Vita da scout

Il gruppo scout di Locarno compie 100 anni. Dal 10 al 13 settembre la sezione locale offrirà cento ore di animazione consecutiva nella Rotonda di Locarno. Cronaca da un campo estivo.

http://www.scoutlocarno.ch/
https://scoutismoticino.ch/

L’arte di sapersi arrangiare, lo spirito di gruppo, le buone azioni quotidiane, il gusto dell’avventura. Vita ed emozioni da scout, raccontate dai ragazzi del gruppo scout di Locarno, che a settembre festeggia il giubileo del centenario. Dopo tre settimane nel verde di Trun (Grigioni), in un campo estivo baciato dal sole, il morale della truppa è alle stelle. «Quando uno diventa scout – spiega Manon Pittet, 19enne animatrice – lo resta per sempre. Non è solo un modo di dire. Perché questo mondo ti dà tantissimo, soprattutto a livello umano». Una trentina di adolescenti con il foulard bianco e blu al collo, le tende in cui si dorme a gruppi di 4 o 5, docce e lavabo rudimentali, il forno costruito con sassi e zolle di terra. E anche qualche ospite indesiderato. «Le vespe ci stanno torturando – scherza Cecilia, 13 anni –. Ma gli inconvenienti fanno parte della vita da campo. Lo scorso anno, ad esempio, eravamo nel Giura e ha piovuto per tre settimane. Ci si muoveva nel fango ed eravamo sempre bagnati. Però ci siamo divertiti tantissimo». 

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Organizzare il campo è uno dei compiti dei ragazzi.

Il pranzo e la colazione sono serviti da Riele. La cena la preparano gli scout.

L’acqua è un bene comune: gli scout utilizzano solo quella necessaria.

Incontri frequenti
Al di là dell’appuntamento estivo, i ragazzi del gruppo scout si ritrovano puntualmente anche nel resto dell’anno, ogni sabato pomeriggio. «È una cosa di cui andiamo fieri – precisa Gaspare (quindici anni) –. Faccio lo scout da quando avevo sei anni, ho imparato un sacco di cose.
Nel gruppo si creano parecchie amicizie. E poi si fanno tante buone azioni, come dare una mano ai contadini e agli anziani, oppure raccogliere i rifiuti».  
Accanto a Gaspare, c’è Luca, quattordici anni. È lui a raccontare gli aneddoti
più curiosi del campo di Trun. «L’esperienza più avventurosa è il raid. Due giorni nei boschi in cui ci organizziamo senza monitori. Prima di partire, siamo noi stessi a fare la spesa, cercando di rispettare un certo budget. Puntiamo su cibi comodi, come i ravioli in scatola». A Sharon (tredici anni), invece, piace molto la karrimor. «È una lunga corsa d’orientamento a coppie, dura un’intera giornata. In generale i giochi che si fanno al campo sono sempre spassosi».

Senza tecnologia
Per una ventina di giorni i giovani scout si allontanano da televisione, computer e altri apparecchi tecnologici. «I ragazzi – fa notare Manon – possono usare il cellulare solo in determinate fasce orarie. Per il resto del tempo i telefonini vengono ritirati dai monitori. D’altra parte al campo non c’è nemmeno l’elettricità. Il fuoco? Vista la siccità di quest’anno, lo accendiamo solo proprio quando non possiamo farne a meno. In caso di necessità, ci si arrangia con i pannelli solari o con il gas». Così funziona anche in cucina, reparto gestito dall’animatore Riele Martinoni, 22 anni. «Io cucino a colazione e a pranzo. Alla sera sono i ragazzi a mettersi ai fornelli. E preparano ogni tipo di piatto, dalle omelette ai pizzoccheri». Non ci sono ruoli fissi tra le tende di Trun. Gli scout sono suddivisi in pattuglie. «Ma tutti devono sapere fare tutto – evidenzia Riele –, montare e smontare le tende, ad esempio».

Il nodo sul foulard
Il momento del commiato dal campo estivo è sempre un po’ malinconico. «Anche se poi i ragazzi sanno che l’attività riprende di lì a poche settimane», dice Manon. E quest’anno si riparte col botto, con la festa del centenario. «Faremo cento ore consecutive di buone azioni. Perché un vero scout ogni giorno dovrebbe farne una. Ce lo ricorda anche il nodo che abbiamo sul foulard».      

Cento ore di animazione

L’appuntamento con la grande festa del giubileo è tra giovedì 10 e domenica 13 settembre, con cento ore di animazione consecutive nella Rotonda di Locarno.

La costruzione di un labirinto e di una fontana di legno, che saranno donati alla città, rappresenterà il filo conduttore dei quattro giorni. Sabato, 12 settembre, il momento ufficiale, con la presenza delle autorità e il risotto offerto ai presenti. Nelle serate di venerdì e sabato grigliata e musica dal vivo. 

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Testo:  Patrick Mancini

Foto: Annick Romanski

Video: Gianluca Blefari

Pubblicazione:
venerdì 28.08.2015, ore 00:00