Patrizia Canonica: «Il curling mi aiuta a scaricare le tensioni».

Uno sport senza età

Patrizia Canonica, di Cadro, è campionessa ticinese di curling. Uno sport che lei ama profondamente.

Leggi la rubrica sportiva di Armando Ceroni.

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Lo guardavo sempre in televisione, mi appassionava. Poi, un giorno, alla manifestazione Sportissima, ho avuto l’occasione di provarci anch’io e da lì non ho più smesso…». La storia di Patrizia Canonica, 53enne di Cadro, campionessa ticinese di curling in carica, mette buonumore. Perché fino a tre anni fa quello strano sport lei lo vedeva solo dal suo divano. Invece, dopo un periodo di apprendistato, a marzo è arrivato addirittura il primo titolo importante, con i colori del Curling Club Lugano. «E pensare che all’inizio mio marito e mio figlio mi prendevano in giro…».
Si è messa in gioco, Patrizia.

E ora fa parte delle circa 120 persone che in Ticino praticano il curling. Anzi, ne è un vero testimonial. «Tutti possono farcela, non servono doti particolari. Il curling è fatto di costanza e camerateria. Non è mai una sola persona a vincere, ma l’intera squadra. E non mancano mai le sorprese. Non sempre è il team più forte a imporsi, la fortuna e le circostanze hanno un peso importante».

Ad attirare la 53enne di Cadro è soprattutto l’ambiente che ruota attorno a questa disciplina. «In pista non c’è astio. Il curling è improntato sul fair play, anche perché, a qualsiasi livello, Olimpiadi comprese, non ci sono arbitri».

Patrizia nella quotidianità lavora a distanza, da casa sua. È dunque spesso davanti al computer e conduce una vita professionale sedentaria. «Il curling mi permette di scaricare le tensioni accumulate nel corso della giornata. E pure di ottenere dei bei risultati senza essere un’atleta super dotata». Patrizia, che forse parteciperà anche al Torneo Coppa Ascona i prossimi 22 e 23 novembre, lo ammette: «Per il pubblico è molto meglio vedere il curling in televisione. Le riprese sono spettacolari, c’è adrenalina. Dal vivo invece fa freddo e chi non sa bene le regole rischia di annoiarsi. Non a caso gli spettatori da noi scarseggiano». Per chi lo pratica, però, le motivazioni sono parecchie. «Ci sono aspetti bellissimi da sottolineare. Se sei un giocatore di curling e vai in vacanza in un Paese in cui c’è una pista, stai tranquillo che ti accolgono per fare una partita. A me è capitato, ad esempio, a San Diego. Il curling permette, inoltre, l’incontro tra generazioni anche lontane tra loro. Ho avuto la fortuna di recarmi in Scozia, patria di questo sport, dove abbiamo affrontato un team in cui c’era un settantenne che gareggiava a fianco di un ragazzino di dieci anni».

cclugano.ch
curling-ticino.ch

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Testo: Patrick Mancini

Fotografia:
Sandro Mahler
Pubblicazione:
lunedì 11.11.2013, ore 15:13


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