Francesca Lago: «I concerti sono come dei riti». (Foto: Sandro Mahler)

Una musicista in apnea

Francesca Lago non porta solo i suoi brani sui palcoscenici europei, ma sostiene anche giovani donne a muovere i primi passi in un mondo ancora molto maschile.  — RAFFAELA BRIGNONI

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Ho imparato a fare apnea perché in vacanza mi annoiavo a stare in spiaggia. È incredibile vedere cosa il tuo corpo riesca a fare. Man mano che scendi, senti la pressione schiacciarti lo sterno. In profondità, nel silenzio, osservi lo specchio d’acqua sopra di te. E lì sotto c’è meno gente» sorride Francesca Lago. Che in verità, non si nasconde dalla gente: la trovate in sale gremite di spettatori, sul palco dietro il microfono e con la chitarra in mano, oppure dalla parte del pubblico. «I concerti sono come dei riti. La gente ci va per lasciarsi trasportare. Quando sono tra il pubblico, mi piace girarmi e guardare l’espressione di chi sta dietro di me, i loro volti sono completamente assorti».


Francesca Lago è nata a Milano, qui si laurea in scienze politiche e sociali e per qualche tempo lavora nell’azienda familiare. Ma la sua passione è un’altra. La musica. Inizia giovanissima con il pianoforte senza troppo entusiasmo e a 13 anni riceve una chitarra da sua nonna. È allora che si accende la scintilla. Il tempo di imparare qualche accordo e la giovane Francesca comincia già a scrivere canzoni. Qualche anno più tardi esce dal guscio esibendosi con una band in centri sociali, «i miei genitori non ne erano molto felici» ricorda sorridendo «sono sempre stata un po’ la pecora nera della famiglia».

Niente compromessi

 «Comporre, suonare ti permette di crearti un mondo alternativo. Ed è una cosa bellissima!». E dato che la creatività non tollera compromessi, Francesca Lago, i suoi brani li scrive in inglese, la lingua in cui la scrittura le viene spontanea.  «Mio padre è un girovago. Ha vissuto in Gran Bretagna, in Italia e ora abita in Francia. Suona la batteria ed è un amante del jazz, a casa si ascoltava molta musica. E per me la lingua della musica era l’inglese». Nel 1997 esce il suo primo album, ma non come Francesca Lago l’aveva pensato originariamente: lei aveva scritto le canzoni in inglese, mentre il cd viene prodotto in italiano.  «In Italia, come italiano non sei benvisto se canti in inglese» spiega l’artista. Pur avendosi potuto avvalere di collaborazioni di spicco con artisti come Carmen Consoli, Morgan o Eugenio Finardi, l’esperienza blocca per un certo periodo la cantautrice. Ritrovato l’estro creativo dopo alcuni anni, Francesca Lago ricomincia a pubblicare album in inglese e in tournée calca i palcoscenici dell’Europa del Nord.



Un mondo maschile

Da una decina d’anni, la cantautrice abita in Ticino con suo marito e il loro figlio. Nella sua casa saltano all’occhio grandi piante d’appartamento, un lungo divano posizionato di fronte a una libreria stracolma di volumi, un pianoforte. Si respira arte. Non solo lei, ma anche il marito e il loro figlio di dieci anni fanno musica. E se per Francesca Lago creare è fondamentale, anche la trasmissione della musica gioca un ruolo importante. Infatti è impegnata nella promozione di giovani ragazze talentuose nel mondo della musica. «Mia nonna diceva “Per forza sono femminista, sono femmina!”. Ritengo che sia giusto esporsi per sostenere le donne. Purtroppo quello della musica è un mondo ancora molto maschile. La mia tesi di laurea l’ho proprio scritta su identità di genere e creatività: i processi creativi tra uomo e donna sono uguali. Ma l’uomo non deve essere ribelle per fare strada. Per una donna è più difficile. Io ho sempre fatto tutto da sola, ma vedo tante ragazze che a un certo punto si fermano».

Educazione musicale
La cantautrice non si occupa solo della formazione di artiste in erba, è anche maestra per i più piccoli: da 7 anni infatti, insegna musica in due asili Montessori, istituto che da sempre ha attribuito all’educazione musicale una grande importanza. «Si educa l’orecchio dei bambini tra i 3 e i 6 anni facendo ascoltare loro il suono di campanelli identici per aspetto, ma che producono suoni diversi. Per poi passare alla scrittura e alla lettura delle note…». Reduce da una tournée, Francesca Lago sta già pensando al suo prossimo album. E come sempre, anche a un sacco di altri progetti. «Sogno la pace interiore. Non sono una persona tormentata, ma rimetto in questione tante cose e guardo con ammirazione alle persone che hanno più senso pratico». E noi, ascoltando i suoi brani, siamo felici che ci siano persone che si pongono tante domande e di poterci immergere nei loro mondi alternativi.

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