Alberto Conte con la moglie Susanna seguiti da Diego Canobbio e Angela Cavarra attraverso i vigneti che si estendono tra Piverone e Viverone; sullo sfondo il lago di Viverone. (Foto: Pino Covino)

Via Francigena, il piacere della lentezza

Il cammino è stato per secoli un itineario di fede e di cultura seguito da pellegrini, mercanti, artisti ed eserciti. Da alcuni anni è calcato anche da turisti in cerca di un’esperienza diversa. Ne abbiamo percorso due tappe in Piemonte. — RAFFAELA BRIGNONI

Organizzare un viaggio basandosi su un vademecum vecchio di oltre mille anni, oggi che le guide subiscono aggiornamenti costanti. Decidere di raggiungere la meta a piedi con uno zaino in spalla, alla faccia dei voli low cost. Una pazzia? Eppure è quello che sempre più persone fanno ogni anno, calcando i sentieri della Via Francigena. ll cammino, descritto dall’arcivescovo Sigerico nel 990 nel suo viaggio di ritorno da Roma a Canterbury, è lungo 1.800 chilometri e suddiviso in 79 tappe. Caduto nell’oblio, è stato riconosciuto nel 1994 dal Consiglio d’Europa come Itinerario culturale europeo e negli ultimi anni è stato al centro di molte le iniziative di divulgazione. Pur riscontrando un interesse crescente, la Via Francigena è ancora una piccola realtà. Inversamente proporzionale all’entusiasmo di chi è impegnato nella sua promozione.


Ci dà il benvenuto per una due giorni di cammino Alberto Conte, fondatore di ItinerAria, azienda specializzata nella progettazione e nel rilievo Gps di reti di percorsi a piedi e in bicicletta e nella consulenza nel settore della mobilità dolce. Alberto ha curato la segnaletica del cammino e la mappatura delle 45 tappe in territorio italiano della Via Francigena, e con il tour operator Sloways ha realizzato un’app con cartine e informazioni per tutto il tragitto.
Lasciamo l’auto a Santhià, dove la ritroveremo alla conclusione del nostro cammino. Alberto ci dà un passaggio fino ad Ivrea, da dove ci incammineremo il giorno successivo. In quella che fu l’operosa cittadina sede della Olivetti, il sabato sera trascorre tranquillo. I giovani si ritrovano nei bar del centro, le famiglie “fanno le vasche” in via Palestro mangiando un gelato. Non faremo le ore piccole. Meglio così, domani la prima tappa prevede oltre 20 km di cammino.

Scorcio di Ivrea e del ponte vecchio.

Ci lasciamo alle spalle la cittadina quando ancora sonnecchia. Qualche pescatore è appostato sulle rive della Dora, ma è ancora troppo presto perché qualcuno possa vantarsi della pesca. In pochi minuti si raggiunge la campagna aperta. Profumo di erba appena tagliata, strade semideserte; c’è chi porta a passeggio il cane, qualche anziano che pedala con nonchalance in sella alla sua bici. Ci avviciniamo alle colline ed ecco i ciclisti della domenica. Con i suoi dislivelli, passaggi ombreggiati e tratti al sole, il percorso è ideale per sgranchirsi le gambe.

Diego Canobbio e Angela Cavarra davanti all’ingresso dell’ostello di Piverone.


Nei rari incontri con gente della zona, si è subito riconosciuti con benevolenza come “pellegrini”. C’è chi chiede se può essere d’aiuto e persino chi apre le porte del proprio locale anche se oggi è giorno di chiusura. Questi sono alcuni dei vantaggi del muoversi a piedi. E così, dopo aver macinato una decina di chilometri, al tavolo improvvisato per noi dal proprietario dell’osteria della piazza di Palazzo Canavese, siamo raggiunti da Alberto e da sua moglie Susanna. Con loro anche Diego Canobbio e la compagna Angela Cavarra, gestori dell’ostello di Piverone. La vita di queste due coppie è la testimonianza che il cammino può cambiarti la vita. Diego e Angela si sono conosciuti sul Cammino di Santiago: dal ruolo di pellegrini sono passati a quello di osti. Alberto e Susanna hanno lasciato le loro vite sicure di Milano e sono venuti a stabilirsi a Roppolo, e nel loro B&B, dove alloggeremo per la notte, animano anche atelier sullo sviluppo sostenibile e sulla mobilità dolce.

Un viaggio senza compromessi  
Proseguiamo il cammino insieme; il paesaggio è caratterizzato da vigneti e da incantevoli scorci sul lago di Viverone. «La Via Francigena è piacevole perché ogni borgo che attraversi, anche il più piccolo, ti offre un bel centro storico. Ogni paese ha una sua specialità gastronomica e il paesaggio è molto variato» racconta Angela.

Il “Gesiun”, ruderi della chiesetta di San Pietro di Livione a Piverone.

«Camminare è l’unica modalità di viaggio che ti permette di usare i cinque sensi e di guardarti intorno a 360 gradi; nemmeno in bicicletta lo puoi fare» aggiunge Alberto.
Arriviamo a Roppolo, poco oltre la conclusione della tappa (Viverone), e quindi domani il cammino verso Santhià sarà più breve di alcuni chilometri. La prima parte del tragitto di questa seconda giornata si snoda in zona collinare. La seconda si sviluppa attraverso aziende agricole e risaie, zone di pianura poco riparate dal sole. Ci allontaniamo dal paesaggio bucolico del giorno precedente, attraversiamo l’autostrada, passiamo sotto un viadotto ferroviario su cui sfrecciano i treni veloci. «La Via Francigena è imperfetta e bellissima come l’Italia. Ci sono tratte del cammino che sono meravigliose, altre in cui passi tra capannoni industriali, ma questo ti permette di capire il tessuto economico di questo Paese. È un viaggio vero, senza compromessi – spiega Alberto –. Inoltre, è molto affascinante anche per l’energia che vi si respira e che proviene dalle persone che lo hanno attraversato per secoli. È la stessa cosa che vivi percorrendo il Cammino di Santiago, ma non si può descrivere». Insomma, non resta che indossare buone scarpe, mettere lo zaino in spalla e augurare “Buon cammino”!

Sito di informazioni sulla Via Francigena:




La casa del Movimento Lento, B&B a Roppolo:




Ostello di Piverone:





Con la credenziale del Pellegrino – una sorta di passaporto del viaggiatore sul quale vengono apposti i timbri degli ostelli – si possono ottenere prezzi di favore in diversi alloggi. Arrivati a Roma, avendo percorso almeno 100 km si può richiedere il Testimonium, l’attestazione dell’avvenuto pellegrinaggio.

www.viefrancigene.org/it/credenziali

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Pubblicazione:
lunedì 03.04.2017, ore 00:00


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