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Interno della sala barocca della biblioteca abbaziale. Un gioiellino architettonico e un grande patrimonio culturale.

La cattedrale di San Gallo è iscritta al patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1983.

Il Textilmuseum è l’ideale per scoprire il mondo dei tessuti in esposizioni tematiche.

La City Lounge, ideata da Pippilotti Rist: la città non vive solo del suo illustre passato.

Una visita tra merletti e codici miniati

San Gallo è una cittadina attenta al dettaglio. Probabilmente c’entrano la sua tradizione bibliofila e la sua industria di tessili di qualità. Alla scoperta dei tesori della città.

ΨΥΧΗΣΙΑΤΡΕΙΟΝ, «farmacia dell’anima». È con questa scritta in greco che si viene accolti nella sala barocca della biblioteca abbaziale di San Gallo. Dalle foto sembra più grande di quanto sia in verità. Ma non si resta delusi. Perché questa biblioteca funziona come un farmaco: piccole dosi sono sufficienti per ottenere un effetto benefico. Non si esce immuni da una visita a questo gioiello settecentesco. Sarà per la bellezza della sala, costruita con legno della regione e che dalla sua costruzione nel XVIII secolo non ha mai necessitato di restauri, come ci spiega Erika Akermann, guida dell’ufficio turistico di San Gallo. Sarà per le volte affrescate. Ma è innegabile: i protagonisti sono i libri, manoscritti e stampati. In otto vetrine si possono ammirare pezzi originali di grande valore: da un antichissimo vangelo, redatto a Verona nel V secolo, a esemplari delle prime bibbie stampate in tedesco, passando per codici miniati e acquisizioni più recenti. Ma i tesori della biblioteca sono ben più numerosi: qui sono conservati circa 170mila volumi, tra cui oltre 2mila manoscritti e 400 codici scritti prima dell’anno mille. Insomma, in queste sale è custodita una delle collezioni di manoscritti più importante al mondo. Non è difficile immaginare che, nei secoli passati, San Gallo fosse uno dei più fiorenti centri culturali europei. 

La storia della città risale al VII secolo, quando il monaco Gallo giunse nella regione. Vi si stabilì e nel 612 fondò il primo tassello di quello che poi diverrà un importantissimo monastero benedettino. Sarà poi il suo successore Otmar a intraprendere la costruzione dell’abbazia e della biblioteca. Nel XVIII secolo vennero costruiti nuovi edifici per rimpiazzare quelli medievali. Datano a questo periodo sia la cattedrale che la biblioteca che l’Unesco ha iscritto nel patrimonio culturale mondiale e che attirano ogni anno migliaia di visitatori. Ma oltre alla vita monastica, la cittadina ha un importantissimo passato tessile. «San Gallo è una citta commerciante dal XIII secolo. E il settore tessile è stato fondamentale per lo sviluppo della città. Basti pensare che, riferendosi a questa industria, si parlava di oro bianco» ci spiega la nostra guida. Sacro e profano si congiungono, trame in senso figurato raggiungono quelle in senso proprio. Gran parte dei tessuti fabbricati a San Gallo servivano infatti a vestire il clero. Ma non solo. La Svizzera orientale fino agli inizi del secolo scorso, fu uno dei più grandi produttori di tessili ed esportava ricami raffinati in mezzo mondo. «Nel XVIII secolo le industrie tessili spuntavano come funghi, e vicino alla stazione si possono ammirare enormi edifici da cui la pregiata merce veniva esportata in tutto il mondo» ci spiega Erika Akermann, mostrandoci il palazzo con decorazioni in stile liberty dove aveva sede una delle illustri aziende dell’epoca, l’Oceanic. Le vestigia di questo ricco passato sono da ammirare ovunque, sparse per le vie della città. Un museo è dedicato all’arte tessile e sulle facciate di diversi palazzi è riconoscibile Hermes, ossia la divinità dei commerci. Le case del centro storico presentano i caratteristici bovindi (finestre ad arco) con varie decorazioni, testimonianze della ricchezza e del successo dei loro proprietari. 

Un motto tedesco recita «Klein aber fein», ossia «piccolo ma bello». Sembra ricamato su misura per San Gallo. Una cittadina piccola, le cui case nel centro storico catturano lo sguardo per tanti piccoli dettagli, proprio come quelli che caratterizzano i pizzi o le illustrazioni dei codici miniati che un tempo hanno reso famosa la città. Per concludere la visita, niente di meglio che sorseggiare una bevanda calda in una delle piccole pasticcerie del centro storico. Dopo una visita alla farmacia dell’anima, cosa c’è di meglio di un buon biberli per rafforzare lo spirito? 

Info pratiche

La biblioteca abbaziale di San Gallo è aperta da lunedì a sabato dalle 10 alle 17, domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 16. 

www.stiftsbibliothek.ch

Per dare un’occhiata ad alcuni manoscritti conservati nella biblioteca:

www.cesg.unifr.ch/it

Al Textilmuseum, sono in corso tre esposizioni temporanee. «Lisbet e Robert J. Schläpfer innovazioni tessili 1965-1995», con scintillanti stoffe degli anni ’60. «Visione autunno-inverno 2014-2015», per dare un’occhiata alle tendenze della prossima stagione invernale. «Universo delle collezioni – universo in scatole», per esplorare la frontiera tra collezione e ossessione. Il museo è aperto dalle 10 alle 17.

www.textilmuseum.ch

L’Ufficio del Turismo della città di San Gallo propone visite guidate (anche in italiano su richiesta) e dispone di i-guide: potete così seguire un percorso cittadino di 90 minuti ascoltando le indicazioni tramite un auricolare (il servizio non è per ora disponibile in italiano). 

www.st.gallen-bodensee.ch

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Raffaela Brignoni

Redattrice

Fotografia:
St.Gallen-Bodensee Tourismus, Pino Covino
Pubblicazione:
lunedì 28.10.2013, ore 14:28


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