Un momento del pranzo comunitario di Natale svoltosi lo scorso anno al padiglione Conza di Lugano.

Uniti per un Natale
meno solitario

Stato e privati insieme in molti comuni ticinesi per i pranzi di Natale. Per chi è solo, per chi non ha una famiglia o amici, per gli anziani, ma anche per i meno abbienti.

Lo scorso anno a Chiasso è stato organizzato per la prima volta «un pranzo per persone sole o che si trovano in situazioni meno agiate» afferma Andrea Banfi, responsabile dei servizi sociali del comune di confine: «Con slancio abbiamo accettato la proposta del gerente del ristorante Bahnhof che ha cucinato per un decina di persone. Questo è un buon segno, perché significa che per molte persone sole le relazioni famigliari sono buone». Anche la casa anziani di Chiasso è promotrice dei pranzi per persone sole della regione: «A Natale organizziamo un pranzo speciale. Se non fosse per la festività, per noi è un giorno come tutti gli altri visto che prepariamo, 7 giorni su 7, pietanze per oltre 400 persone: combattiamo la solitudine tutto l’anno» dice Fabio Maestrini, responsabile delle case anziani di Chiasso.

Diversa la scelta della parrocchia: «Abbiamo provato, ma il giorno di Natale sono già tutti via; sono più soli a santo Stefano» ci confida don Gianfranco Feliciani, che da undici anni all’oratorio promuove una mensa dei poveri: «la chiamiamo così, ma non è vero. Ogni martedì e mercoledì contiamo tra quaranta e cinquanta presenze; sono persone più sole che povere: gente che di solito mangia da sola e che vuole condividere momenti insieme. Solo un quinto dei presenti è gente di passaggio o che ha un vero bisogno».

«La nostra festa è organizzata il 26 dicembre» conferma Tiziano Tommasini, vice sindaco di Minusio: «Da tre anni esiste il gruppo “Natale insieme” formato da volontari che regala, soprattutto agli anziani, qualche ora in compagnia e un pranzo con accompagnamento musicale. Siamo passati dagli 80 partecipanti del primo anno ai 120 dello scorso Natale». La vicina Locarno «non partecipa attivamente all’organizzazione del pranzo di Natale, ma coordina quanto c’è e che funziona. In città non esiste una vera necessità», così afferma Giuseppe Mordasini, direttore degli istituti e servizi sociali della città,  «Locarno ha messo in campo un operatore sociale che raggiunge le persone sole o chi ha un vero bisogno».

Da una ventina d’anni il pranzo di Natale a Lugano è organizzato dal Kiwanis di Lugano: «Dal 2000 pure la città ci dà un grande aiuto, mettendo a disposizione gratuitamente il Conza, sponsorizzando vino e logistica» afferma Stefano Pescia del club di servizio. Coadiuvato da una ventina di volontari, il Kiwanis è felice di questa esperienza anche se «il numero di chi partecipa aumenta di anno in anno, in particolare le donne sole con bambini» conclude Pescia.

Scelta completamente diversa quella di Bellinzona, che invece del pranzo di Natale offre quello di Pasquetta: «Per Natale spesso molti anziani restano in famiglia o confidano su quanto offerto nella regione. Stesso discorso per il giorno di Pasqua. E così abbiamo scelto il lunedì di Pasqua» afferma Riccardo Lüthi, direttore della casa anziani della capitale.

A Mendrisio sono 17 anni che il dicastero delle politiche sociali organizza «Insieme a Natale», invitando le persone sole a trascorrere il 25 dicembre in «allegra compagnia», come conferma l’Ufficio attività sociali: «Abbiamo 60 posti e il fatto di stare in un ristorante è vissuto davvero come una festa speciale».

Un sostegno alimentare per i bisognosi

Fra Martino Dotta è il promotore nella Svizzera italiana del «Tavolino magico».

Cooperazione: Con il «Tavolino magico» quest’anno quante persone avete aiutato?
Fra Martino Dotta: Nei nostri dieci centri di distribuzione della Svizzera italiana, ogni settimana aiutiamo in media 1.400 beneficiari della carta acquisti; questo corrisponde a circa 5 kg di merce per persona.

Quante tonnellate di alimenti avete raccolto?
Solo in Ticino abbiamo raccolto quasi 400 tonnellate di derrate alimentari. Questo ci permette un sostegno alimentare per le persone bisognose della regione. Coop Ticino ha offerto circa 90 tonnellate di merce, che corrisponde a quasi il 20% del totale.

Prossimi progetti?
Superare del 2-5% la raccolta delle 400 t di merce, in modo da aiutare più persone. Dobbiamo sostituire un furgone frigorifero e ci sarà una riorganizzazione interna dei compiti tra chi lavora a tempo parziale.

Dove trascorrerà il giorno di Natale?
Alla mensa sociale del centro Bethlehem di Lugano-Porza, aperta sette giorni su sette e quindi anche a Natale.

Progetto svizzero sostenuto anche da Coop

Sono oltre 600 le società che sostengono il progetto «Tavolino magico». Tra queste troviamo anche Coop. Grazie all’impegno di migliaia di volontari, l’organizzazione raccoglie dal 1999 generi alimentari di ottima qualità, con corta data di scadenza, provenienti da sovrapproduzioni o con imballaggi danneggiati. Questi alimenti sono poi distribuiti a persone singole e a famiglie indigenti «la cui situazione è verificata e comprovabile» e in centri di distribuzione sparsi su tutto il territorio. Nella Svizzera italiana per il «Tavolino magico» operano tre collaboratori
stipendiati, due apprendisti in logistica, partecipanti a programmi occupazionali e molti volontari.

www.tavolinomagico.ch

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Testo: Mirko Stoppa

Foto: TI-Press

Pubblicazione:
giovedì 19.12.2013, ore 15:58


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