Utilitaria: piccola
e anche bella

Test comparativo Cinque porte, cinque posti, due volumi: le nuove utilitarie Hyundai i20, Opel Corsa e Skoda Fabia nascono da un unico concept, ma si rivolgono a diversi target. — Andreas Faust

Raramente sono uscite tante nuove utilitarie come quest’anno. In questo segmento, è difficile essere innovativi, poiché la clientela dispone in genere di un budget limitato. Tuttavia, i nuovissimi modelli Hyundai i20, Opel Corsa e Skoda Fabia, hanno fatto grandi passi avanti.

Esterni
È incredibile in quanti modi si possano disporre 5 porte e 5 sedili su una lunghezza di 4 metri circa. La Fabia di Skoda non raggiunge neppure queste dimensioni, eppure sembra più grande: ha la forma agile, gli angoli allungati, lo stesso design posteriore delle altre Skoda. La Hyundai i20 e la Opel Corsa sono più lunghe; sembrano più piccole e più tozze, ma non per questo sono meno carine. La Hyundai è un po’ più accattivante della Corsa, che, a seconda dei cerchi e del colore, assume su strada un aspetto decisamente sportivo. Skoda offre il modello station wagon, la Opel Corsa si può richiedere con 2 porte in meno, mentre da Hyundai il modello 3 porte esce nel corso dell’anno e si presenta in una versione «sportiva» chiamata Coupé.

Interni
Tutti e tre i modelli sono più pregiati ed eleganti rispetto ai predecessori. Se si conta il numero dei pulsanti sul cruscotto, vince la Hyundai. Le funzioni da comandare sono tante; la linea di equipaggiamento più alta ha persino in dotazione un volante termico, presente anche nella Opel. Nella Fabia domina un nuovo stile lineare. Il cruscotto della Corsa, invece, si distingue per la linea piuttosto barocca, fatta di tante curve, sinuosità e molte superfici variegate. Contrariamente alle altre, quest’ultima è l’unica a essere dotata di navigatore con lo schermo completo. Sulla Hyundai e la Skoda bisogna invece utilizzare il proprio smartphone come copilota: basta collegarlo, scaricare l’app appropriata e il gioco è fatto. La Corsa e la Fabia offrono tutte le connessioni possibili e immaginabili: dalla lettura degli sms all’integrazione delle app. Il comfort è garantito a bordo di tutte e tre: nulla è inadeguato o insufficiente. Soprattutto Skoda utilizza ora materiali sintetici di qualità superiore e i sedili sono comodi anche per le lunghe distanze. La Fabia vanta la maggiore capacità di carico con 330 litri; seguono Hyundai con 324 litri e Opel con 285 litri. Per trasportare oggetti ingombranti basta abbattere lo schienale; il volume della Fabia passa così a 1.150 litri, quello delle altre due segue a ruota.


Motore
Tutti e tre i modelli montano un motore a benzina. A livello di prestazioni sono equivalenti, mentre per il resto si distinguono fortemente: la Hyundai è dotata di un motore ad aspirazione leggermente sottodimensionato che, grazie a un cambio a marce corte, assicura buone prestazioni, ma necessita di un numero di giri elevato e fa salire i consumi. Skoda e Opel si affidano al turbo: il motore della Fabia appare molto robusto; il tre cilindri della Corsa rivela un carattere ruggente e sportivo e, sulla carta, è quello che consuma di meno. Tutti e tre i modelli hanno motori prestanti, ma la Fabia e soprattutto la Corsa sono più agili della Hyundai. Tutti e tre sono dotati del sistema stop-start che consente di risparmiare benzina. Nell’uso quotidiano bisogna fare comunque i conti con un certo fabbisogno di carburante – soprattutto con la Hyundai.

Conclusione
I giovani di fatto e di spirito scelgono la Opel piuttosto costosa che, comunque, come modello base, è in vendita già per 15.500 franchi. Chi predilige il fattore utilità, sceglie la Skoda, campione di capienza. E chi vuole il modello più vivace, con un design accattivante, opta per la soluzione più conveniente proposta da Hyundai.


Se potessi, guiderei solo vetture sportive: mi piace la combina­zio­ne fra motore potente, sca­rico un po’ maleducato, linea tagliente. Ma confesso una certa debolezza per le auto elettriche. Scivolare sulle strade pro­du­cen­do poco più di un sibilo mi dà una bella sensazione e appena se ne presenta l’occa­sione, per uno dei miei test, non me la lascio sfuggire. È bello pensare che per gli spostamenti non inqui­no l’ambiente. Mi fa sentire leggerissimo. Senza dover rinunciare al comfort e neppure alla narcisistica soddisfazione di lasciare al palo un’auto sportiva, ripartendo dal semaforo rosso. Lo scatto è bruciante, ma la riserva di energia non è infinita e questo mi costringe a pianificare meglio gli spostamenti. Prediligendo vie extra-autostradali, perché alte velocità e autonomia mal si conciliano, pensando bene a dove e quando avrò la possibilità di effettuare una ricarica nel corso della giornata – sempre che la colonnina sia libera. Un filino d’ansia può farsi largo. Nulla di preoccupante: la passione per l’auto vale questo prezzo.

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