Michele Pellerani è discendente di una famiglia di giostrai itineranti, attività iniziata nel 1915.

Una vita da nomade

Michele Pellerani è il responsabile dell’unico luna park itinerante ticinese. Con le sue giostre nei prossimi giorni sarà a Mendrisio per la fiera di san Martino.

Di notte sogna montagne russe e tagadà. E la prima cosa che vede quando si alza al mattino sono i suoi autoscontri. Conoscere Michele Pellerani, classe 1958, di Caslano, è un’esperienza che ti riporta bambino. Michele è il responsabile dell’unico luna park itinerante ticinese. Ed è figlio d’arte, perché questo lavoro lo facevano già suo padre, i suoi nonni, i suoi bisnonni. «Mi annoierei a morte se dovessi avere una professione normale – dice –. Ho fatto l’apprendista disegnatore e mi sentivo un uccello in gabbia. In quel ­periodo ho avuto la consapevolezza che avrei dovuto raccogliere l’eredità di mio padre…».  

Michele in queste ore sta piazzando le sue giostre a Mendrisio. Faranno da contorno alla storica fiera di San Martino, teatro dell’ultima tappa di un lungo tour in giro per la Svizzera. «La fiera di san Martino è uno di quegli eventi che bisogna salvaguardare. Queste manifestazioni stanno sparendo. Ed è un peccato, fanno parte delle nostre tradizioni». Oltre a coprire il Ticino, Michele si sposta parecchio tra la zona di San Gallo e quella di Zurigo. «Ma mentre a Sud delle Alpi non c’è concorrenza, oltre San Gottardo mi tocca sgomitare, sono un po’ come l’ultima ruota del carro. Le certezze sono poche, anche a livello di permessi».

È un vero e proprio tuttofare, Michele. Da una parte si occupa della burocrazia, della gestione di acqua, luce e corrente elettrica; dall’altra dei montaggi e degli smontaggi delle giostre, dei trasporti, dell’organizzazione delle trasferte. «Ho una casa a Caslano, ma vivo in roulotte per oltre otto mesi all’anno. È un po’ come fare parte di un circo. Ma a me non pesa, al contrario mi dà fastidio stare fermo. E poi io all’aria da luna park sono ormai affezionato. Da piccolo, quando con i miei genitori tornavo in Ticino per la pausa invernale, facevo sempre fatica ad addormentarmi. E sapete perché? Perché non sentivo più la musica delle giostre in sottofondo». Michele, due figli già grandi e due divorzi alle spalle, dipinge la vita da roulotte con un velo di romanticismo. «Si respira un’aria familiare, anche se cambi sempre posto. Alla mattina apri la porta e sei già al lavoro, il tuo vicino è diverso ogni settimana e nei periodi più freddi l’acqua rischia di gelare. La verità è che mi piace l’imprevisto, perché mi tiene giovane e attivo. Nel lavoro del giostraio, ad esempio, c’è l’incognita della meteorologia. Se piove per tre giorni di fila, gli affari vanno male. Ma sai che soddisfazione se prevedono acqua e poi spunta il sereno?».  

Un’esistenza fuori dagli schemi e fuori dal tempo. Una vita senza orari e senza troppe restrizioni. Michele in questa situazione si sente un re. «A me non frega niente di avere i weekend liberi. Quando ho bisogno di fare ossigenare la testa, prendo la moto e vado dove capita. Macino chilometri e mi ricarico mente e spirito. Sono figlio di artisti. Giostrai d’estate, teatranti in inverno. Senza contare che la mia famiglia discende da una popolazione nomade. Come fa uno come me a mettere radici? Impossibile».

È dal 1915 che il luna park dei Pellerani va a spasso per la Svizzera. Quasi un secolo. Un’eternità. «Una volta il luna park era uno dei pochi divertimenti a disposizione dei giovani. Oggi invece i ragazzi hanno tutto. Ai miei due figli ho consigliato di buttarsi su altre strade. Perché io, il futuro dei luna park lo vedo un po’ grigio. Soprattutto perché in Svizzera i posti dove piazzare le giostre sono sempre più rari. In altri Paesi ci sono grandi piazzali destinati appositamente alle fiere e ai luna park annessi. In Svizzera, invece, i Comuni vendono ogni spazio. Non c’è sensibilità da parte delle autorità su questo tema. E per noi giostrai è una lotta all’ultimo piazzale».

Ha un carattere aperto, Michele, cordiale, autoironico. Ogni tanto gli scappa una battuta. D’altra parte lui è uno che adora stare in mezzo alla gente. Dai giovani agli anziani. «Perché poi il luna park è un luogo d’incontro di più generazioni. È anche per questo che noi giostrai non possiamo permetterci errori, siamo sotto gli occhi di tutti. Di conseguenza, i controlli devono essere precisi, puntuali». Michele si fa serio. Quello della sicurezza è un argomento che gli sta a cuore. «È la priorità. I controlli sono severi e ogni giostra ha le sue particolarità, oltre che i suoi esperti di riferimento. E poi basta con questa leggenda metropolitana che ­dipinge i parchi divertimenti fissi più sicuri di quelli ­iti­neranti... Noi “girovaghi” smontiamo e rimontiamo i pezzi tutte le settimane, se qualcosa non va ce ne accorgiamo sempre per tempo».

Per Michele ora è arrivato il periodo del letargo. Qualche mese di stop, in cui tirare il fiato. «Si fa per dire, visto che in inverno c’è tanta burocrazia da sbrigare in vista del­l’anno che verrà e c’è tutta la manutenzione annuale da fare. A gennaio mi faccio qualche settimana al caldo, poi a inizio marzo si riparte, da Agno, con la fiera di San Provino. È un ciclo che si ripete. Sono le giostre a scandire i ritmi delle mie stagioni, delle mie settimane, dei miei giorni».

«

Sono le giostre a scandire i ritmi delle mie stagioni, dei miei giorni»

In pillole

http://www.cooperazione.ch/Una+vita+da+nomade Una vita da nomade

Michele Pellerani nasce il 13 aprile del 1958 a Lugano. Vive a Caslano, ha due figli Andrea (29) e Cristina (22).
Professione: giostraio, è gestore ­dell’unico luna park itinerante ticinese. La sua è una vocazione di famiglia, genitori, nonni e bisnonni hanno portato avanti un’avventura iniziata nel lontano 1915. Dal 9 all’11 novembre sarà alla fiera di San Martino a Mendrisio, ultima stazione di un tour lungo una quindicina di tappe in giro per la Svizzera.
Segni particolari: «Sono uno spirito libero, senza orari e senza vincoli».
Cosa detesta: «Vedere i ragazzini che alla sera si ubriacano al posto di divertirsi in modo sano».
Piatto preferito: «Carne alla griglia».
Il film: «Tutte le pellicole d’avventura».
Musica: «Gotthard e Vasco Rossi».
Il libro: «Il socio, di John Grisham».

fiera san Martino

Commento (0)

Grazie per il vostro commento.

Questo commento ha un contenuto sgradevole?

Il testo sarà controllato ed eventualmente modificato o bloccato.

Il vostro commento

Non avete ancora scritto il commento.

Questo campo deve essere compilato. Grazie.

Campo obbligatorio
Questo campo deve essere compilato. Grazie.










Si prega di commentare nel rispetto della nostra netiquette e degli altri utenti.

Testi: Patrick Mancini

Foto: Annick Romanski

Pubblicazione:
lunedì 04.11.2013, ore 11:22


Login con il profilo di Cooperazione

Chiudere
Fehlertext für Eingabe

Fehlertext für Eingabe

Dimenticato la password?