Da venti anni la cazzoeula è al centro di un interesse di un gruppo di estimatori.

Verze, maiale, passione
e allegria

La cazzoeula, come altri piatti tradizionali, ha molti estimatori. Una serata a cena con il «Cazzoeula Club Ticino» che quest’anno festeggia i suoi 20 anni.

Nell’aria profumo di verze, maiale e tanta allegria. Fuori il freddo, i giorni corti e la neve: ambientazione da cazzoeula, il piatto invernale legato – almeno in passato – alla fine del periodo di macellazione dei maiali che coincideva con il giorno di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio. Questo piatto «povero», tipico della tradizione lombarda e ticinese, ha i suoi fan, tanto d’aver lanciato venti anni fa il «Cazzoeula Club Ticino». Fondatori sono Giampiero Storelli, attuale presidente, Daniele Bigger e Cesare Valsangiacomo.

«È un’associazione a scopo ricreativo, dedita al benessere e alla cultura eno-gastronomica dei suoi aderenti». Tradotto vuole dire che l’ottantina di soci si trova più volte all’anno per le cene della cacciagione, degli asparagi di Cantello, del maialino bio e il suo sangue, delle cosce di capra, del merluzzo e della cazzoeula a fine anno. Si mangia, si chiacchiera, si ricordano i piatti semplici come li faceva la nonna e si beve buon vino. Soprattutto si gustano piatti che a casa difficilmente si fanno ancora. Per la cazzoeula, ad esempio, il Club si è trasferito in bus a Stabio, al ristorante Montalbano di Claudio Croci Torti, da sempre dedito alla cura dell’eredità gastronomica del Mendrisiotto. «Basta scavare come i cercatori di fossili sul Monte san Giorgio – come ama dire Croci Torti – e si trovano fantastici tesori: il risotto ai fegatini e la carne essiccata di piccione…».

In occasione della cena del Club a base di maiale e oca, sul menu c’erano: mortadella di fegato, petto d’oca affumicata, polpette d’oca, oca in carpionata su insalata di cavolo cappuccio alla pancetta, piedini, codini e musetto in cazzoeula alle verze, stinchetti al forno, polenta di mais rosso… «Per questa cena che non prevede la cazzoeula come piatto unico, ho bollito a parte le carni così da renderlo un po’ più leggero» spiega lo chef in cucina, aiutato dai giovani cuochi Matthieu Ghizzardi e Stefano Ballini. È comunque un piatto che Croci Torti prepara solo su richiesta. «Come gli “oss in bogia”, sono pietanze particolari che in cucina richiedono tempi lunghi e all’ospite un interesse da estimatore».

Se non volete prepararla a casa – occorrono diverse ore di cottura – segnaliamo l’iniziativa del «Club della Cazzoeula» e «Ticino a tavola»: una rassegna della cazzoeula, in oltre trenta ristoranti del Ticino. Mentre se volete aderire al Club della Cazzoeula, preoccupatevi di essere raccomandati da un loro socio. Ma la lista d’attesa è lunga.

Il «Cazzoeula Club» per sottolineare il suo 20esimo anno di associazione eno-gastronomico organizza, in collaborazione con «Ticino a tavola», la Settimana ticinese della Cazzoeula nei giorni della merla.

Dal 29 gennaio al 2 febbraio oltre 30 ristoranti propongono il tipico piatto invernale: Osteria Sasso Corbaro, Bellinzona; Rist. Pizzo Forno, Chironico; Grotto Vallera, Genestrerio; Locanda Lessy, Gnosca; Ristorante Casa del Popolo, Bellinzona; Osteria del Ponte, Iragna; Grotto Bundi, Mendrisio; Rist. Montalbano, Stabio; Snack Bar L’Incontro, Bellinzona; Grotto La Strega, Quartino; Ristorante Svizzero, Capolago; Osteria Lanterna, Mendrisio; Osteria Bellavista, Gordemo; Locanda degli Eventi, Novazzano; Grotto del Giuvan, Salorino; Grotto San Martino, Mendrisio; Ristorante al Gaggio, Novazzano; Grotto Moderno, Novazzano; Ristorante Le Fontanelle, Genestrerio; Antico Grotto Ticino, Mendrisio; Crotto dei Tigli, Balerna.

Lista completa dei ristoranti: ticinoatavola.ch

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Testo: Natalia Ferroni

Foto: Alain Intraina

Pubblicazione:
giovedì 23.01.2014, ore 08:50


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