Oggi Vania Luraschi lavora dietro le quinte.

Il Teatro Pan di Vania Luraschi

Sul palco o dietro le quinte. La veterana di palcoscenici racconta del suo amore per lo spettacolo e per l’insegnamento. 

www.teatro-pan.ch

Ogni luogo speciale ha la sua anima… Quella del Teatro Pan è Vania Luraschi, sostenuta da un team affiatato. Una fiamma che alimenta e riempie di vita questa piccola grande realtà teatrale luganese da 40 anni!  Poco più che ventenne Vania si inoltra nel mondo del teatro. «Stavo frequentando l’Ecole d’études sociales et pédagogiques di Losanna e, assieme al mio gruppo di amici ticinesi, rimasi folgorata dal teatro», rievoca, «dopo un periodo passato a lavorare nei centri culturali svizzeri francesi, una volta rientrati in Ticino, questa scintilla ci portò a fondare la “Cooperativa di animazione culturale” Teatro Panzinis Zirkus con il desiderio di promuovere attività indirizzate a bambini, giovani ed anziani». Correvano gli anni ’70 e stava iniziando a diffondersi il lavoro degli animatori culturali…

«

Sento la responsabilità di scegliere le messinscene più belle»

Con la Cooperativa si misero all’opera dando vita a spettacoli, laboratori per bambini e tante altre cose. Mentre oggi Vania si muove principalmente a livello organizzativo e di direzione artistica, allora si divertiva a sperimentare vari ruoli, passando dalla recitazione al teatro con i burrattini. «Il primo spettacolo che creammo fu la Mahagonny di Bertolt Brecht che decidemmo di mettere in scena con i burattini: una famiglia di burrattinai italiani ci insegnò tutto!». Vania era che già rimasta rapita dal fascino del palcoscenico molto tempo prima…  «Da piccola andavo a teatro con la scuola e con i miei genitori» racconta «recentemente ho trovato un mio tema delle elementari in cui racconto con entusiasmo una pièce di una compagnia italiana: ricordo che in quell’occasione mi ero fermata a sbirciare dietro le quinte e il burattinaio mi aveva invitata a vedere tutto!». 

L’incerto mondo del teatro
Per vent’anni ha insegnato teatro alla Scuola per le professioni socio-sanitarie. «Adoro insegnare e appassionare al teatro gli adolescenti, lavorare sulla fiducia in se stessi, sul risveglio della creatività attraverso esercizi, rituali, meditazioni», condivide con trasporto. Ora questa lunga parentesi si è conclusa ma Vania continua a contribuire ad ispirare le generazioni più giovani mettendo la sua energia a frutto dei corsi di teatro per bambini e ragazzi e a programmazioni teatrali interamente dedicate a loro come il festival annuale «Il Maggiolino». Con il tempo il Teatro Panzinis Zirkus si è trasformato, diversi membri hanno preso altre strade, mentre Vania, navigatrice temeraria è rimasta al timone… «Il mondo del teatro naviga da sempre in acque incerte, ci sono momenti gloriosi in cui si viene sostenuti e altri in cui bisogna cercare di stare a galla», confida, «in ogni caso bisogna essere armati di convinzione e passione». Dopo il periodo romando, Vania si spostò per diverso tempo a Parigi con diversi amici per approfondire gli studi teatrali. Lì, in una Parigi vibrante e in pieno fermento culturale scoprì le mille sfaccettature delle varie compagnie teatrali, dalle più classiche a quelle sperimentali. «Da Parigi passavano tutti ed ebbi modo di vedere delle meraviglie che ero intenzionata a portare in Ticino». Questo desiderio, unito alla volontà di coinvolgere gli artisti del territorio, è stato e continua ad essere trasfuso nel Teatro Pan, ex Cooperativa Panzinis Zirkus, che negli ultimi decenni ha incantato Lugano con produzioni teatrali provenienti da ogni angolo del mondo.



«Oltre, a continuare a produrre i nostri spettacoli localmente e a portarli in giro», aggiunge Vania. Questa donna piena di vita e spirito di iniziativa ammette che, se potesse, viaggerebbe sempre. Ogni anno parte per minimo un mese alla ricerca di nuovi colpi di fulmine che poi puntualmente condivide con noi sul palcoscenico dello Studio Foce. Nei suoi giri non può mancare una visita a sua figlia Djamila che da diverso tempo vive in Argentina dove lavora come infermiera e, ispirata dal milieu familiare, gestisce una compagnia teatrale. «Oltre a visitare Djamila ne approfitto sempre per fare un salto al Festival Internazionale di Teatro Cileno a cui sono molto affezionata». Mi racconta che, a furia di girare, il Teatro Pan è spesso più conosciuto all’estero che in Ticino. «Ai tempi, sul territorio ticinese, tutti conoscevano i nomi dei teatri e le compagnie, era normale andare a vedere degli spettacoli, mentre adesso è più difficile», spiega Vania, «un po’ per le ristrettezze economiche, un po’ per l’enorme offerta di attività, la gente si perde in questo meandro ed è più difficile portare le persone a teatro». Questa situazione, che tocca un po’ tutti, non scoraggia però Vania che mette tutto il suo entusiasmo nel proporre gli spettacoli più belli possibili e ci tiene a far innamorare della magia del teatro fin da piccoli… «Soprattutto con i bambini sento la responsabilità di scegliere, con grande cura e attenzione, le messinscene più belle», spiega Vania. Mentre guarda ai 40 anni appena passati, ha l’impressione che siano volati… I ricordi, tra sfide e soddisfazioni, sono tanti! «Che dire di più… Venite a teatro!»

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TESTO: Keri Gonzato

FOTO: Annick Romanski, wAlamy

Pubblicazione:
domenica 05.07.2015, ore 00:00


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