L’opera è esposta al Philadelphia Museum of Art (Stati Uniti). 

Carnevale? Sì, ma con Rousseau...

Con "Una sera di carnevale" il pittore debutta nel 1886 al Salon des Indépendants di Parigi. Le due figure-maschere, in uno scenario esotico e fantastico, sono ammantate da un’aura di mistero, quasi angosciante. — BENEDETTA GIORGI POMPILIO

A Carnevale ogni scherzo vale, a condizione che si sia travestiti e quindi irriconoscibili quando si partecipa alle feste o ai cortei, che rimandano e ricordano le origini pagane di questa festività. I costumi che la affollano vanno dall’uomo ragno ai minions, passando per la sirenetta o il poliziotto, ma sopravvivono ancora costumi più tradizionali. Sono le celebri maschere della Commedia dell’Arte italiana, che hanno avuto notevole popolarità in ambiente europeo e che sono state riprodotte in numerose opere, dal Rinascimento all’arte moderna. Così in Una sera di Carnevale, quadro con cui Henri Rousseau debutta a Parigi al Salon des Indépendants nel 1886, si riconoscono Colombina e Pierrot, che si stagliano contro un bosco di fitti alberi spogli.
Quella del Doganiere, soprannome con cui l’artista è passato alla storia, non è in effetti una delle rappresentazioni più consuete del Carnevale, a cui si associano piuttosto momenti di movimentato e fantasmagorico divertimento.
In questa grande tela, oggi al Philadelphia Museum of Art, le due figure sono invece ammantate di un’aura di mistero, quasi angosciante e tuttavia affascinante. Eppure anche l’atmosfera dei Carnevali più frenetici ha per molti un risvolto malinconico, che tanto bene Rousseau ha saputo esprimere.
Le originali scelte artistiche del pittore, incurante delle stroncature dei critici e della derisione del pubblico, sono già pienamente espresse in questo quadro d’esordio: l’assenza di prospettiva e di proporzioni, l’uso arbitrario dei colori e gli stravaganti elementi esotici e fantastici, riconosciuti però come tratti geniali da alcuni grandi contemporanei, fra cui Apollinaire, Delauny, Signac, Léger e Picasso

Henri Rousseau (Laval 1844-Parigi 1910), detto il Doganiere per l’impiego al dazio della prefettura della Senna, iniziò a dipingere da autodidatta attorno ai 40 anni, divenendo uno degli artisti più singolari della fine del XX secolo. Sia la sua attività pittorica sia la sua vita privata furono circondate da mistero e leggende.