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Stile sportivo: la 8a generazione delle VW Passat.

La limousine (sinistra) è meno richiesta della variante Kombi Passat.

Estremamente spaziosa: la Kombi accoglie fino a 1780 litri di volume con i sedili abbassati.

La vettura dell’anno

Vw Passat Altro che classe media: la nuova Passat è migliorata nettamente nella tecnica e nel confort. Ma anche con i prezzi siamo ormai in un’altra categoria.


Eppure la Passat era ed è soprattutto un mezzo di trasporto: in condizioni normali il bagagliaio ha una capienza di 650 litri; abbassando i sedili posteriori si raggiungono 1.780 litri. Molto generoso anche lo spazio per chi sale a bordo, sia che sieda in prima che in seconda fila. Un’occhiata superficiale alla plancia degli strumenti può confondere: malgrado una fitta presenza di pulsanti e bottoni, il loro utilizzo è molto intuitivo. Tipico Volkswagen, appunto. Molti ordini possono essere dati a voce, ciò che permette di mantenere le mani sempre al posto giusto: sul volante. Grazie poi all’«Active Info Display», per leggere i dati sul contagiri, la velocità e tutte le altre informazioni fornite dalla vettura, basta abbassare lo sguardo in basso sul parabrezza, dove queste informazioni vengono proiettate. Anche la carta del sistema di navigazione viene proiettata sul parabrezza.



Con tutti i suoi sistemi ausiliari, la Passat mantiene automaticamente costante la distanza con la vettura che precede; una luce ben visibile sullo specchio retrovisore esterno informa dell’avvicinarsi di una vettura sulla corsia vicina. Se poi si abbandona inavvertitamente la propria corsia, un apposito sistema avverte il conducente e sterza autonomamente. Insomma, un primo assaggio del futuro prossimo venturo dell’automobile. Il motore sviluppa la sua forza in modo agile, fino a raggiungere la velocità massima.

Evidente che una vettura del genere non viene regalata: al già sostanzioso prezzo base (v. riquadro) l’aggiunta di un paio di extra ha fatto lievitare il prezzo del modello che abbiamo provato a 73.440 franchi. Per fortuna la Passat è in vendita in versioni più spartane a partire da 33.300 franchi per la limousine e 35.400 franchi per la station wagon.

Non considero l’automobile un semplice mezzo di trasporto: si tratta di uno spazio personale. È vero, capita di accogliervi fa­migliari, amici, colleghi. Ma per la maggior parte del tempo, il rapporto con l’auto è esclusivo. Guidare non mi stanca né mi innervosisce. Penso alla quotidianità. Il viaggio di andata serve a far mentalmente il punto su quanto c’è da fare; al rientro mi scrollo di dosso la giornata.

A una condizione. Odio le code. Non sopporto il tira e molla nel traffico. Piuttosto torno indietro e cerco un’alternativa più lunga. Naturalmente non sempre ci si riesce. E allora inizia la sofferenza. Perché c’è sempre chi crede di essere più furbo e si piazza davanti, sorpassa a zig-zag, dribbla sulla destra. E c’è il distratto attaccato al telefono, che riparte solo quando davanti si è formata una voragine. Per fortuna la tecnologia viene in aiuto. La mia auto si ferma e riparte da sola. Un accessorio pro sicurezza e antistress, il primo passo verso l’autopilota che agirà al nostro posto. Così almeno promettono i colossi dell’informatica e le case automobilistiche.

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