Il parapendio dà una sensazione di grande libertà.

«La mia voglia di volare
con la testa tra le nuvole»

LO SPORT — Claudio Cattaneo, 47 anni, ha stabilito in tandem un nuovo record di lancio con il parapendio. «Tuttavia — dice — metto la sicurezza al primo posto». — Leggi anche «L'angolo di Armando».

Da piccolo restava a bocca aperta di fronte ai deltaplani che partivano dalla cima dal Monte Lema e atterravano a Novaggio, dove è cresciuto. Claudio Cattaneo, 47 anni, ha sempre avuto un rapporto particolare con il volo. Oggi lavora alla torre di controllo dell’aeroporto di Agno. Ma soprattutto vola in parapendio. «L’espressione più libera e più pura del volo» sottolinea.

Proprio in parapendio lo scorso 13 giugno Claudio, che ora vive a Caslano, ha centrato un’impresa da record. Su un mezzo biposto, con il vallesano Olivier Biedermann, ha percorso un triangolo di 116,7 chilometri sulle Alpi svizzere in 6 ore e 3 minuti. «Partenza da Fiesch e passaggi da Crans-Montana e Saas Fee» ricorda. A omologare il traguardo, un esperto della Federazione Aeronautica Internazionale. «Inseguivo questo primato in tandem da diverso tempo, consapevole del fatto che certi obiettivi da singolo non sarei stato in grado di raggiungerli.

I record individuali oggi li centrano soprattutto i professionisti che volano con vele concepite apposta per macinare chilometri». Vele super delicate e, di conseguenza, meno sicure. «Io sono uno che quando si spinge oltre i propri limiti non si sente a suo agio. Volo per divertimi, non per avere paura, non sono tutto l’anno in giro per il mondo a caccia di primati. Ci sono piloti che dopo la stagione propizia nelle Alpi (da marzo ad agosto) in ottobre vanno in Nepal, a novembre in Brasile, per poi spostarsi in Australia a gennaio e in Kenya a febbraio. Sempre all’inseguimento di un nuovo exploit».

A 18 anni, Claudio si era avvicinato al mondo del volo a motore. «C’è stato un momen­to in cui sognavo pure di fare il pilota. Solo che odiavo le uniformi. Ho volato a motore per hobby fino a dopo i 30 anni. Poi mi sono accorto che cercavo altro, qualcosa di unico. Il parapendio ti dà una sensazione di libertà indescrivibile. In più non produci rumore, non consumi e non inquini».

La primavera è la stagione più adatta per volare nella Svizzera italiana. «La nostra regione è considerata una delle mecche mondiali del parapendio». Ogni tanto Claudio porta a spasso per il cielo anche i suoi due bimbi, di 10 e 12 anni. «Sono affascinati. E io sono tranquillo perché se si rispettano le regole di base, il parapendio è un mezzo sicuro. Se i ragazzi seguiranno le mie orme? Ognuno nella vita deve fare ciò che più gli aggrada. E poi c’è tempo. Prima dei 16 anni il brevetto non lo possono fare…».

www.parapendio.ch
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Testo: Patrick Mancini
Foto:
Alain Intraina

Pubblicazione:
martedì 13.05.2014, ore 00:00


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