Un’atleta in corsa
per... l’orientamento 

LO SPORT — Dopo un periodo delicato, Elena Roos rialza la testa. Il punto di svolta? La sorprendente chiamata all’Europeo in Portogallo. Leggi anche «L'angolo» di Armando Ceroni!

Una convocazione al­l’Europeo può cambiare una carriera, specialmente quando casca in un momento in cui i risultati faticano ad arrivare. Per Elena Roos, orientista dell’O 92 Piano di Magadino, ha rappresentato il momento di rialzare la testa. Il 14esimo posto nello sprint e il 26esimo posto nella media distanza strappati in Portogallo lo scorso aprile hanno restituito allo sport ticinese un’atleta carica e determinata. «Ho sofferto parecchio il passaggio dagli juniores agli élite – ammette Elena, classe 1991 –; i primi due anni sono stati duri. Ora però il periodo difficile è alle spalle».

A livello giovanile, Elena era una furia, vinceva e convinceva. Basti pensare all’ottimo settimo posto ottenuto ai campionati mondiali del 2009, in Italia. Poi il salto di categoria e il tarlo del dubbio che si insinua nella mente della ragazza di Cugnasco, studentessa in scienze della salute. «Un’altra al mio posto forse avrebbe gettato la spugna. Ora sto raccogliendo buoni risultati, dopo tanti sacrifici. I primi segnali che mi hanno fatto capire che ce la potevo fare sono arrivati lo scorso anno con la medaglia di bronzo ottenuta ai campionati svizzeri di Delémont».

Elena non credeva tuttavia che questo gli bastasse per essere convocata a un Europeo. «E invece mi hanno dato fiducia. Nel nostro sport l’aspetto mentale è cruciale. Non diventi milionario, non c’è la possibilità di fare grandi guadagni. E allora la passione e la dedizione alla fatica hanno un valore ancora più importante».

Il presente della 23enne di Cugnasco, ragazza socievole e cocciuta allo stesso tempo, è sereno. «Il mio prossimo obiettivo è di partecipare ai Campionati mondiali studenteschi in programma in Cechia dall’11 al 17 agosto. E poi c’è la finale di Coppa del mondo, a Liestal il 4 e il 5 di ottobre. Voglio arrivare in forma, per giocarmela».

Corre nei boschi con grande concentrazione, Elena. «La mia specialità è da sempre lo sprint». Poi svela i motivi che l’hanno avvicinata alla corsa d’orientamento. «Mi piace perché è una combinazione tra sforzo fisico e testa. E nelle gare non sempre vince chi si trova al top della condizione. Un bravo orientista è capace di fare una scelta in una frazione di secondo, di cogliere l’attimo».

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Testo: Patrick Mancini


Foto:
Massimo Pedrazzini

Pubblicazione:
lunedì 14.07.2014, ore 00:00


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