La funivia di Palfries (Foto: Christian Perret).

 

Vite appese a una fune

Piccoli impianti di risalita: rappresentano un un elemento essenziale della Svizzera come i laghi e le montagne, eppure molti di essi rischiano la chiusura. L’impegno della popolazione. — FRANZ BAMERT

Qualche anno fa nessuno avrebbe creduto che la funivia di Palfries, nella zona di Sargans, avrebbe continuato a funzionare. O meglio, qualcuno sì! Alcuni irriducibili volontari non hanno mai smesso di crederci e di lottare per questa funivia, costruita dall’esercito durante la seconda guerra mondiale per riuscire a risalire la valle e portare rifornimenti alla fortezza di Sargans. Ma nel 1998 si è deciso per uno stop definitivo delle risalite alla fortezza. Un gruppo di locali però, incredibilmente affezionati a questa funivia, ha addirittura creato un’associazione per salvarla. «La funivia è stata progettata per durare in eterno, e nel 1980 l’esercito ha provveduto a restaurarla applicandovi le tecniche più innovative» spiega Markus Walser, presidente dell’associazione. «Poi, nel 2011, il Concordato intercantonale per teleferiche e sciovie (CITS) relativo ai piccoli impianti fino a 8 posti ha attestato che la funivia soddisfaceva appieno i requisiti tecnici e di sicurezza per il trasporto di persone». 

Per l’agricoltura
Nel 2013, quando finalmente le procedure per il cambiamento d’uso dopo 15 anni erano prossime ed essere concluse, il CITS ha avanzato nuove richieste inaspettate: i responsabili della funivia si sono trovati così a dover presentare una perizia geologica che dimostrasse la solidità della stazione a monte, nonostante non vi fossero né crepe nelle mura né segni di spostamento, come riferisce Walser. Questo ha comportato ulteriori ritardi e costi. «Ma grazie alla tenacia di tantissimi volontari e a copiose donazioni, dopo 18 anni, ce l’abbiamo fatta: lo scorso inverno abbiamo ottenuto l’autorizzazione e ora la funivia funziona regolarmente». Eccome se funziona. Per assicurarsi uno degli 8 posti della sua cabina è necessario prenotare con largo anticipo. Chi sale su questa funivia non fatica a capirne il successo: non è da tutti i giorni trovarsi all’altezza del Churfirsten, abbassare lo sguardo e vedere lo scintillio del lago di Walenstadt, per poi volgerlo verso le montagne glaronesi, del San Gallo e dei Grigioni. Ma qual è il suo segreto? Perché circa 30 persone, dal muratore all’ingegnere, lavorano gratuitamente per tenere in vita questa funivia? Stando alle parole di Walser: «È una risorsa per l’ecoturismo locale e un bene culturale, un po’ come il battello Blüemlisalp».

Anche la funivia del Brändlen di Ueli Schmitter è un’attrazione per i turisti. Ma per lui e per la sua famiglia, che gestiscono un’azienda agricola bio  di montagna sopra Wolfenschiessen, la piccola cabinovia blu rappresenta il cordone ombelicale che li collega al resto del mondo. Infatti, non vi è alcuna strada che arriva lassù. Schmitter non è solo il proprietario della funivia, ma anche il presidente dell’associazione per le funivie del Nidvaldo, che riunisce 28 titolari di impianti di risalita impegnati per la sopravvivenza delle loro funivie. La maggior parte dei contadini di fatto non conserva le funivie per i turisti, ma perché sono l’unica via di collegamento alle loro fattorie. Schmitter illustra così la situazione della sua azienda agricola bio di 35 ettari: «Spesso i nostri figli usano la funivia per andare a scuola, e a volte ci trasportiamo i capi di bestiame per portarli al macellaio».

Tuttavia, le norme sempre più restrittive complicano la vita dei gestori di queste piccole funivie. Schmitter illustra l’esempio della magnetoscopia alle sospensioni della cabina: «Prima andava effettuata una volta ogni 20 anni, dal 2011 invece questa verifica deve avvenire ogni 8 anni, ogni volta con un costo di 15.000 franchi».

Altri 15.000 franchi sono spesi per lo spostamento delle funi, necessario da un lato per effettuare la magnetoscopia, dall’altro per evitare che presso i pali sia teso sempre lo stesso tratto di fune. In passato era obbligatorio realizzare questo spostamento ogni 20 anni, ora ogni 12. Vanno poi considerate le spese di manutenzione ordinaria, pari a circa 5.000 franchi l’anno. Le corse turistiche rendono, a seconda dell’impianto, solo tra i 2.000 e i 5.000 franchi. «Vogliamo e abbiamo funivie sicure, infatti non vi sono mai stati incidenti per guasti tecnici», chiarisce l’agricoltore, «ma le norme stanno diventando sempre più restrittive e dobbiamo far fronte a un’incredibile burocrazia». 

Responsabilità

Gilles Délèze, membro della Direzione generale del CITS, comprende le preoccupazioni per i piccoli impianti di risalita, ma spiega: «Dal 2006 per tutti gli impianti valgono le stesse leggi federali sui trasporti, sia che trasportino 1.000 persone all’ora o solo 8 al giorno». Il CITS cerca di applicare soluzioni ragionevoli caso per caso. «In fondo si tratta di sicurezza, e quando i nostri responsabili autorizzano un impianto il CITS si assume una grande responsabilità». Il CITS sorveglia 234 piccoli impianti di risalita, la maggior parte dei quali nella Svizzera centrale. Come mai così tanti si trovano proprio in quell’area? «È soprattutto una questione legata alla scelta delle infrastrutture per il collegamento: mentre nei Grigioni si è investito principalmente nelle strade, nella Svizzera centrale si sono preferite le funivie». 


