Incontro con... Verena Sommer

L'INCONTRO — Insegnante di ballo quasi per caso, quest’anno celebra il ventesimo annniversario della sua scuola di danza. Una vita tra samba, liscio e cha-cha-cha.

«

Le lezioni di danza sono un momento per conoscere se stessi e gli altri.»

Verena Sommer

Il suo cognome significa estate e la sua presenza ricorda i primi giorni della stagione, ancora freschi di primavera. Ha un sorriso gentile ed accogliente che si sposa perfettamente con il ruolo di insegnante di danza. Verena Sommer ha scoperto le emozioni dei primi passi di ballo quando aveva dodici anni e, dal paesello di Reitnau nel Canton Argovia, andò a visitare un’amica a Baden. In città, l’amica frequentava delle lezioni di balletto classico e Verena l’aveva accompagnata a vedere un film che metteva in scena «Il lago dei cigni» con Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev. Da allora, in lei qualcosa era cambiato: «Ero entrata in contatto con un nuovo mondo entusiasmante!». Nell’humus del suo cuore era stato messo il seme di una passione che sarebbe sbocciata molti anni dopo.

«Dopo le emozioni di Baden sono tornata a Reitnau dove, essendo un piccolo borgo, non esisteva la possibilità di studiare danza. Mi procurai un libretto con i primi passi di danza classica e mi cucii il primo tutù con una stoffa rigida: ricordo ancora con precisione l’emozione che provai quando mi misi davanti allo specchio a provare i primi passi», racconta. L’impossibilità di seguire dei corsi fece sì che, con il tempo, il sogno di diventare ballerina venisse però accantonato…

È in Ticino che hanno inizio le danze
A 16 anni, sentendo il richiamo di un clima più caldo e soleggiato, Verena si sposta in Ticino, dove inizia a lavorare come commessa in una gioielleria nel centro di Lugano. «In seguito, ho avuto i miei due figli e per diverso tempo mi sono dedicata appieno alla vita familiare», spiega tranquilla. Verso i trent’anni la sua vita prende una nuova svolta… «Quando i miei figli hanno iniziato le scuole medie mi è venuta voglia di frequentare dei corsi di ballo da sala, liscio, cha-cha-cha, samba e boogie woogie». Dopo un solo anno di frequentazione, a sua sorpresa, l’insegnante le propone di sostituirla durante la sua gravidanza… «Sono convinta che, nella vita, nulla capita per caso e quindi ho accettato la sfida e in cambio ho ricevuto una formazione dall’insegnante stessa che mi ha preparata ad affrontare le prime lezioni», rievoca sorridendo. In breve tempo, da studentessa di danza si ritrova proiettata dall’altra parte.

Correva l’anno 1984 e Verena aveva 33 anni, per lei era iniziata una seconda vita! «Da quel momento in poi non ho mai smesso, ho insegnato a Lugano e a Mendrisio e, dopo 12 anni, ho aperto la mia scuola di ballo Happy Dancing, che in questo 2015 compie 20 anni!». Assieme a questo doppio decennio, Verena festeggia anche 30 di insegnamento, durante i quali ha continuato il suo percorso di apprendimento con continue formazioni, imparando nuovi stili di danza e facendo regolari stage sia in Svizzera che all’estero. «Per perfezionare la salsa autentica sono stata tre volte a Cuba, vivendo esperienze molto arricchenti, mentre in Italia ho conseguito il diploma in balli da sala e in liscio unificato». La sua non è una semplice scuola, è una vera e propria comunità: «una grande famiglia danzante!». «Sentire l’impegno, il coinvolgimento e l’entusiasmo degli allievi mi riempie di gioia!», dice con slancio.

La passione per il ballo e l’insegnamento
Per Verena la scuola di ballo è un luogo dove le persone, muovendo il corpo al ritmo della musica, coltivano la felicità. «Le lezioni di danza sono un momento per conoscere se stessi e gli altri, per superare le proprie insicurezze e per riscoprire la propria gioia di vivere», spiega con passione. Quello che le sta a cuore, più di tutto, è poter condividere il suo amore per il ballo con gli allievi. «Le competizioni di danza non sono mai state la mia priorità, quello che mi interessa e stimola davvero è l’insegnamento!». Verena è una persona umile e tranquilla, forse anche per questo non è mai stata attirata dalle luci del palcoscenico. I suoi allievi dicono di lei che non è mai nervosa ed è sempre accogliente e disponibile. «Disponibile come si deve essere nel ballo di coppia, dove questa è la prima qualità necessaria per riuscire a muoversi in armonia», aggiunge uno di loro; «solitamente non parla molto di sé, è una di quelle rare persone che sanno davvero ascoltare e questo le dà la capacità di saper rispondere alle necessità degli allievi nel miglior modo possibile».

Nella tradizione classica greca si credeva che alla nascita gli dei offrissero una qualità al nascituro. Questa qualità viene definita come Daimon. Il segreto di una vita felice è sentire la voce di questo Daimon, di questo destino personale, e trasformarla da potenziale latente in realtà quotidiana! Quello di Verena è sicuramente il ballo… Un bene che per lei diviene prezioso nel momento in cui può condividerlo.

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Testo: Keri Gonzato
Foto: Annick Romanski
Pubblicazione:
lunedì 02.02.2015, ore 00:00

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