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Daniele Pini
ha scritto il 13.11.2017


Una squadra come un simbolo

Il calcio è solo un gioco, ce lo sentiamo dire a iosa…

D’altronde, e ce lo ricordano qualsiasi nozioni base di pedagogia, il gioco è molto importante, per piccini e per grandi.
La Svizzera calcistica (e non) sprizza gioia da tutti i pori, perché è riuscita nell’impresa di qualificarsi di nuovo per i Mondiali del 2018 in Russia. La nostra Nazionale sta facendo faville da ormai parecchi anni. Frutto soprattutto del lavoro svolto a livello giovanile all’inizio di questo millennio. Frutto dell’entusiasmo portato in gran parte da giovani figli o nipoti di immigrati. Frutto di un atteggiamento dei calciatori che hanno messo da parte una dannosa soggezione verso le cosiddette “grandi potenze calcistiche”.
Insomma, questa squadra è per molti aspetti lo specchio e il pungolo per la Svizzera tutta. Essa dimostra infatti l’importanza del lavoro con i giovani, da praticare in tutti gli ambiti della nostra società. Ci fa anche vedere come l’ambizione e la “fame”, se incanalate entro limiti di saggia convivenza civile, possono fare miracoli e produrre risultati insperati.
E ci confermano come, pur sempre coltivando la nostra tradizionale umiltà e il nostro rifiuto verso ogni eccesso di personalismo, ci si possa confrontare con chiunque. Senza false soggezioni anche nei confronti di “orchi e giganti”. Non vediamo l’ora che arrivino i Mondiali russi…


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