese, mi mancava la famiglia. Per fortuna che il direttore della scuola parlava l’italiano e mi ha aiutata a integrarmi».

Oggi Eleonora vive a Breganzona e frequenta la Scuola per sportivi d’élite a Tenero. «Se mi guardo indietro, posso solo ringraziare chi mi ha consigliato di andare a Kreuzlingen. Mi sento autosufficiente, sicura di me stessa. Senza contare che ho imparato bene il tedesco. Quando con la squadra si va oltre San Gottardo, io capisco tutto».

La stanza di Eleonora è tappezzata da poster di Usain Bolt, il suo idolo. «Un punto di riferimento, come sportivo e come persona». Anche la giovane ticinese sogna di calcare, un giorno, i palcoscenici internazionali. «Ma so che non devo mai perdere la concentrazione. Nell’atletica ci si gioca tutto sui tempi, sui limiti. A volte è questione di centesimi di secondo o di centimetri».

Giugno sarà un mese bollente per Eleonora. In vista ci sono eventi di alto livello, come il Brixia Meeting di Bressanone o i campionati svizzeri giovanili regionali a Balgach. «Il nostro è uno sport in cui se l’allenatore ti convoca, poi gareggi di sicuro. Non come nel calcio, dove uno magari viene chiamato per la partita e poi si fa 90 minuti di panchina. La filosofia nell’atletica è diversa. Personalmente continuo a vivere la vigilia delle competizioni con troppa tensione. Sono spesso nervosa, sento la pressione. Sono fatta così».

www.sammassagno.ch

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Testo: Patrick Mancini

Foto: Alain Intraina

Pubblicazione:
lunedì 14.04.2014, ore 00:00


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