La funivia di Palfries
Collega la fermata del bus Ragnatsch alla Hauptstrasse di Sargans-Flums con la vetta di Palfries: la sua lunghezza è di 3.043 m, mentre il dislivello di 1.248 m. Dalla cima partono tantissimi itinerari suddivisi in grado di difficoltà. Inoltre, è possibile pernottare: prenotazione obbligatoria.






La funivia del Brändlen


Con una lunghezza di 1.050 m e un dislivello di 750 m, è sempre aperta e porta a Wolfenschiessen (NW) da dove partono molti sentieri nella regione del Bristen e del Haldigrat. Questa funivia è molto amata dai parapendisti. In cima al Brändlen è possibile mangiare e pernottare nell’azienda di Ueli Schmitter.




La funivia del Bannalp


La sua lunghezza è di 1.509 m, con un dislivello di 673 m; parte da Oberrickenbach al Bannalp, dove c’è la possibilità di grigliare (legna messa a disposizione
gratis). Sulla vetta ci sono molte possibilità di degustare le specialità locali in piccoli ristoranti e aziende agricole, come pure per escursioni.

Unicità svizzere
Il Ticino conta numerose funicolari, filovie e funivie. Quella di Malvaglia – Dagro è l’ultima ad essere stata rinnovata (l’inaugurazione si è tenuta il 16 luglio), un impegno finanziario sostenuto soprattutto da privati. Proprio questa filovia ha una sua particolarità: è stata  la prima costruita in Ticino (siamo nel 1935), poi sostituita nel 1996 dall’attuale appena ristrutturata. Altra chicca ticinese è la funivia Brusino Arsizio – Serpiano, la più vecchia in Svizzera con movimento va e vieni a doppia via, oltre ad essere la prima funivia di questo tipo in Svizzera e unica con un solo pilone. L’11 dicembre sarà inaugurata la nuova funicolare che collega la stazione di Lugano con piazza Cioccaro; nata nel 1882, il collegamento è stato più volte sistemato, ma mai in modo così radicale come i lavori iniziati nell’agosto del 2014.


Camorino – monti di Croveggia
Apertura: aprile-novembre. Orari: a dipendenza dal mese e del giorno della settimana. Costi: andata e ritorno 14 CHF / ragazzi 9 CHF, corsa semplice 8 CHF / ragazzi 6 CHF. Contatto: 077 211 89 47 (Gianni Mulattieri)



Monte Carasso – Mornera
Apertura: aprile-dicembre. Orari: lu-do 4 corse: a dipendenza dal mese  e del giorno della settimana. L’impianto è dotato di un funzionamento automatico per i fuori orari (in servizio dalle 6.30 alle 21.30). Costi: andata e ritorno 19 CHF / ragazzi 10 CHF, gratis bambini fino a 5 anni, sconti Avs/Ai, parapendisti e solo discesa (la sola salita non è possibile). Contatto: 091 835 57 24 / info@curzutt.ch



Verdasio – monte Comino
Apertura: marzo-ottobre. Orari: a dipendenza dal mese e del giorno della settimana; si garantisce una corsa ogni 30 minuti dalle 9 alle 18.30 in settembre e fino alle 18 in ottobre. Sa-do e festivi orario ridotto. Costi: andata e ritorno 18 CHF / ragazzi 11 CHF, corsa semplice 12 CHF / ragazzi 8 CHF, gratis bambini fino a 6 anni, sconti Avs/Ai, cani e bici, gruppi. Contatto: 091 798 13 93 / 079 415 11 45  / info@comino.ch

Malvaglia – monte Dagro
Apertura: tutto l’anno. Orari: lu-gio ogni ora dalle 8 alle 11, ogni mezz’ora dalle 11 alle 14 e ogni ora dalle 14 alle 19. Ve: ogni ora dalle 8 alle 11, ogni mezz’ora dalle 11 alle 14, ogni ora dalle 14 alle 16 e ogni ora dalle 16 alle 19. Sa-do: ogni mezz’ora dalle 8 alle 19. Da ottobre a aprile: tutti i giorni su richiesta. Costi: andata e ritorno 20 CHF / ragazzi (3-16 anni) e Avs 16 CHF, corsa semplice 10 CHF / ragazzi (3-16 anni e Avs) 8 CHF, sconti per cani, bici e parapendio. Contatto: 091 870 24 30

Brusino – Serpiano
Apertura: tutto l’anno. Orari: me-do dalle 9.15 alle 17.45. Costi: andata e ritorno 14 CHF / ragazzi (4-14 anni) 7 CHF, corsa semplice 8 CHF / ragazzi (4-14 anni) 7 CHF, gratis sotto i 4 anni, sconti per le biciclette. Contatto: 091 996 11 30 / info@funivia.ch

Intragna-Pila-Costa

Apertura: marzo-novembre. Orari: lu-do ogni 20 minuti dalle 9 alle 12.40 e dalle 14.30 alle 18.10. Costi: andata e ritorno 12 CHF / ragazzi 8 CHF, corsa semplice 8 CHF / ragazzi 6 CHF, sconti per le comitive. Contatto: 091 796 11 27 /fart@centovalli.ch

Rodi – lago Tremorgio
Apertura: giugno-ottobre. Orari: lu-do 7.30-19. Costi: andata e ritorno 20 CHF / ragazzi (fino a 15 anni) 7 CHF, corsa semplice 15 CHF / ragazzi (fino a 15 anni) 7 CHF, supplemento per bici e cani. Contatto: 091 867 12 52 / tremorgio.capanna@bluemail.ch.


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