Vent'anni lontano dal Ticino

Omar Merlo ha lasciato Torricella per seguire un corso di inglese in Australia. Un soggiorno che sarebbe dovuto durare pochi mesi, e invece…

Da Torricella a Cambridge passando per Melbourne. Omar Merlo, di professione docente universitario di economia, non ha certo scelto la strada più breve per trasferirsi in Inghilterra. «Quando ho concluso gli studi liceali nel 1993 volevo andare oltre le convenzioni: tutti i miei ex compagni si erano iscritti ad atenei italiani o svizzeri, ma io volevo formarmi in inglese e, allo stesso tempo, scoprire un nuovo mondo. Quindi sono volato in Australia».

Il professor Omar Merlo durante una lezione svolta all’aperto nel cortile della Business School dell’università di Cambridge.

Il professor Omar Merlo durante una lezione svolta all’aperto nel cortile della Business School dell’università di Cambridge.
http://www.cooperazione.ch/Vent_anni+lontano+dal+Ticino Il professor Omar Merlo durante una lezione svolta all’aperto nel cortile della Business School dell’università di Cambridge.

Una scelta non facile, specie per un ragazzo della sua età. «Non era evidente passare dal nido familiare alla vita indipendente, per di più in un paese sconosciuto e lontano migliaia di chilometri da casa. Ai tempi non c’era internet e quando volevo salutare i miei genitori mi chiudevo in cabina con un sacchettone di monetine: il telefono costava quasi 3 franchi al minuto. E con gli amici… scrivevo molte lettere. Sono trascorsi solo 20 anni, ma sembra una vita fa».

Anche l’atteggiamento con cui Omar ha affrontato questa nuova esistenza ha giocato un ruolo importante: «Nonostante la nostalgia, non ricordo mai di aver pensato “Ora torno in Ticino”. Mi sono abituato presto a quella situa-zione fatta di tante cose nuove e pochi aiuti a disposizione; avevo capito che dovevo lanciarmi, senza timidezze. Vedevo il tutto come una serie di sfide, scoperte, sorprese e avventure che mi stimolavano a restare».

Dopo la laurea in economia e aver avviato la carriera di docente universitario, ha conosciuto la futura moglie (australiana) che non parla italiano. «Mi sono reso conto che stavo mettendo radici in una terra lontana da casa. Nel 2005 ci siamo trasferiti in Inghilterra e oggi il Ticino è molto più vicino rispetto al passato. Con i nostri figli (Sophie e Frederik) mi sforzo di parlare solo italiano e tutti insieme trascorriamo le ferie in Ticino. Lo adorano. Sophie (4 anni) definisce Lugano il suo posto preferito e mi chiede perché non andiamo a viverci». Anche se il bisogno di tornare a casa si fa meno pressante, l’amore per le cose semplici tipico del carattere ticinese è rimasto: «Non me ne priverei per nulla al mondo: tra una cena in un ristorante sofisticato di Londra e una grigliata di costine in Ticino, sceglierò sempre la seconda». 

Dal liceo di Locarno a una «High School» a stelle e strisce 

Camilla Neeser ha trascorso undici mesi in un liceo statunitense tra il 2010 e il 2011.

Camilla Neeser ha trascorso undici mesi in un liceo statunitense tra il 2010 e il 2011.
http://www.cooperazione.ch/Vent_anni+lontano+dal+Ticino Camilla Neeser ha trascorso undici mesi in un liceo statunitense tra il 2010 e il 2011.

Cooperazione: Come mai ha deciso di trasferirsi a Peru (Illinois) per frequentare un anno di «High School» dopo il primo anno al liceo di Locarno?
Camilla Neeser:
È un sogno che avevo sin dalle scuole medie: volevo uscire dal Ticino, vedere il mondo, abbracciare nuove culture. La mia famiglia mi ha spinta a farlo a soli 16 anni perché più passava il tempo e più sarebbe stato difficile assentarsi per un periodo così lungo

Sapeva che non le avrebbero riconosciuto l’anno di studio…

Sì, ma non è stato un grosso problema. Di solito si parla di anno perso, ma secondo me è stato un anno guadagnato. Ora sono più indipendente, ho una mentalità più aperta.

Il lato negativo?
Il livello delle lezioni, paragonabile alle nostre scuole medie. Ma è stato compensato dagli eventi tipicamente americani che cadenzano i trimestri, come il ballo di fine anno con tutto il cerimoniale annesso.

Un’esperienza da consigliare?
Direi proprio di sì. Anche grazie ai sussidi cantonali qualunque liceale può vivere un’esperienza simile, ma a patto che lo voglia veramente e si organizzi per tempo.

La vita dedicata ai sordomuti

Serafino Balestra: insegnò ai sordomuti di mezza Europa e morì in solitudine in Argentina.

Serafino Balestra: insegnò ai sordomuti di mezza Europa e morì in solitudine in Argentina.
http://www.cooperazione.ch/Vent_anni+lontano+dal+Ticino Serafino Balestra: insegnò ai sordomuti di mezza Europa e morì in solitudine in Argentina.

Tra i tanti emigranti ticinesi che all’estero hanno trovato fortuna e ricchezza, vi è anche chi – lontano da casa – ha perso tutto ed è morto in solitudine. La storia più significativa è forse quella di Serafino Balestra, nato nel 1831 a Bioggio e ordinato sacerdote nel 1856 a Como. Grande pedagogo, dedicò la vita ai sordomuti e rinnovò i metodi di apprendimento e di rieducazione allora vigenti. Il suo impegno lo portò a essere insignito del titolo di Cavaliere dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro in Italia e della Legion d’onore in Francia, fino alla chiamata del Governo argentino per dirigere il nuovo Istituto nazionale dei sordomuti a Buenos Aires. Era il 1884. Il canonico partì un anno dopo e fu accolto con tutti gli onori, ma alcune calunnie sul suo operato gli fecero perdere la carica dopo pochi mesi. Fu soggetto di un’inchiesta da cui la sua fedina penale uscì indenne, ma non così la salute: si ammalò, morì in un ospedale della capitale il 26 ottobre 1886; la salma fece ritorno in Ticino solo 78 anni più tardi, quando il nipote Luigi Balestra ne ordinò l’esumazione. Oggi Serafino, colui che «visse propagando la parola e morì senza avere con chi ricambiarla» (così recitava la sua epigrafe), riposa nella tomba di famiglia a Bioggio.

Si cercano storie di emigrazione

La piattaforma OltreconfiniTi cerca nuove storie di emigrazione ticinese. Se conosce le vicende di un espatriato del passato o del presente, o se è tornato in Ticino dopo un lungo periodo all’estero, scriva a oltreconfiniti@ti.ch oppure cliccando su OltreconfiniTi.

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Pubblicazione:
lunedì 09.09.2013, ore 10:00


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